Biscegliese fermata in Cisgiordania, il papà: «Sono arrivate rassicurazioni»
La 28enne Aurora Valentini si era recata in quei territori per la seconda volta
venerdì 6 novembre 2026
22.20
È la 28enne Aurora Valentini la donna originaria di Bisceglie fermata in Cisgiordania dalle autorità israeliane, insieme ad altri cinque italiani e 14 volontari internazionali in totale. Il suo papà Olinto è stato raggiunto dall'Ansa e ha riferito: «Pare che stia bene. Dal Consolato ci sono arrivate rassicurazioni: Aurora non è in stato di detenzione ma si trova in un posto di polizia. E presto, tra sabato e domenica, potrebbe raggiungere l'aeroporto di Tel Aviv, il Ben Guiron, per tornare in Italia».
Residente ora a Torino dopo la laurea triennale all'Università La sapienza di Roma, aveva deciso di raggiungere la Cisgiordania per la seconda volta. «Dopo la scadenza del contratto con Ferrovie dello Stato - racconta il padre - ha scelto di compiere questo atto umanitario» ha spiegato Olinto Valentini. La donna infatti, era impegnata nella raccolta delle olive insieme ad alcuni palestinesi: «È arrivata pochi giorni fa e giovedì ha parlato al telefono con sua madre per una buona mezz'ora. Le ha detto che andava tutto bene e che aveva solo qualche linea di febbre».
La famiglia è stata sentita al telefono anche dal sindaco di Bisceglie Angelantonio Angarano, che ha subito voluto esprimere vicinanza e sostegno attraverso l'attivazione dei contatti con l'unità di crisi della Farnesina.
Residente ora a Torino dopo la laurea triennale all'Università La sapienza di Roma, aveva deciso di raggiungere la Cisgiordania per la seconda volta. «Dopo la scadenza del contratto con Ferrovie dello Stato - racconta il padre - ha scelto di compiere questo atto umanitario» ha spiegato Olinto Valentini. La donna infatti, era impegnata nella raccolta delle olive insieme ad alcuni palestinesi: «È arrivata pochi giorni fa e giovedì ha parlato al telefono con sua madre per una buona mezz'ora. Le ha detto che andava tutto bene e che aveva solo qualche linea di febbre».
La famiglia è stata sentita al telefono anche dal sindaco di Bisceglie Angelantonio Angarano, che ha subito voluto esprimere vicinanza e sostegno attraverso l'attivazione dei contatti con l'unità di crisi della Farnesina.