Sparatoria in un ristorante, la vittima sarebbe stata uccisa per sbaglio. Indaga la Dda
Angelo Pizzi, conosciuto come Lino, si è trovato lungo la direttrice dei colpi. Secondo quanto emerso, il bersaglio doveva essere il proprietario del locale
venerdì 1 maggio 2026
0.39
Angelo Pizzi (conosciuto come Lino), cameriere incensurato di 62 anni, sarebbe stato ucciso per sbaglio nell'agguato avvenuto all'interno del ristorante "Spaghetteria n.1" in via Mauro Storelli, nelle vicinanze della posta centrale di via Antonio Gramsci. I circa 15 colpi esplosi dai due responsabili, entrati all'improvviso nel locale incappucciati, non hanno lasciato scampo all'uomo che si sarebbe trovato lungo la direttrice dei colpi. Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, il bersaglio doveva essere il proprietario, che sarebbe a quanto pare un pregiudicato già noto alle forze dell'ordine.
Le indagini sono state avviate dai carabinieri della tenenza cittadina e del nucleo investigativo Bat, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Bari. Toccherà ai militari fare chiarezza sull'ennesima vicenda di cronaca nera verificata sul territorio biscegliese nell'ultimo periodo. Neppure due settimane fa una sparatoria si è registrata nella discoteca Divine Club, nella notte di domenica 19 aprile: il 42enne barese Filippo Scavo, esponente del clan Strisciuglio, è deceduto. Non si esclude al momento un collegamento diretto con i due episodi, ma i carabinieri proveranno ad acquisire elementi utili che possano confermare o negare il legame.
Da tarda notte sono cominciati anche i rilievi degli uomini della sezione scientifica dei carabinieri, con l'obiettivo di incrementare il numero delle prove ai fini dell'indagine: un bossolo è stato ritrovato nei pressi della porta d'ingresso. I militari hanno accertato la presenza o meno di telecamere all'interno del ristorante e ascoltato le testimonianze dei clienti (non è ancora stato stimato il numero) che si trovavano loro malgrado nel locale in quegli istanti.
Le indagini sono state avviate dai carabinieri della tenenza cittadina e del nucleo investigativo Bat, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Bari. Toccherà ai militari fare chiarezza sull'ennesima vicenda di cronaca nera verificata sul territorio biscegliese nell'ultimo periodo. Neppure due settimane fa una sparatoria si è registrata nella discoteca Divine Club, nella notte di domenica 19 aprile: il 42enne barese Filippo Scavo, esponente del clan Strisciuglio, è deceduto. Non si esclude al momento un collegamento diretto con i due episodi, ma i carabinieri proveranno ad acquisire elementi utili che possano confermare o negare il legame.
Da tarda notte sono cominciati anche i rilievi degli uomini della sezione scientifica dei carabinieri, con l'obiettivo di incrementare il numero delle prove ai fini dell'indagine: un bossolo è stato ritrovato nei pressi della porta d'ingresso. I militari hanno accertato la presenza o meno di telecamere all'interno del ristorante e ascoltato le testimonianze dei clienti (non è ancora stato stimato il numero) che si trovavano loro malgrado nel locale in quegli istanti.