
Attualità
Lavori al Seminario, i tempi si allungano ancora. Il Tar annulla una delibera
Accolto parzialmente il ricorso della società Ar.Co. riguardo agli espropri
Bisceglie - martedì 2 giugno 2026
0.12
Il Tar Puglia ha accolto parzialmente un ricorso presentato dalla società Ar.Co., proprietaria di alcune aree private che il Comune di Bisceglie vorrebbe espropriare, sulla riqualificazione prevista nel quartiere Levante della città attraverso la Stu Seminario. Nel 2024 era stato effettuato un aggiornamento dello studio di fattibilità: nell'area di intervento delimitata tra le vie Mauro Giuliani, Colangelo, Martiri di via Fani e Fragata, sono previsti parcheggi pubblici e un'area di espansione della scuola di via Martiri di via Fani, una struttura di tipo commerciale da adibire a centro servizi di quartiere (una superficie coperta di circa 5000 metri quadri) e una zona destinata ad attività scolastica e sportiva (un asilo nido da realizzare con fondi del Pnrr e un centro sportivo polivalente indoor). Via Veneziano perderebbe la sua viabilità per essere inglobata nel progetto.
Le opere per quasi 11 milioni e mezzo di euro, programmate già dai primi anni 2000, sono state dichiarate di pubblica utilità e il Comune, per attuarle, si è affidato alla società per azioni Stu (Società di trasformazione urbana), con l'ente comunale come partner pubblico (il 5% del capitale) e la restante parte coperta da Sempre fresco srl, C.EDI. srl e Marcotrigiano Costruzioni srl.
La delibera di consiglio comunale numero 145 del 23 dicembre 2024, oltre allo studio di fattibilità, ha apposto il vincolo preordinato all'esproprio per la terza volta: infatti, il provvedimento era stato già avanzato nel 2002-2003 e nel 2010. Il Comune non ha provveduto per tempo in entrambe le occasioni precedenti, facendo scadere il vincolo. Inoltre, lo statuto della Stu prevedeva una durata fino alla fine del 2020: nel 2024 la società avrebbe dovuto essere in fase di liquidazione o già sciolta. Secondo il Tar Puglia, dunque, non avrebbe potuto presentare la richiesta del progetto e il Comune avrebbe dovuto verificare se la Stu fosse ancora legittimata a svolgere quel ruolo. La durata della Stu Seminario è stata prorogata fino al 2040 nel dicembre 2025, ma l'organo giudiziario ha evidenziato come il prolungamento non renda legittima una delibera adottata nell'anno procedente. Per queste ragioni il provvedimento numero 145 del 23 dicembre 2024 è stato annullato, ma il progetto non è stato bloccato definitivamente dal Tar.
Il ricorso della Ar.Co. è stato accolto parzialmente: altre contestazioni sono state infatti respinte. Per il Tar la destinazione urbanistica prevista dal Piano regolatore generale resta valida, perché si tratta di un vincolo conformativo e non espropriativo. La società ha avanzato l'ipotesi che fosse necessaria una nuova variante urbanistica per i cambiamenti apportati al progetto, ma la sentenza ha ribadito che sono compatibili con la destinazione urbanistica esistente. Non sarà necessaria neppure una gara pubblica - come spiegato dal Tar dopo la richiesta dell'Ar.Co. - perché non si sono verificati i presupposti per imporre una nuova procedura di gara.
Le opere per quasi 11 milioni e mezzo di euro, programmate già dai primi anni 2000, sono state dichiarate di pubblica utilità e il Comune, per attuarle, si è affidato alla società per azioni Stu (Società di trasformazione urbana), con l'ente comunale come partner pubblico (il 5% del capitale) e la restante parte coperta da Sempre fresco srl, C.EDI. srl e Marcotrigiano Costruzioni srl.
La delibera di consiglio comunale numero 145 del 23 dicembre 2024, oltre allo studio di fattibilità, ha apposto il vincolo preordinato all'esproprio per la terza volta: infatti, il provvedimento era stato già avanzato nel 2002-2003 e nel 2010. Il Comune non ha provveduto per tempo in entrambe le occasioni precedenti, facendo scadere il vincolo. Inoltre, lo statuto della Stu prevedeva una durata fino alla fine del 2020: nel 2024 la società avrebbe dovuto essere in fase di liquidazione o già sciolta. Secondo il Tar Puglia, dunque, non avrebbe potuto presentare la richiesta del progetto e il Comune avrebbe dovuto verificare se la Stu fosse ancora legittimata a svolgere quel ruolo. La durata della Stu Seminario è stata prorogata fino al 2040 nel dicembre 2025, ma l'organo giudiziario ha evidenziato come il prolungamento non renda legittima una delibera adottata nell'anno procedente. Per queste ragioni il provvedimento numero 145 del 23 dicembre 2024 è stato annullato, ma il progetto non è stato bloccato definitivamente dal Tar.
Il ricorso della Ar.Co. è stato accolto parzialmente: altre contestazioni sono state infatti respinte. Per il Tar la destinazione urbanistica prevista dal Piano regolatore generale resta valida, perché si tratta di un vincolo conformativo e non espropriativo. La società ha avanzato l'ipotesi che fosse necessaria una nuova variante urbanistica per i cambiamenti apportati al progetto, ma la sentenza ha ribadito che sono compatibili con la destinazione urbanistica esistente. Non sarà necessaria neppure una gara pubblica - come spiegato dal Tar dopo la richiesta dell'Ar.Co. - perché non si sono verificati i presupposti per imporre una nuova procedura di gara.
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