«Non c’è pace nell’illegalità, viviate con il motto della legalità e dell’amicizia»

L’autrice Esposito e il primo dirigente della Polizia di Stato Falco raccontano “Francesco Pio. Per sempre diciotto anni” sul palco di "Libri nel Borgo Antico"

sabato 30 agosto 2025 13.21
A cura di Anna Dicorato
Venerdì 29 agosto, nella cornice del porto turistico di Bisceglie, Libri nel Borgo Antico ha proposto un appassionante appuntamento con la legalità. Il Questore della provincia, Alfredo Fabbrocini, molto affezionato all'iniziativa, ha scelto e contattsto direttamente gli autori. Tra questi, a salire sul palco è stata Luciana Esposito, con "Francesco Pio. Per sempre 18 anni" (Edizioni Iod, 2024). In queste pagine, Luciana racconta la vita di un bravo ragazzo napoletano che viene colpito da pallottola vagante esplosa durante una lite sul lungomare Mergellina. Una storia tragica che invita a riflettere sull'impegno delle comunità e delle istituzioni nella difesa della vita e nella vicinanza alle famiglie colpite dal crimine.

"Il libro sulla storia di Pio l'ha fatto nel modo più semplice e disinteressato possibile. È la storia di un ragazzo qualunque: quella sera a Mergellina poteva accadere a chiunque. È stato un ragazzo ucciso in modo assurdo," Così l'autrice inizia a raccontare la realtà. "Quanto ho riportato, sono le memorie di chi lo conosceva davvero, nella sua spontaneità e voglia di fare. Chi muore così non deve essere dimenticato, questa storia va raccontata affinché altri ragazzi non abbiano questo brutale destino".

Presentazione “Francesco Pio. Per sempre diciotto anni” sul palco di "Libri nel Borgo Antico" © Anna Dicorato
Presentazione “Francesco Pio. Per sempre diciotto anni” sul palco di "Libri nel Borgo Antico" © Anna Dicorato
Presentazione “Francesco Pio. Per sempre diciotto anni” sul palco di "Libri nel Borgo Antico" © Anna Dicorato
Presentazione “Francesco Pio. Per sempre diciotto anni” sul palco di "Libri nel Borgo Antico" © Anna Dicorato
Presentazione “Francesco Pio. Per sempre diciotto anni” sul palco di "Libri nel Borgo Antico" © Anna Dicorato
Presentazione “Francesco Pio. Per sempre diciotto anni” sul palco di "Libri nel Borgo Antico" © Anna Dicorato
Presentazione “Francesco Pio. Per sempre diciotto anni” sul palco di "Libri nel Borgo Antico" © Anna Dicorato

Francesco Pio aveva una storia molto intricata, sia per la sua provenienza da una famiglia non tradizionale (famiglia allargata), sia per il rione in cui viveva, sia per il fatto che aveva smesso di andare a scuola. Francesco Pio poteva diventare un camorrista, scegliere la strada più semplice, ma grazie al suo modo di essere ha preferito la legalità, svolgendo i lavori più umili e coltivando il sogno di diventare pizzaiolo. "Una vita di privazioni, e quando era quasi riuscito a realizzare il suo sogno, un proiettile vagante gli ha tolto la vita".

L'autrice si è innamorata anche per questo della storia, ma allo stesso tempo ha resto il tutto difficile da raccontare, in un vortice di emozioni. "I ragazzi che nascono e in quei contesti crescono prima e con una marcia in più, la storia di Pio lo dimostra" prosegue l'autrice commossa. Poi svela: "Ho rinunciato alla mia parte di proventi, preferisco dare importanza alla memoria e insieme ad Errico Porzio abbiamo donato borse di studio ai ragazzi dei rioni più malfamati di Napoli, cosicché essi possano avere la possibilità di credere ancora in qualcosa, di scegliere la legalità e la strada giusta."

"In questi casi d'indagine così delicati - spiega la primo dirigente della polizia Francesca Falco - le forze dell'ordine puntano a svolgere l'indagine in maniera ancora più attenta, per quanto difficile, si cerca di mettere da parte le emozioni per non sbagliare. Solo quando si giunge al termine ci si rende effettivamente conto dell'angoscia, ma nel mentre è indispensabile rimanere freddi, anche se non è per niente semplice."


Cadere nell'illegalità per i ragazzi e adolescenti, è più semplice di quanto si possa pensare e spesso lo fanno inconsapevolmente, e i genitori sono all'oscuro di tutto. Per questo la Primo Dirigente, da poliziotta e mamma, si sente di dare un consiglio sincero ai genitori: "Comunicare con i vostri figli e fate in modo che loro parlino con voi! Insistete e apritevi. Parlate delle paure e timori, i pericoli che ci sono e incoraggiate i nostri ragazzi e prestare attenzione, a leggere tra le righe. Anche i genitori devono avere il coraggio di leggere tra le righe delle parole dei figli e avere il coraggio di interpretare anche il non detto. Per i ragazzi, viviate con il motto della legalità e dell'amicizia, come insegna questo libro e se vi trovate in situazioni di pericolo non esitate a contattare il 112: noi ci siamo!".

Esposito conferma le parole di Falco e rimarca: "È assolutamente valsa la pena di scrivere questo libro, nessuno altrimenti avrebbe conosciuto la sua storia, anche per solo un lettore ne sarebbe valsa la pena!".

Nello scrivere questo libro, l'autrice ha trovato tanto della diciottenne che è stata, ha ripercorso una ferita che non si è mai sanata nel suo cuore e tutto ciò l'ha aiutata a crescere personalmente e professionalmente.

Entrambe chiudono dicendo che i giovani devono fare sempre attenzione alle persone, non farsi affascinare dal lusso e dai soldi facili: spesso sono illusioni che si ripagano in avvocati e funerale. È una facciata, nell'illegalità non c'è pace.