
Cultura
"Come livido scolora": Marialuigia Bianchi racconta la sua poesia - L'INTERVISTA
Alle Vecchie Segherie Mastrototaro la poetessa calabrese ha dialogato con Giuseppe Laterza e Vito Davoli
Bisceglie - venerdì 8 maggio 2026
11.06
Nella serata di giovedì 7 maggio il pubblico delle Vecchie Segherie Mastrototaro è entrato in fortissima connessione con la poesia di Marialuigia Bianchi, in libreria con la sua silloge "Come livido scolora". A dialogare con la scrittrice Vito Davoli e l'editore Giuseppe Laterza.
La poesia è vissuta da Bianchi come l'unico modo per vivere: non uno sforzo o una performance, ma un prolungamento di sé capace di rendere tutto in qualche modo poesia. Ed è per questo che la scrittrice nella sua raccolta, con una sintassi frammentata e un linguaggio fortemente simbolico non racconta la presenza, ma l'assenza di parole. Dando voce al vuoto, rappresentandolo, ecco che la potenza della poesia prende forma lasciando senza scampo chi legge inevitabilmente costretto ad abitare con coraggio quel "vuoto poetico". Da qui le pagine bianche tra un componimento e l'altro, i "non detti" capaci di ricreare emozioni e ricordi grazie al loro fortissimo potere evocativo.
Una sfida, quella proposta dall'autrice, che propone una poesia che possa rivendicare il vuoto, significandolo come parte integrante del tempo delle emozioni, un tempo che quasi mai coincide con quello dei fatti.
«La poesia è qualcosa che ti da forse il tempo di pensare a quello che provi e al tempo che devi occupare per prendere la penna, perché io scrivo ancora sul foglio di carta - ha spiegato Bianchi -. C'è del tempo dietro questo, del tempo prezioso e anche il mio libro vuole imitare lo scorrere del tempo: ogni poesia è divisa da una pagina bianca che restituisce la potenza del messaggio poetico e raffigura il tempo che ci vuole e che bisogna rispettare per una poesia».
«Il titolo è tratto da alcuni versi in cui scrivo "La ragione sulla pelle come livido scolora" perché inizialmente si potrebbe pensare al dolore, ma il soggetto di questa poesia e il senso della mia raccolta è la ragione che "come livido scolora, e forse un giorno la ritroverò". Credo che non si debba essere troppo ragionevoli nella vita, ma bisogna anche ascoltare quel lato emotivo e istintuale, quel sesto senso che ti porta a fare delle scelte scomode, difficili, non condivise dagli altri. Nel titolo però c'è anche ottimismo perché ormai non fa più male, perché come un livido primo o dopo sbiadisce. La mia poesia sa essere anche triste, c'è sicuramente molto dolore ma non è mai un dolore rassegnato: c'è una grande voglia di vivere» ha poi concluso la poetessa.
Oltre alla declamazione di alcuni componimenti, protagonista della serata è stata anche la musica con il contributo a cura della violinista Valeria Di Venere.
«Le vibrazioni delle parole e della musica vengono contenute in questo luogo, le Vecchie Segherie Mastrototaro e in queste mura antiche e solide a dimostrare che i sentimenti sono quelli che possono ancora reggere nonostante ciò che negativo accade nel mondo. Un sentito ringraziamento ai poeti per l'invito a riflettere sulle proprie manifestazioni emotive quotidiane e ad avere percezione dei dolori ma anche degli sprazzi di ottimismo ed entusiasmo» ha poi aggiunto l'editore Giuseppe Laterza.
La poesia è vissuta da Bianchi come l'unico modo per vivere: non uno sforzo o una performance, ma un prolungamento di sé capace di rendere tutto in qualche modo poesia. Ed è per questo che la scrittrice nella sua raccolta, con una sintassi frammentata e un linguaggio fortemente simbolico non racconta la presenza, ma l'assenza di parole. Dando voce al vuoto, rappresentandolo, ecco che la potenza della poesia prende forma lasciando senza scampo chi legge inevitabilmente costretto ad abitare con coraggio quel "vuoto poetico". Da qui le pagine bianche tra un componimento e l'altro, i "non detti" capaci di ricreare emozioni e ricordi grazie al loro fortissimo potere evocativo.
Una sfida, quella proposta dall'autrice, che propone una poesia che possa rivendicare il vuoto, significandolo come parte integrante del tempo delle emozioni, un tempo che quasi mai coincide con quello dei fatti.
«La poesia è qualcosa che ti da forse il tempo di pensare a quello che provi e al tempo che devi occupare per prendere la penna, perché io scrivo ancora sul foglio di carta - ha spiegato Bianchi -. C'è del tempo dietro questo, del tempo prezioso e anche il mio libro vuole imitare lo scorrere del tempo: ogni poesia è divisa da una pagina bianca che restituisce la potenza del messaggio poetico e raffigura il tempo che ci vuole e che bisogna rispettare per una poesia».
«Il titolo è tratto da alcuni versi in cui scrivo "La ragione sulla pelle come livido scolora" perché inizialmente si potrebbe pensare al dolore, ma il soggetto di questa poesia e il senso della mia raccolta è la ragione che "come livido scolora, e forse un giorno la ritroverò". Credo che non si debba essere troppo ragionevoli nella vita, ma bisogna anche ascoltare quel lato emotivo e istintuale, quel sesto senso che ti porta a fare delle scelte scomode, difficili, non condivise dagli altri. Nel titolo però c'è anche ottimismo perché ormai non fa più male, perché come un livido primo o dopo sbiadisce. La mia poesia sa essere anche triste, c'è sicuramente molto dolore ma non è mai un dolore rassegnato: c'è una grande voglia di vivere» ha poi concluso la poetessa.
Oltre alla declamazione di alcuni componimenti, protagonista della serata è stata anche la musica con il contributo a cura della violinista Valeria Di Venere.
«Le vibrazioni delle parole e della musica vengono contenute in questo luogo, le Vecchie Segherie Mastrototaro e in queste mura antiche e solide a dimostrare che i sentimenti sono quelli che possono ancora reggere nonostante ciò che negativo accade nel mondo. Un sentito ringraziamento ai poeti per l'invito a riflettere sulle proprie manifestazioni emotive quotidiane e ad avere percezione dei dolori ma anche degli sprazzi di ottimismo ed entusiasmo» ha poi aggiunto l'editore Giuseppe Laterza.


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