Mino Racanati scomparso, il nuovo appello della moglie: «Siamo stati lasciati soli»
Vanessa si è rivolta anche alle cariche più alte dello Stato: «Confido nel vostro aiuto»
giovedì 28 maggio 2026
10.20
Sono trascorsi quasi due mesi dal crollo del ponte sul fiume Trigno, sulla statale 16 Adriatica tra il Molise e l'Abruzzo, e dalla scomparsa dell'operatore marittimo Mino Racanati. Il 53enne biscegliese era intento a passare con la sua Fiat Bravo color champagne proprio negli istanti in cui si è verificato il cedimento. La famiglia continua a chiedere il suo corpo per una degna sepoltura: sui social la moglie Vanessa ha lanciato un nuovo disperato appello.
«Siamo stati lasciati soli, senza una vera mano di aiuto nelle ricerche di mio marito. Per altre tragedie sono stati mobilitati aiuti e soccorsi straordinari. Per i sub dispersi alle Maldive sono state attivate ricerche incredibili fino a 60 metri di profondità. A Modena i rappresentanti politici sono andati personalmente a esprimere vicinanza alle vittime e a ringraziare i soccorritori. Per mio marito invece nulla. Lasciato lì sotto le macerie, i detriti, il fango da quasi due mesi come se non esistesse. Non è un numero, merita di essere ritrovato e riportato nella sua città, dalla sua famiglia che lo aspetta ogni giorno, dalle sue figlie».
«Una situazione simile non è accettabile. I vigili del fuoco e la guardia costiera stanno facendo il possibile ogni giorno, e li ringrazierò sempre per il loro impegno, ma purtroppo ancora senza risultati. Io, da moglie, chiedo con tutta me stessa un incremento immediato delle ricerche: più uomini, più mezzi, più attrezzature che possano aiutare a capire dov'è finito mio marito. Non può essere sparito nel nulla. Lui è lì, da qualche parte».
Vanessa si è rivolta anche alle cariche più alte dello Stato: «Confido nel vostro aiuto. Ci avete dimenticati, o forse non vi siete mai davvero interessati al nostro caso. Vi chiedo di ascoltarci. Vi chiedo un gesto concreto».
«Siamo stati lasciati soli, senza una vera mano di aiuto nelle ricerche di mio marito. Per altre tragedie sono stati mobilitati aiuti e soccorsi straordinari. Per i sub dispersi alle Maldive sono state attivate ricerche incredibili fino a 60 metri di profondità. A Modena i rappresentanti politici sono andati personalmente a esprimere vicinanza alle vittime e a ringraziare i soccorritori. Per mio marito invece nulla. Lasciato lì sotto le macerie, i detriti, il fango da quasi due mesi come se non esistesse. Non è un numero, merita di essere ritrovato e riportato nella sua città, dalla sua famiglia che lo aspetta ogni giorno, dalle sue figlie».
«Una situazione simile non è accettabile. I vigili del fuoco e la guardia costiera stanno facendo il possibile ogni giorno, e li ringrazierò sempre per il loro impegno, ma purtroppo ancora senza risultati. Io, da moglie, chiedo con tutta me stessa un incremento immediato delle ricerche: più uomini, più mezzi, più attrezzature che possano aiutare a capire dov'è finito mio marito. Non può essere sparito nel nulla. Lui è lì, da qualche parte».
Vanessa si è rivolta anche alle cariche più alte dello Stato: «Confido nel vostro aiuto. Ci avete dimenticati, o forse non vi siete mai davvero interessati al nostro caso. Vi chiedo di ascoltarci. Vi chiedo un gesto concreto».