Giornata degli Internati italiani nei campi di concentramento tedeschi: l'iniziativa di Anpi
Durante l'evento il ricordo di Leonardo Amoruso, Giovanni Angelico, Francesco Baldini e Antonio Pedone
lunedì 21 settembre 2026
13.00
Con la Legge del 13 gennaio 2025, lo Stato italiano si è impegnato nell'istituzione di una Giornata dedicata al ricordo degli internati militari italiani (Imi) durante la Seconda Guerra Mondiale. La data di tale celebrazione, il 20 settembre, è simbolicamente collegata al 20 settembre 2943, giorno in cui il regime nazista modificò lo status giuridico dei soldati italiani catturati, trasformandoli da "prigionieri di guerra" a "internati militari". Di fatto, si trattava di una durissima privazione di ogni forma di tutela, volta all'unico scopo di trasformarli in forza lavoro.
Ed è proprio per onorare il ricordo dei 373 Imi biscegliesi che la sezione locale di Anpi "Michele D'Addato" ha da tempo avviato una serie di iniziative volte a "fare memoria", apponendo sulle lapidi, poco per volta, una targhetta che possa raccontare la storia di ognuno di loro.
Domenica 20 settembre ad essere ricordati sono stati 4 uomini: Leonardo Amoruso, Giovanni Angelico, Francesco Baldini e Antonio Pedone. Ad accomunarli il tragico destino dei campi di lavoro forzato: costretti a condizioni di vita estreme, l'esperienza traumatica che vissero quasi tutti negli anni della giovinezza gravò sulle loro vite anche in seguito, costringendoli in alcuni casi all'isolamento e in altri al silenzio.
A partecipare all'iniziativa, presieduta anche dalle autorità civili e religiose, nelle persone di Antonio Belsito e Don Franco Lorusso, molti dei parenti e conoscenti degli Imi celebrati che hanno condiviso le loro storie e i loro ricordi.
Durante la mattinata anche gli interventi dei figli di Amoruso, Angelico, Baldini e Pedone: «È stata una giornata intensa, dedicata a questi uomini che hanno dato la vita per la patria. Alla luce dei vissuti trascorsi dai nostri padri, che con quel "no" hanno contribuito di fatto alla nostra democrazia e Repubblica in Italia, auspichiamo che nel mondo non nasca mai un'altra idea di guerra. Diritti e Libertà non sono conquiste eterne, ma possono essere in qualsiasi momento sottratte».
«Manifestazioni come questa sono importantissime per onorare la memoria di questi uomini e queste donne, ma anche per far capire che la democrazia è stata costruita con la morte dei partigiani e con il rifiuto dei militari di schierarsi dalla parte nazi-fascista. Questa memoria deve essere sempre praticata per contrastare il ritorno di qualsiasi fascismo, in Italia e nel mondo. Dobbiamo assolutamente combattere le degenerazioni dei poteri autocratici e per farlo serve ricordare e trasmettere questi insegnamenti alle nuove generazioni. Il vero patriota oggi è colui o colei che difende la democrazia, i diritti e la libertà» hanno dichiarato Rosa Angelico, Alfonsa Pedone e Gianni Amoruso.
Ed è proprio per onorare il ricordo dei 373 Imi biscegliesi che la sezione locale di Anpi "Michele D'Addato" ha da tempo avviato una serie di iniziative volte a "fare memoria", apponendo sulle lapidi, poco per volta, una targhetta che possa raccontare la storia di ognuno di loro.
Domenica 20 settembre ad essere ricordati sono stati 4 uomini: Leonardo Amoruso, Giovanni Angelico, Francesco Baldini e Antonio Pedone. Ad accomunarli il tragico destino dei campi di lavoro forzato: costretti a condizioni di vita estreme, l'esperienza traumatica che vissero quasi tutti negli anni della giovinezza gravò sulle loro vite anche in seguito, costringendoli in alcuni casi all'isolamento e in altri al silenzio.
A partecipare all'iniziativa, presieduta anche dalle autorità civili e religiose, nelle persone di Antonio Belsito e Don Franco Lorusso, molti dei parenti e conoscenti degli Imi celebrati che hanno condiviso le loro storie e i loro ricordi.
Durante la mattinata anche gli interventi dei figli di Amoruso, Angelico, Baldini e Pedone: «È stata una giornata intensa, dedicata a questi uomini che hanno dato la vita per la patria. Alla luce dei vissuti trascorsi dai nostri padri, che con quel "no" hanno contribuito di fatto alla nostra democrazia e Repubblica in Italia, auspichiamo che nel mondo non nasca mai un'altra idea di guerra. Diritti e Libertà non sono conquiste eterne, ma possono essere in qualsiasi momento sottratte».
«Manifestazioni come questa sono importantissime per onorare la memoria di questi uomini e queste donne, ma anche per far capire che la democrazia è stata costruita con la morte dei partigiani e con il rifiuto dei militari di schierarsi dalla parte nazi-fascista. Questa memoria deve essere sempre praticata per contrastare il ritorno di qualsiasi fascismo, in Italia e nel mondo. Dobbiamo assolutamente combattere le degenerazioni dei poteri autocratici e per farlo serve ricordare e trasmettere questi insegnamenti alle nuove generazioni. Il vero patriota oggi è colui o colei che difende la democrazia, i diritti e la libertà» hanno dichiarato Rosa Angelico, Alfonsa Pedone e Gianni Amoruso.