Coronavirus, Oasi2: «Noi restiamo a casa, coi rifugiati»

Il video in tre lingue di Makan, cittadino maliano ospite del progetto Siproimi

lunedì 30 marzo 2020 14.07
L'emergenza Coronavirus ha impattato, inevitabilmente, con l'impegno quotidiano di quelle realtà che fanno parte del sistema dell'accoglienza, come nel caso della Comunità Oasi2 San Francesco onlus, che si occupa di tutelare i titolari di protezione internazionale e i minori stranieri non accompagnati a Bisceglie, Molfetta, Trani e Barletta, attraverso l'offerta di accoglienza integrata, orientamento legale, sanitario e lavorativo e la costruzione di progetti di inclusione socio-economica.

L'attività di Oasi2 non è stata interrotta pur se, naturalmente, fin dall'inizio dell'emergenza Covid 19, gli operatori si sono attivati per adattare gli interventi alle direttive ministeriali e allo stesso tempo restare vicini agli ospiti del progetto. Rispettando la distanza sociale e con l'utilizzo di dispositivi di protezione individuale, gli operatori hanno continuato, anche se in modo meno frequente del solito, a recarsi negli appartamenti del progetto in cui i beneficiari sono ospitati, al fine di garantire il fulcro intorno al quale ruota il nostro lavoro: la relazione d'aiuto. Relazione che cerca di intercettare ansie, paure o disagi in cittadini già resi fortemente vulnerabili da vissuti legati alla fuga, allo sradicamento, al distacco, alla violenza e alla morte.

L'interruzione brusca dei percorsi di inclusione, che prevedevano corsi di italiano, tirocini formativi, incontri con le realtà sociali del territorio, orientamento lavorativo, legale, abitativo e consulenze psicologiche, ha posto gli operatori di fronte alla necessità di rimodulare gli interventi provando a reinventare modalità di contatto continuative e necessarie.

Per questo sono state pensate modalità che, grazie all'uso delle nuove tecnologie, prevedono video-lezioni di lingua italiana, video letture di favole per bambini e video informativi rispetto alle normative anti Coronavirus. Sono stati potenziati anche video colloqui di counseling e relazione d'aiuto come sostegno necessario in questo particolare momento. L'equipe ha chiesto ai beneficiari di sperimentarsi nella produzione home made, attraverso il proprio telefono, di video informativi che potessero essere d'aiuto ad altri cittadini stranieri che al momento sono meno tutelati e hanno meno accesso alle informazioni.

Makan, cittadino del Mali, ospite del progetto Siproimi di Barletta, ha colto al volo la proposta degli operatori, producendo un video chiaro e semplice, in tre lingue, italiano, francese e inglese. In questo lavoro è stato supportato da una famiglia barlettana, che da tempo costituisce per lui un punto di riferimento importante e significativo. Ogni componente della famiglia si è attivato, a seconda dei propri talenti, per realizzare al meglio il video, trascorrendo così un pomeriggio divertente e produttivo e dando vita a uno strumento sicuramente utile a molti altri cittadini stranieri.