Festa del Sacro Cuore, le parole del priore Sebastiano Marchese
«Non siamo "squadra" soltanto quando indossiamo l'abito e andiamo in processione lo siamo nella vita di tutti i giorni, nell'amicizia e nei luoghi di lavoro»
Al termine di questi mesi intensi fratelli, sorelle, Confraternita intera, benefattori, e amici tutti, sentivo davvero il bisogno, al termine di questo anno così intenso e straordinario, di fermarmi un momento per rivolgere a ciascuno di voi un grazie profondo, sincero a tutti voi. Abbiamo camminato insieme, abbiamo lavorato tanto, e oggi possiamo guardare indietro a tutto ciò che abbiamo realizzato con immensa gratitudine.
Il mio primo pensiero va ai suggestivi e intensi riti della Settimana Santa con la Quaresima culminato con la processione del Cristo Morto. Grazie per la cura, la devozione, il silenzio e la dignità con cui custodite e animate momenti così centrali per la nostra fede e la nostra tradizione.
Subito dopo, il nostro cammino ci ha portati in questo mese di giugno, dedicato alla Festa del nostro Titolare. Anche qui, lo sforzo è stato grande, ma i frutti sono stati meravigliosi. Voglio ringraziare immensamente la Confraternita che, in primis, ha collaborato senza sosta, mettendosi totalmente a servizio della confraternita stessa, della nostra comunità e della parrocchia intera. Siete stati braccia, mente e cuore di ogni singola iniziativa. Un ringraziamento colmo di affetto e stima va a Don Giuseppe Padre Spirituale del nostro Sodalizio che ci ha sostenuto passo dopo passo con la sua guida e la sua presenza spirituale. Grazie anche a te Don Paolo amico e compagno non solo nostro, ma del suo cuore. Grazie al Coro che ha reso più bello tutte le nostre Celebrazioni.
Un grazie immenso va poi a tutti i benefattori, gli sponsor, a coloro che hanno teso la mano, spesso nel silenzio, offrendo una grossa mano e un sostegno vitale sia per i riti pasquali, sia per la festa del nostro Titolare. Senza la vostra generosità, molte delle cose che oggi ricordiamo con gioia sarebbero rimaste solo bellissimi sogni nel cassetto. E grazie a chiunque, anche solo per un'ora, si è speso in questo periodo e ha donato le proprie energie per aiutarmi a realizzare tutto questo.
A questo proposito, ci tengo a fare una precisazione importante. Non farò nomi individuali di chi ha fatto di più o di chi ha fatto di meno. Non faccio nomi perché, per me, i confratelli sono tutti uguali, dal primo all'ultimo, e ognuno ha il suo valore immenso all'interno di questa famiglia. Però, in cuor proprio, ognuno sa. Ognuno sa quanto ha dato alla confraternita, quanto si è speso e chi ha saputo dimostrare una piena, totale e sincera fiducia. A chi ha risposto "presenza costante" con il cuore, va il mio ringraziamento più profondo e personale.
Guardando indietro a questo mese di giugno e a tutto l'anno, ci sono immagini e momenti che non posso e non voglio dimenticare, perché raccontano chi siamo: Non dimentico la gioia profonda di aver nominato il nostro primo responsabile dei piccoli confratelli, un segno di speranza e di futuro per la nostra grande famiglia. Non dimentico l'energia e il sorriso del karaoke in piazza, che ha visto la partecipazione di tantissimi giovani, portando una ventata di festa e spensieratezza. Non dimentico la nostra biciclettata e i vari momenti di condivisione all'aria aperta.
Non dimentico l'adorazione vissuta insieme alla Confraternita del Santissimo Salvatore nei giorni cruciali delle nostre feste quest'anno condivise da calendario liturgico.
E non voglio assolutamente dimenticare la nostra partita di pallone. Quel campo ci ha insegnato una cosa fondamentale: non siamo "squadra" soltanto quando indossiamo l'abito e andiamo in processione per portare il simulacro. Siamo squadra nel campo, nella vita di tutti i giorni, nell'amicizia e nella confraternita, per lavorare e camminare uniti. Accanto alla gioia dei giovani, porto nel cuore i nostri ammalati. Non posso dimenticare la Santa Messa vissuta insieme a loro domenica scorsa, con il momento toccante della consacrazione: a loro va il nostro abbraccio più grande.
E infine, voglio ringraziare per tutto quello che facciamo nel silenzio. Ci sono fatiche, preghiere, aiuti e sacrifici che nessuno vede, ma il silenzio – lo sappiamo bene – vale più di ogni altra cosa ed è prezioso agli occhi di Dio.
Ogni evento che abbiamo vissuto, ogni singola cosa che abbiamo realizzato, ogni fatica condivisa e ogni gioia donata... lo abbiamo fatto per Lui. Tutto ciò che facciamo, lo facciamo per LUI. È Lui la fonte di ogni nostra energia, l'origine di ogni nostra ispirazione e la meta di ogni nostro sforzo. È a Lui che va il ringraziamento più grande, per averci uniti in questa splendida comunione.
Dobbiamo migliorarci; ciò che realizziamo non è mai completamente soddisfacente, ma con calma e pazienza sistemeremo le imperfezioni che, in fondo, hanno caratterizzato questi mesi. Ci impegneremo soprattutto anche per questo. Non so se ho dimenticato qualcuno, ma in tal caso vi prego di perdonarmi, e se qualche volta mi sono arrabbiato o ho alzato la voce oppure ho dimenticato di dirvi qualcosa vi chiedo cmq di continuare a perdonarmi.
Oggi riponiamo il Simulacro del Cristo al termine di questo mese. Ecco lo riponiamo nella sua nicchia ma non dal Cuore. Anzi continuiamo a essere squadra. Che il Sacro Cuore di Gesù continui a benedire la nostra Confraternita, questa Comunità e il nostro percorso insieme, rendendo il nostro cuore simile al suo.
Grazie di cuore a tutti.
Desidero ricordare a tutti coloro che fossero interessati a collaborare per la realizzazione del restauro dell'abito antico del Sacro Cuore, che possono rivolgersi direttamente al Priore Sebastiano Marchese o al Parroco Don Giuseppe Abbascià.