La famiglia di Mino Racanati: «Si anticipi il tavolo tecnico del 15 luglio»
«Riteniamo incomprensibile dover attendere ancora settimane prima che le istituzioni coinvolte si riuniscano»
giovedì 18 giugno 2026
10.00
Sulla vicenda legata al 53enne biscegliese Mino Racanati, la Procura di Larino ha comunicato nei giorni scorsi la convocazione di un tavolo tecnico per il prossimo 15 luglio. Un'iniziativa promossa a seguito di anomalie rilevate dal magnetometro a circa 70 metri dalla foce del fiume Trigno probabilmente per la presenza di corpi metallici. La procuratrice Elvira Antonelli aveva inoltre sottolineato: «Per indagare i punti di interesse emersi sono necessarie mirate operazioni di dragaggio del corso d'acqua con l'impiego di strumentazione tecnica appropriata».
«Ringraziamo sinceramente tutte le donne e gli uomini che continuano a lavorare nelle ricerche con professionalità, dedizione e umanità. Il nostro appello è rivolto a chi ha il potere di accelerare decisioni e procedure. Se il tavolo tecnico è chiamato a valutare le prossime azioni da intraprendere e a individuare soluzioni per proseguire le ricerche, non comprendiamo perché si debba attendere ancora. Dopo oltre due mesi, ogni giorno che passa rappresenta un peso ulteriore per una famiglia che vive nel dolore e nell'incertezza. Chiediamo alla Procura e a tutti gli enti competenti un segnale concreto e immediato. Non chiediamo privilegi, ma attenzione, rispetto e tempestività. Chiediamo che il tavolo tecnico venga anticipato. Lo chiediamo con rispetto, ma con la determinazione di una famiglia che da oltre due mesi attende ciò che nessuna famiglia dovrebbe essere costretta ad aspettare».
L'appello della famiglia
I familiari dell'operatore marittimo biscegliese sono soddisfatti a metà, considerando che il tavolo tecnico sia stato programmato tra quasi un mese. «Dopo oltre due mesi dalla scomparsa di mio padre, riteniamo incomprensibile dover attendere ancora settimane prima che le istituzioni coinvolte si riuniscano per affrontare una situazione che avrebbe dovuto rappresentare una priorità assoluta fin dal primo giorno» è l'appello della figlia maggiore Angelica Racanati, a nome di tutta la sua famiglia. «Siamo una famiglia distrutta dal dolore, costretta a vivere ogni giorno nell'incertezza e nell'angoscia di non avere risposte» ha rimarcato.«Ringraziamo sinceramente tutte le donne e gli uomini che continuano a lavorare nelle ricerche con professionalità, dedizione e umanità. Il nostro appello è rivolto a chi ha il potere di accelerare decisioni e procedure. Se il tavolo tecnico è chiamato a valutare le prossime azioni da intraprendere e a individuare soluzioni per proseguire le ricerche, non comprendiamo perché si debba attendere ancora. Dopo oltre due mesi, ogni giorno che passa rappresenta un peso ulteriore per una famiglia che vive nel dolore e nell'incertezza. Chiediamo alla Procura e a tutti gli enti competenti un segnale concreto e immediato. Non chiediamo privilegi, ma attenzione, rispetto e tempestività. Chiediamo che il tavolo tecnico venga anticipato. Lo chiediamo con rispetto, ma con la determinazione di una famiglia che da oltre due mesi attende ciò che nessuna famiglia dovrebbe essere costretta ad aspettare».