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Cronaca
Bisceglie piange Lino Pizzi: «Un uomo semplice e modesto, un grande lavoratore»
I funerali del 62enne si sono tenuti nella parrocchia della Misericordia. L'omelia di don Michele Barbaro e il ricordo di uno dei suoi primi datori di lavoro a cui era molto legato
Bisceglie - giovedì 14 maggio 2026
12.30
«Lino eri un uomo semplice, buono, modesto, un animo nobile carico di una dolcezza che traspariva da occhi sinceri, abituati a guardare il mondo con la delicatezza di chi sa apprezzare la vita in tutte le sue sfumature e sa rispettarla. Un grande lavoratore, abbiamo trascorso molti anni lavorando insieme. Eri instancabile Lino, pieno di entusiasmo di ideali, di allegria». La comunità biscegliese ha mandato un ultimo affettuoso saluto a Lino Pizzi, il 62enne ucciso per sbaglio da tre killer che hanno fatto irruzione nel ristorante "Spaghetteria n.1" lo scorso 30 aprile in cui era il responsabile di sala. Il ricordo di Tonino, grande amico e uno dei suoi primi datori di lavoro a cui era molto legato, è stato particolarmente toccante al termine del rito funebre. «L'amicizia che ci ha uniti non si è mai persa, così come i racconti di vita quotidiana, come la tenerezza per l'adorata figlia e per i propri cari. L'amava la vita Lino e gli è stata rubata, ma il suo sorriso resta e resterà a illuminare i nostri ricordi. Non ti dimenticherò, perché ti vogliamo troppo bene» ha scritto in una lettera.Tantissimi biscegliesi hanno preso parte alle esequie dell'uomo, stringendosi attorno alla famiglia e alle persone a lui più care. All'uscita dalla chiesa, il feretro è stato accompagnato dalle note dei Guns N' Roses, davanti a centinaia di persone.
Il rito, nella chiesa di Santa Maria Madre di Misericordia, è stato presieduto da don Michele Barbaro, che ha invitato i presenti alla preghiera per Lino e la sua famiglia dopo essere stato brutalmente sottratto ai loro affetti. «Il lutto che stiamo vivendo, voi in modo particolare, ci ha feriti profondamente. Ha tolto a tutti noi un volto amato, una persona che riempiva le nostre giornate. E lì dove pensiamo che la morte sia la fine di tutto, lo Spirito Santo ci apre a una visione nuova ed eterna della vita che non finisce con la morte. In questo momento difficile di lutto possiamo sentirci smarriti, quasi schiacciati da un dolore che non trova parole. Ma proprio qui lo Spirito ci raggiunge: non ci chiede di essere forti, ma di lasciarci accompagnare. Ci ricorda che non siamo soli, che il nostro grido al Padre è ascoltato, accolto e custodito».
Una morte ingiusta e inammissibile quella che il 62enne biscegliese ha dovuto subire: «Quanto fa male questo atteggiamento di chi quasi si rassegna di fronte a situazioni che non possiamo e non dobbiamo tollerare, dinanzi alle quali dobbiamo avere la forza di indignarci e di dire no, basta. E dobbiamo gridarlo con forza. Non possiamo arrenderci di fronte a situazioni che è vero ci spiazzano ma che non segnano la fine. Camminiamo insieme, uniti attorno a ideali che non sono venuti meno e che oggi con ancora maggior forza dobbiamo riaffermare nella memoria viva di chi ci ha preceduto e di tutte quelle persone che sono morte ingiustamente. Nella fiducia che il regno promesso è già in mezzo a noi ogni volta che scegliamo il bene» ha rimarcato don Michele, sacerdote della parrocchia della Misericordia. Presenti anche le autorità civili, fra cui il sindaco di Bisceglie Angelantonio Angarano.
Il rito, nella chiesa di Santa Maria Madre di Misericordia, è stato presieduto da don Michele Barbaro, che ha invitato i presenti alla preghiera per Lino e la sua famiglia dopo essere stato brutalmente sottratto ai loro affetti. «Il lutto che stiamo vivendo, voi in modo particolare, ci ha feriti profondamente. Ha tolto a tutti noi un volto amato, una persona che riempiva le nostre giornate. E lì dove pensiamo che la morte sia la fine di tutto, lo Spirito Santo ci apre a una visione nuova ed eterna della vita che non finisce con la morte. In questo momento difficile di lutto possiamo sentirci smarriti, quasi schiacciati da un dolore che non trova parole. Ma proprio qui lo Spirito ci raggiunge: non ci chiede di essere forti, ma di lasciarci accompagnare. Ci ricorda che non siamo soli, che il nostro grido al Padre è ascoltato, accolto e custodito».
Una morte ingiusta e inammissibile quella che il 62enne biscegliese ha dovuto subire: «Quanto fa male questo atteggiamento di chi quasi si rassegna di fronte a situazioni che non possiamo e non dobbiamo tollerare, dinanzi alle quali dobbiamo avere la forza di indignarci e di dire no, basta. E dobbiamo gridarlo con forza. Non possiamo arrenderci di fronte a situazioni che è vero ci spiazzano ma che non segnano la fine. Camminiamo insieme, uniti attorno a ideali che non sono venuti meno e che oggi con ancora maggior forza dobbiamo riaffermare nella memoria viva di chi ci ha preceduto e di tutte quelle persone che sono morte ingiustamente. Nella fiducia che il regno promesso è già in mezzo a noi ogni volta che scegliamo il bene» ha rimarcato don Michele, sacerdote della parrocchia della Misericordia. Presenti anche le autorità civili, fra cui il sindaco di Bisceglie Angelantonio Angarano.





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