
Attualità
Luigi Garlando presenta "Sandro Libera tutti" alle Vecchie Segherie Mastrototaro - LE INTERVISTE
Durante la serata, organizzata con il supporto di diverse associazioni locali, l'autore ha dialogato con Isa Fasciano e Giovanni Deliso
Bisceglie - mercoledì 22 aprile 2026
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«Finché vita sarà in me, starò al vostro fianco nelle vostre lotte, giovani che mi ascoltate. Lotterò sempre con voi per la pace nel mondo, per la libertà e per la giustizia sociale». Con queste parole, il 31 dicembre 1983, Sandro Pertini, allora presidente della Repubblica Italiana concludeva il suo augurio agli italiani e alle italiane per il nuovo anno. A pronunciarle è un Pertini ormai anziano, con il viso segnato dal passare del tempo, ma con lo sguardo instancabilmente vivo e gioioso, consapevole del tempo passato e pronto ad affrontare il futuro.
Prima di essere uomo di Stato, però, Pertini era stato semplicemente Sandro, un bambino sveglio e curioso, col desiderio di diventare ebanista, che crescendo arriva alla conclusione che così come faceva col legno legno, a lui sarebbe piaciuto modellare e migliorare il mondo circostante, creare una società più equa e giusta. Da qui la storia del Pertini Nazionale.
Luigi Garlando, come solo lui sa fare, riesce nuovamente nell'impresa di raccontare un gigante della storia osservandolo dagli occhi dei più piccoli, costruendo una narrativa che non esaurisce il suo scopo nel raccontare i personaggi storici del nostro paese ma si realizza nel dare gli strumenti a chi legge per vedere il mondo attraverso gli occhi del gigante stesso. Ne viene fuori un'opera audace, che mette in discussione l'idea di "uomini-eroi" statici a favore di una riscrittura dinamica e più umana di figure da cui prendere esempio. Fonti d'ispirazione non per quello che hanno fatto ma per il processo stesso che li ha portati ad essere ciò che sono stati.
«Recuperare la lezione e il pensiero di Pertini è importantissimo. Sandro Pertini adorava i giovani, ogni settimana ne accoglieva al Quirinale andava lui a trovarli, discuteva, faceva questo giochino di parole "Io mi chiamo Pertini, fatemi domande impertinenti". Non faceva sermoni, preferiva dialogare, litigare se necessario, anche in modo duro e brusco - ha spiegato Garlando -. Questo libro è anche un pretesto per studiare la nostra storia moderna: partendo dalla Prima Guerra Mondiale il racconto arriva sino alla morte di Pertini, nel 1990. E questo è il primo piano. Ma "Sandro libera tutti" può essere letto anche come libro di avventura dato il gusto decisamente avventuroso della narrazione. Il terzo livello invece è quello della contenuto concreto, quello dei valori: giustizia sociale e libertà, binomio inscindibile».
La presentazione si è svolta nel pomeriggio di lunedì 20 aprile alle Vecchie Segherie Mastrototaro. Durante la serata lo scrittore e giornalista sportivo ha dialogato con la professoressa Isabella Fasciano e con il professore Giovanni Deliso, mentre la moderazione è stata affidata ad Alfredo Nolasco.
«Abbiamo pensato di guardare soprattutto l'uomo Sandro, dal bambino al momento in cui diventa Presidente, soffermandoci sui valori che ci trasmette questo libro, dalla libertà, al senso del dovere, alla responsabilità. Un racconto intenso che ci spinge a riflettere sul desiderio di libertà e sul bisogno di scegliere quello che vogliamo essere quando la strada si fa difficile» ha spiegato Fasciano, docente di lettere presso l'Istituto Comprensivo Don Uva-Cosmai. «Il messaggio di libertà di Pertini ha un senso pieno, denso. Si tratta di una libertà collegata al riconoscimento dell'altro e ad una fede solidissima verso i propri ideali. Ci insegna sicuramente una prospettiva di pensiero che è ancora oggi rivoluzionaria» ha spiegato Deliso, docente di storia e filosofia presso il Liceo De Sanctis di Trani.
Diverse le associazioni locali che hanno supportato l'iniziativa, a partire dal Circolo dei Lettori e i Presidi del Libro Bisceglie sino ad ANPI Sezione di Bisceglie ed Arci: «È stato un piacer poter intervenire in un evento che mette al centro una figura che tutt'ora parla di Costituzione, che tutt'ora parla di antifascismo. Inoltre farlo qui a Bisceglie è ancora più emozionante, proprio per conservare il ricordo di quell'amicizia che legava Pertini a Vincenzo Calace, personaggio che nella politica biscegliese non può essere dimenticato» ha dichiarato Corrado di Benedetto, dottorando in storia presso l'Università degli Studi di Pavia, in rappresentanza di ANPI.
