L'Arci ripulisce la rotonda della legalità: «Faremo sempre la nostra parte»
Il circolo biscegliese sarà a Cinisi il 9 maggio alla manifestazione per l'anniversario dell'uccisione di Peppino Impastato
sabato 9 maggio 2026
Il circolo Arci "Oltre i confini" di Bisceglie, con un'azione di cittadinanza attiva, ha provveduto alla pulizia della rotonda della legalità, rimuovendo le sterpaglie e i rifiuti che la oltraggiavano. Il 9 maggio, inoltre, una delegazione parteciperà a Cinisi alla manifestazione per l'anniversario dell'uccisione di Peppino Impastato avvenuta, a opera della mafia, nel 1978. Con queste iniziative l'Arci intende dare il proprio contributo nell'azione di contrasto alle attività criminali che hanno insanguinato la città di Bisceglie e che non può essere delegata unicamente alle forze dell'ordine.
«Associazioni, società civile, forze politiche, istituzioni, ognuno nel proprio ambito devono fare la propria parte. La criminalità si contrasta anche sottraendole la bassa manovalanza attraverso politiche attive sull'occupazione, il rilancio delle attività produttive, l' innovazione e la ricerca. Aspetti su cui il governo nazionale è latitante. L'alto tasso di disoccupazione, che pongono la Bat, come fanalino di coda della Regione Puglia, è facile serbatoio per l'arruolamento, da parte della criminalità, della manovalanza dedita allo spaccio di sostanze. La mafia va contrastata anche sul piano culturale perché, come sottolineato dalle autorità inquirenti, i luoghi della movida stanno diventando oltre che contenitori per il riciclo di denaro derivante da attività illecite anche luoghi dove si ostenta e perpetua uno stile di vita e codici di comportamento.
«Per questo rivendichiamo il sostegno a tutte quelle attività e associazioni presenti sul territorio che agiscono concretamente nello spirito di quel "noi", richiamato dal procuratore aggiunto di Bari e coordinatore della Dda Giuseppe Gatti: "Tutti insieme - istituzioni, agenzie educative, società civile - dobbiamo lavorare per contrapporre a questo un modello comunitario, che si costruisce sul noi, sul riconoscimento dell'altro, sull'accoglienza, sull'inclusione". Per dare concretezza, servono spazi fisici sottratti alla logica del profitto e del mercato. Arci farà come sempre la sua parte, le istituzioni se ci sono battano un colpo» ha affermato il circolo biscegliese in una nota.
«Associazioni, società civile, forze politiche, istituzioni, ognuno nel proprio ambito devono fare la propria parte. La criminalità si contrasta anche sottraendole la bassa manovalanza attraverso politiche attive sull'occupazione, il rilancio delle attività produttive, l' innovazione e la ricerca. Aspetti su cui il governo nazionale è latitante. L'alto tasso di disoccupazione, che pongono la Bat, come fanalino di coda della Regione Puglia, è facile serbatoio per l'arruolamento, da parte della criminalità, della manovalanza dedita allo spaccio di sostanze. La mafia va contrastata anche sul piano culturale perché, come sottolineato dalle autorità inquirenti, i luoghi della movida stanno diventando oltre che contenitori per il riciclo di denaro derivante da attività illecite anche luoghi dove si ostenta e perpetua uno stile di vita e codici di comportamento.
«Per questo rivendichiamo il sostegno a tutte quelle attività e associazioni presenti sul territorio che agiscono concretamente nello spirito di quel "noi", richiamato dal procuratore aggiunto di Bari e coordinatore della Dda Giuseppe Gatti: "Tutti insieme - istituzioni, agenzie educative, società civile - dobbiamo lavorare per contrapporre a questo un modello comunitario, che si costruisce sul noi, sul riconoscimento dell'altro, sull'accoglienza, sull'inclusione". Per dare concretezza, servono spazi fisici sottratti alla logica del profitto e del mercato. Arci farà come sempre la sua parte, le istituzioni se ci sono battano un colpo» ha affermato il circolo biscegliese in una nota.