Centrosinistra, primarie ed ex Ilva: Giuseppe Conte traccia una linea alle Vecchie Segherie Mastrototaro

Il leader del Movimento 5 Stelle torna a Bisceglie in occasione della presentazione del suo libro "Una nuova primavera"

martedì 28 luglio 2026 10.00
A cura di Luca Ferrante
Settembre 2018, luglio 2022, settembre 2022 e ora luglio 2026. Quarta apparizione a Bisceglie per il già due volte presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte, super ospite delle Vecchie Segherie Mastrototaro in occasione della presentazione del suo libro "Una nuova primavera" sulla scalinata dei lettori in via Porto. Il leader dei 5 Stelle ha dialogato sul palco con il capogruppo in Senato del Pd Francesco Boccia e la giornalista de Il Fatto Quotidiano Paola Zanca che ha moderato l'incontro. In platea cittadini curiosi, simpatizzanti del movimento e rappresentanti istituzionali che erano attesi: dal sindaco Angelantonio Angarano al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, così come esponenti da tutta la Puglia del Partito Democratico.

Prima dell'inizio della conversazione, Conte ha rilasciato ai media alcune dichiarazioni. Il primo tema toccato è stato l'ex Ilva di Taranto: «Quattro anni persi, quattro miliardi sprecati. Ricordo che avevamo avviato anche la transizione green, avevamo stanziato anche un miliardo col Pnrr per realizzarla: idrogeno verde, fornelletti elettrici, e invece nulla di nulla. Il governo diceva che c'erano dei soggetti interessati, il progetto della privatizzazione invece è fallito e non si è fatto nulla. Il governo dovrebbe assumersi le proprie responsabilità. Adesso sarà difficile rimediare in un contesto che è diventato complicatissimo, ma sicuramente c'è da dire che non si può assolutamente trascurare la necessità di coniugare, come abbiamo sempre detto, il diritto al lavoro con il diritto alla salute».

«"Una nuova primavera" significa nient'altro che un risveglio, un risveglio del Paese che ormai oggi è prossimo a una crescita zero, è sostanzialmente depresso se guardiamo gli indici economici, la condizione sociale, nonostante ci sia una popolazione, ci siano artigiani, imprenditori, famiglie, lavoratrici e lavoratori che si rimboccano le maniche ogni giorno. Meritano di più, meritano anche la speranza di poter ripartire a rilanciare se stessi, le proprie famiglie, le proprie aziende e l'Italia in modo deciso. Ed è per questo che ci stiamo attrezzando» ha aggiunto l'ex presidente del consiglio nell'intervista.



Sul palco la discussione è entrata nel merito delle diverse vicende politiche che tengono banco in questi ultimi mesi, con uno sguardo anche al passato e a quattro anni fa: «Nel 2022 ci siamo divisi col Partito Democratico, perché in quel momento ha deciso che noi eravamo brutti, sporchi e cattivi. Questa è stata la realtà, il segretario era Enrico Letta. Non si poteva andare con noi alle elezioni perché avevamo contribuito a far cadere, e me ne assumo la responsabilità, il governo tecnico Draghi, che secondo me non stava facendo nulla per il Paese. Avete abbracciato, ricorderete, dal Pd l'agenda Draghi. Oggi, ritornare indietro anziché andare avanti per me sarebbe una follia. Lo dico francamente, noi non ci saremmo. Abbiamo bisogno di un progetto politico non tecnico, Meloni si è garantita quattro anni, ma a che prezzo? Perché ha compiaciuto l'industria delle armi con parte della difesa, le grandi banche, le agenzie di rating, i fondi di investimento: è facile garantirsi la stabilità e la sopravvivenza facendo gli interessi ai poteri forti e non alle fasce più deboli della popolazione».

Sulle primarie: «Sono sul tavolo, ma è inutile parlarne tutti i giorni. È nella tradizione del Pd e all'indomani del voto referendario, quel sonoro schiaffo che voi 15 milioni di elettori avete dato a questo governo sulla riforma della giustizia, vedendo questa grandissima partecipazione, ho detto che possiamo acconsentire a queste primarie e coinvolgere tutti voi per arrivare con grandissima energia a insediare il nuovo governo. Lo vedremo adesso a settembre, io sono a disposizione di questo progetto.