La Nazionale di powerchair football bloccata in aeroporto a Fiumicino: niente gare a Glasgow
Disavventura anche per il vice Ct Carlo Impera dei Golden Oaks Bisceglie. Il ministro Abodi: «Quanto accaduto è di una gravità estrema». Interviene anche la compagnia aerea
mercoledì 22 luglio 2026
16.45
C'è anche il vice Ct Carlo Impera, dei Golden Oaks Bisceglie, tra lo staff e gli atleti della Nazionale italiana di powerchair football che hanno dovuto rinunciare alla trasferta di Glasgow in cui era in programma un torneo internazionale di preparazione al campionato del mondo di ottobre in Argentina. Una disavventura del tutto inaspettata per gli azzurri all'arrivo in aeroporto a Fiumicino per imbarcarsi sul volo che gli avrebbe portati nel Regno Unito. La delegazione - come è riportato nella nota divulgata dalla Federazione italiana paralimpica powerchair sport per esprimere profondo rammarico per quanto accaduto durante la giornata di lunedì 20 luglio - aveva programmato la trasferta con largo anticipo, completando tutte le procedure richieste dalla compagnia aerea EasyJet per il trasporto delle carrozzine elettroniche e degli ausili degli atleti. Tutti gli adempimenti previsti erano stati regolarmente eseguiti, proprio per garantire una partenza sicura e senza criticità. Nonostante questo, la squadra non è mai riuscita a decollare. Alle 10:15, con il volo in partenza poco prima delle 12, sarebbe arrivata la comunicazione dell'impossibilità di imbarcare l'intera delegazione: l'aeromobile (Airbus A320) avrebbe potuto trasportare un massimo di sole 5 carrozzine.
L'episodio ha privato la Nazionale di un'importante occasione di preparazione tecnica verso il campionato del mondo, causando un rilevante danno sportivo, organizzativo ed economico alla Federazione e agli organizzatori del torneo, ai quali sono state le rivolte le scuse per la mancata partecipazione. La Fipps auspica che siano rapidamente chiarite le cause di quanto accaduto e rinnova l'appello affinché compagnie aeree, gestori aeroportuali e tutti gli operatori coinvolti adottino procedure realmente efficaci per garantire il diritto alla mobilità delle persone con disabilità. «Sarebbe stata una esperienza indimenticabile e di indiscutibile valore formativo in campo e fuori assieme a Francia, Inghilterra, e Danimarca. Purtroppo EasyJet ci ha lasciato a terra» è stato l'amaro commento diffuso sui social dal tecnico tranese Carlo Impera.
Il commissario tecnico della Nazionale Marco Ferrazza ha posto invece l'attenzione sul valore sportivo della trasferta mancata: «Per questa squadra il torneo di Glasgow rappresentava un passaggio fondamentale nel percorso di preparazione al Mondiale. Ogni convocazione è il risultato di mesi di lavoro, allenamenti, sacrifici personali e investimenti. Dover rinunciare a tutto questo per ragioni estranee al campo lascia un'enorme amarezza. I ragazzi hanno dimostrato grande maturità anche in una situazione così difficile, ma è doveroso fare in modo che episodi del genere non si ripetano. Gli atleti devono poter pensare esclusivamente a prepararsi e a competere, non a combattere ogni volta contro ostacoli logistici che nulla hanno a che fare con lo sport».
Non è mancata una dura sottolineatura anche da parte del ministro per lo sport Andrea Abodi: «È di una gravità estrema quanto accaduto. Aver impedito agli atleti di poter imbarcare le carrozzine, indispensabili non solo per la competizione, nonostante fosse stato tutto comunicato alla compagnia aerea da mesi, rappresenta un fatto inconcepibile e inaccettabile per il quale mi aspetto un intervento immediato, con tutte le conseguenze del caso, da parte degli organismi preposti al controllo dei servizi di assistenza aeroportuale e al rispetto degli obblighi delle compagnie aeree nei confronti dei clienti».