"Sandro libera tutti" dunque non è solo un libro di storia, ma soprattutto un libro di amore e avventura come del resto scrive lo stesso Garlando: «È nato a Stella, nell'entroterra di Savona, ma poteva nascere a Mompracem: questa è la vita di un pirata».
Prima di essere uomo di Stato, però, Pertini era stato semplicemente Sandro, un bambino sveglio e curioso, col desiderio di diventare ebanista, che crescendo arriva alla conclusione che così come faceva col legno legno, a lui sarebbe piaciuto modellare e migliorare il mondo circostante, creare una società più equa e giusta. Da qui la storia del Pertini Nazionale.
Luigi Garlando, come solo lui sa fare, riesce nuovamente nell'impresa di raccontare un gigante della storia osservandolo dagli occhi dei più piccoli, costruendo una narrativa che non esaurisce il suo scopo nel raccontare i personaggi storici del nostro paese ma si realizza nel dare gli strumenti a chi legge per vedere il mondo attraverso gli occhi del gigante stesso. Ne viene fuori un'opera audace, che mette in discussione l'idea di "uomini-eroi" statici a favore di una riscrittura dinamica e più umana di figure da cui prendere esempio. Fonti d'ispirazione non per quello che hanno fatto ma per il processo stesso che li ha portati ad essere ciò che sono stati.
«Recuperare la lezione e il pensiero di Pertini è importantissimo. Sandro Pertini adorava i giovani, ogni settimana ne accoglieva al Quirinale andava lui a trovarli, discuteva, faceva questo giochino di parole "Io mi chiamo Pertini, fatemi domande impertinenti". Non faceva sermoni, preferiva dialogare, litigare se necessario, anche in modo duro e brusco - ha spiegato Garlando -. Questo libro è anche un pretesto per studiare la nostra storia moderna: partendo dalla Prima Guerra Mondiale il racconto arriva sino alla morte di Pertini, nel 1990. E questo è il primo piano. Ma "Sandro libera tutti" può essere letto anche come libro di avventura dato il gusto decisamente avventuroso della narrazione. Il terzo livello invece è quello della contenuto concreto, quello dei valori: giustizia sociale e libertà, binomio inscindibile».
La presentazione si è svolta nel pomeriggio di lunedì 20 aprile alle Vecchie Segherie Mastrototaro. Durante la serata lo scrittore e giornalista sportivo ha dialogato con la professoressa Isabella Fasciano e con il professore Giovanni Deliso, mentre la moderazione è stata affidata ad Alfredo Nolasco.
«Abbiamo pensato di guardare soprattutto l'uomo Sandro, dal bambino al momento in cui diventa Presidente, soffermandoci sui valori che ci trasmette questo libro, dalla libertà, al senso del dovere, alla responsabilità. Un racconto intenso che ci spinge a riflettere sul desiderio di libertà e sul bisogno di scegliere quello che vogliamo essere quando la strada si fa difficile» ha spiegato Fasciano, docente di lettere presso l'Istituto Comprensivo Don Uva-Cosmai. «Il messaggio di libertà di Pertini ha un senso pieno, denso. Si tratta di una libertà collegata al riconoscimento dell'altro e ad una fede solidissima verso i propri ideali. Ci insegna sicuramente una prospettiva di pensiero che è ancora oggi rivoluzionaria» ha spiegato Deliso, docente di storia e filosofia presso il Liceo De Sanctis di Trani.
Diverse le associazioni locali che hanno supportato l'iniziativa, a partire dal Circolo dei Lettori e i Presidi del Libro Bisceglie sino ad ANPI Sezione di Bisceglie ed Arci: «È stato un piacer poter intervenire in un evento che mette al centro una figura che tutt'ora parla di Costituzione, che tutt'ora parla di antifascismo. Inoltre farlo qui a Bisceglie è ancora più emozionante, proprio per conservare il ricordo di quell'amicizia che legava Pertini a Vincenzo Calace, personaggio che nella politica biscegliese non può essere dimenticato» ha dichiarato Corrado di Benedetto, dottorando in storia presso l'Università degli Studi di Pavia, in rappresentanza di ANPI.
"Sandro libera tutti" dunque non è solo un libro di storia, ma soprattutto un libro di amore e avventura come del resto scrive lo stesso Garlando: «È nato a Stella, nell'entroterra di Savona, ma poteva nascere a Mompracem: questa è la vita di un pirata».
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