«Continuate a cercarlo. Rivoglio mio padre». Il nuovo appello della figlia di Mino Racanati
Il messaggio della 22enne: «Ogni giorno che passa è un giorno in più di dolore, di domande senza risposta, di speranza che non vogliamo perdere»
venerdì 17 aprile 2026
«Non lasciate che il silenzio e il tempo prendano il sopravvento. Mio padre merita di essere trovato, la nostra famiglia merita di sapere. E nessuno dovrebbe essere dimenticato in questo modo». È il nuovo appello condiviso sui social da Angelica, la figlia maggiore di 22 anni di Mino Racanati, il 53enne biscegliese disperso ormai da 16 giorni nel fiume Trigno dopo il crollo del ponte sulla statale Adriatica (al confine tra il Molise e l'Abruzzo) lo scorso 2 aprile.
«Mio padre è ancora lì, da qualche parte, e noi lo stiamo ancora aspettando. Ogni giorno che passa è un giorno in più di dolore, di domande senza risposta, di speranza che non vogliamo perdere. Chiedo a chi può decidere, a chi ha i mezzi, a chi può fare la differenza: non fermatevi. Continuate a cercarlo» ha rimarcato la giovane, diffondendo un messaggio che descrive l'attuale stato d'animo di tutti i suoi familiari più stretti.
«Sono passate due settimane da quando mio padre è scomparso nel fiume Trigno. Due settimane in cui il tempo sembra essersi fermato, ma il dolore no. Ci dicono che, con alta probabilità, la sua auto è ancora sotto i detriti di quel ponte. Mi chiedo: quanto tempo deve passare ancora? Quanto vale la vita di mio padre? La verità è una: senza rimuovere quei detriti, mio padre non verrà trovato» ha concluso la figlia.
«Mio padre è ancora lì, da qualche parte, e noi lo stiamo ancora aspettando. Ogni giorno che passa è un giorno in più di dolore, di domande senza risposta, di speranza che non vogliamo perdere. Chiedo a chi può decidere, a chi ha i mezzi, a chi può fare la differenza: non fermatevi. Continuate a cercarlo» ha rimarcato la giovane, diffondendo un messaggio che descrive l'attuale stato d'animo di tutti i suoi familiari più stretti.
«Sono passate due settimane da quando mio padre è scomparso nel fiume Trigno. Due settimane in cui il tempo sembra essersi fermato, ma il dolore no. Ci dicono che, con alta probabilità, la sua auto è ancora sotto i detriti di quel ponte. Mi chiedo: quanto tempo deve passare ancora? Quanto vale la vita di mio padre? La verità è una: senza rimuovere quei detriti, mio padre non verrà trovato» ha concluso la figlia.