L'episodio ha privato la Nazionale di un'importante occasione di preparazione tecnica verso il campionato del mondo, causando un rilevante danno sportivo, organizzativo ed economico alla Federazione e agli organizzatori del torneo, ai quali sono state le rivolte le scuse per la mancata partecipazione. La Fipps auspica che siano rapidamente chiarite le cause di quanto accaduto e rinnova l'appello affinché compagnie aeree, gestori aeroportuali e tutti gli operatori coinvolti adottino procedure realmente efficaci per garantire il diritto alla mobilità delle persone con disabilità. «Sarebbe stata una esperienza indimenticabile e di indiscutibile valore formativo in campo e fuori assieme a Francia, Inghilterra, e Danimarca. Purtroppo EasyJet ci ha lasciato a terra» è stato l'amaro commento diffuso sui social dal tecnico tranese Carlo Impera.
Le reazioni della Federazione e del Ct Marco Ferrazza
«Ci troviamo a commentare una vicenda che ci riporta bruscamente alla realtà delle difficoltà che le persone con disabilità continuano ad affrontare per esercitare un diritto fondamentale come quello di viaggiare. Tra meno di tre mesi la nostra Nazionale dovrà affrontare una trasferta ancora più impegnativa, quella verso l'Argentina per il campionato del mondo. Un viaggio che richiede uno sforzo organizzativo ed economico enorme per la Federazione, per gli atleti e per le loro famiglie. Quanto accaduto non può che generare profonda preoccupazione. Non è accettabile che una Federazione, pur avendo seguito scrupolosamente tutte le procedure richieste per il trasporto degli ausili, debba convivere con l'incertezza di riuscire o meno a far partire i propri atleti. La mobilità non è un favore concesso: è un diritto che deve essere garantito, perché senza mobilità non esistono autonomia, dignità e pari opportunità» ha dichiarato il presidente della Fipps Andrea Piccillo.Il commissario tecnico della Nazionale Marco Ferrazza ha posto invece l'attenzione sul valore sportivo della trasferta mancata: «Per questa squadra il torneo di Glasgow rappresentava un passaggio fondamentale nel percorso di preparazione al Mondiale. Ogni convocazione è il risultato di mesi di lavoro, allenamenti, sacrifici personali e investimenti. Dover rinunciare a tutto questo per ragioni estranee al campo lascia un'enorme amarezza. I ragazzi hanno dimostrato grande maturità anche in una situazione così difficile, ma è doveroso fare in modo che episodi del genere non si ripetano. Gli atleti devono poter pensare esclusivamente a prepararsi e a competere, non a combattere ogni volta contro ostacoli logistici che nulla hanno a che fare con lo sport».
Le parole dei ministri Locatelli e Abodi
La ministra per le disabilità Alessandra Locatelli ha rimarcato: «È gravissimo e inaccettabile l'episodio, segnalato dal comitato italiano paralimpico e dal suo presidente Giunio De Sanctis, accaduto all'aeroporto di Fiumicino agli atleti della Nazionale italiana di powerchair football della Federazione italiana paralimpica powerchair sport. Aver negato l'imbarco a sei atleti con disabilità, nonostante la Fipps avesse preventivamente richiesto e ottenuto dalla compagnia aerea, sin dal mese di aprile, la formale autorizzazione al trasporto degli stessi atleti, con al seguito sia le carrozzine per la mobilità quotidiana che le 6 carrozzine speciali da gioco, lascia senza parole».Non è mancata una dura sottolineatura anche da parte del ministro per lo sport Andrea Abodi: «È di una gravità estrema quanto accaduto. Aver impedito agli atleti di poter imbarcare le carrozzine, indispensabili non solo per la competizione, nonostante fosse stato tutto comunicato alla compagnia aerea da mesi, rappresenta un fatto inconcepibile e inaccettabile per il quale mi aspetto un intervento immediato, con tutte le conseguenze del caso, da parte degli organismi preposti al controllo dei servizi di assistenza aeroportuale e al rispetto degli obblighi delle compagnie aeree nei confronti dei clienti».