Mensa scolastica, Spazio Civico denuncia: «Servizio assente a settembre e giugno»
Il portavoce del gruppo Leonardo Di Molfetta: «Una cattiva prassi. Questa carenza costringe i bimbi all’uscita anticipata, complicando l'organizzazione familiare»
giovedì 9 luglio 2026
«In questi giorni è aperto l'avviso per l'iscrizione alla refezione scolastica (scuole dell'infanzia ed elementare) per il periodo che va dal 1° ottobre al 31 maggio. In merito a tale questione vogliamo evidenziare un problema che colpisce tantissimi genitori di bimbi che frequentano l'infanzia (3-5 anni), che termina l'anno scolastico il 30 giugno: l'assenza della mensa a giugno e settembre» È la denuncia avanzata dal gruppo di cittadinanza attiva Spazio Civico.
«Questa carenza costringe i bimbi all'uscita anticipata (entro le 13) rendendo impossibile il turno pomeridiano (fino alle 16) sia a settembre che a giugno, complicando l'organizzazione familiare, la conciliazione col lavoro dei genitori e incidendo tantissimo sia nella scelta della scuola (pubblica o privata che invece copre anche giugno), sia nell'economia familiare dovendo sopperire a tali mancanze con baby sitter, assenze al lavoro o (per chi ha la fortuna di averli) con i nonni» ha sottolineato il portavoce del gruppo Leonardo Di Molfetta.
«Chiediamo pertanto all'amministrazione comunale, sindaco e assessori, perché se la scuola dura fino al 30 giugno, la mensa dura fino a maggio? Perché il regolamento sulla refezione approvato in consiglio comunale spiega che "il servizio è espletato per tutto l'anno scolastico, con inizio 1° ottobre e termine 31 maggio"? Ma se è espletato per tutto l'anno e l'anno termina il 30 giugno, allora anche il servizio dovrebbe terminare a maggio? Così facendo l'amministrazione comunale avalla una cattiva prassi che vede, di fatto, la scuola pubblica dell'infanzia finire un mese prima del previsto, costringendo tanti genitori a ritirare prima i propri bimbi da scuola e a cercare delle soluzioni a pagamento per sopperire a tale mancanza, decisa dall'amministrazione comunale» hanno rimarcato i membri del movimento.
«In un'epoca in cui si fanno meno figli, dove il trend demografico è negativo, dove alcuni Comuni offrono persino il servizio di campo estivo, il Comune di Bisceglie toglie aprioristicamente un mese e mezzo di mensa e quindi la possibilità di fruire del tempo prolungato (ad esso collegato) sia a giugno che settembre? Se il problema è economico, caso in cui il gestore non abbia convenienza a fornire il servizio al di sotto in un certo numero di pasti, allora perché il Comune non interviene sulle condizioni del capitolato al fine di garantire l'erogazione dei pasti, e il normale orario della giornata scolastica, anche a giugno e settembre? Di certo qualsiasi soluzione trovata sarebbe un aiuto per i genitori che al momento devono pagare ore e ore di baby sitter o campi estivi privati, provvedere da sé per il pasto ed organizzarsi con lavoro».
«Se il problema invece è il caldo, allora non si spiega perché il caldo sia un problema negli asili pubblici ma non in quelli privati, o perché non lo sia fino alle 13 ma lo diventi alle 13:01. Si lasci ai genitori la possibilità di scegliere (come avviene tutto l'anno) se beneficiare della mensa, e quindi del turno prolungato, a giugno e a settembre, senza creare di fatto discriminazioni tra scuole pubbliche e private che offrono mensa e turno prolungato fino a fine giugno, con lo stesso caldo e gli stessi costi dei pasti delle scuole pubbliche. E senza fare della fruizione della scuola dell'infanzia pubblica una possibilità concessa solo a chi hai dei nonni o un genitore che non lavora» ha concluso, in una nota, Spazio Civico.
«Questa carenza costringe i bimbi all'uscita anticipata (entro le 13) rendendo impossibile il turno pomeridiano (fino alle 16) sia a settembre che a giugno, complicando l'organizzazione familiare, la conciliazione col lavoro dei genitori e incidendo tantissimo sia nella scelta della scuola (pubblica o privata che invece copre anche giugno), sia nell'economia familiare dovendo sopperire a tali mancanze con baby sitter, assenze al lavoro o (per chi ha la fortuna di averli) con i nonni» ha sottolineato il portavoce del gruppo Leonardo Di Molfetta.
«Chiediamo pertanto all'amministrazione comunale, sindaco e assessori, perché se la scuola dura fino al 30 giugno, la mensa dura fino a maggio? Perché il regolamento sulla refezione approvato in consiglio comunale spiega che "il servizio è espletato per tutto l'anno scolastico, con inizio 1° ottobre e termine 31 maggio"? Ma se è espletato per tutto l'anno e l'anno termina il 30 giugno, allora anche il servizio dovrebbe terminare a maggio? Così facendo l'amministrazione comunale avalla una cattiva prassi che vede, di fatto, la scuola pubblica dell'infanzia finire un mese prima del previsto, costringendo tanti genitori a ritirare prima i propri bimbi da scuola e a cercare delle soluzioni a pagamento per sopperire a tale mancanza, decisa dall'amministrazione comunale» hanno rimarcato i membri del movimento.
«In un'epoca in cui si fanno meno figli, dove il trend demografico è negativo, dove alcuni Comuni offrono persino il servizio di campo estivo, il Comune di Bisceglie toglie aprioristicamente un mese e mezzo di mensa e quindi la possibilità di fruire del tempo prolungato (ad esso collegato) sia a giugno che settembre? Se il problema è economico, caso in cui il gestore non abbia convenienza a fornire il servizio al di sotto in un certo numero di pasti, allora perché il Comune non interviene sulle condizioni del capitolato al fine di garantire l'erogazione dei pasti, e il normale orario della giornata scolastica, anche a giugno e settembre? Di certo qualsiasi soluzione trovata sarebbe un aiuto per i genitori che al momento devono pagare ore e ore di baby sitter o campi estivi privati, provvedere da sé per il pasto ed organizzarsi con lavoro».
«Se il problema invece è il caldo, allora non si spiega perché il caldo sia un problema negli asili pubblici ma non in quelli privati, o perché non lo sia fino alle 13 ma lo diventi alle 13:01. Si lasci ai genitori la possibilità di scegliere (come avviene tutto l'anno) se beneficiare della mensa, e quindi del turno prolungato, a giugno e a settembre, senza creare di fatto discriminazioni tra scuole pubbliche e private che offrono mensa e turno prolungato fino a fine giugno, con lo stesso caldo e gli stessi costi dei pasti delle scuole pubbliche. E senza fare della fruizione della scuola dell'infanzia pubblica una possibilità concessa solo a chi hai dei nonni o un genitore che non lavora» ha concluso, in una nota, Spazio Civico.