Cinque stelle in Movimento sulla decadenza di Spina: «Basta con questo teatrino»

Enzo Amendolagine e Pippo Acquaviva: «la scelta più corretta sarebbe stata quella di dimettersi, mandando tutti a casa. Ma non sarebbe Francesco Spina, se avesse rinunciato a giocarsi la carta della decadenza»

giovedì 24 agosto 2017 06.30

È un atteggiamento distaccato, quasi di disgusto, quello che descrivono Enzo Amendolagine e Pippo Acquaviva, in rappresentanza dei Cittadini a Cinque Stelle, a pochi giorni dal terzo e definitivo consiglio comunale che porterà alla decadenza di Franesco Spina.
«A chi non sorgerebbe spontaneo - spiegano - un sorriso sarcastico nel sapere, ancor prima di assistervi, quale sia l'epilogo di un fatto? L'ultimo consiglio comunale è cominciato tergiversando su questioni personali che poco hanno a che vedere con la concretezza dell'agire politico.
Dopo aver rapidamente discusso i punti relativi ai debiti fuori bilancio, si giunge al gran finale: la decadenza del Sindaco di Bisceglie. Chi si aspettava uno scenario diverso da quanto vissuto ieri, alzi la mano. Pare non si vedano mani levate. Fino a prova contraria, tutti conoscevamo da tempo l'epilogo della questione decadenza. Ciò che fa sorridere è vedere in molti lo sconforto per questa mossa di Spina. Uno sconforto che pare lasci trasparire più l'invidia personale nei confronti di chi ha saputo muoversi in lungo e in largo, di chi ha saputo dominare la scena politica, di chi ha saputo democraticamente conquistarsi un "feudo", che motivazioni prettamente politiche. Altrimenti perché incitare a restare alla guida del paese, quando solo poco tempo fa si richiedevano a gran voce le sue dimissioni? Certo, a motivare tale rabbia, vi è un fatto e cioè che viene tradito un mandato. La scelta più corretta sarebbe stata quella di dimettersi, mandando tutti a casa, con un Commissario Prefettizio che ci traghettasse fino alle prossime elezioni comunali. Ma non sarebbe Francesco Spina, se avesse rinunciato a giocarsi questa carta della decadenza
».

L'atteggiamento non è critico, però, solo nei confronti del sindaco uscente, ma di tutti: maggioranza e opposizione, vecchie e nuove guardie.
«C'è chi fa politica non da anni, ma da generazioni e tira fuori una "svolta" civica. Chi continua a piangere lacrime di coccodrillo in video, ripetendo che sarebbe stata un'altra Bisceglie se ad amministrarla ci fossero stati altri. Ma guarda caso di questi altri, molti sono già stati al governo e tra l'altro in maggioranza. Poi ci sono consiglieri che mai nulla hanno detto, ed ancor meno appaiono in attesa di comprendere come tirerà il vento. E poi ci sono le classiche parole da fine spettacolo, i convenevoli, dove ci si augura primarie di ampio respiro, con volti nuovi, giovani, con confronti costruttivi, campagne elettorali basate su contenuti e non su accuse, che terminino le ingiustizie sociali, la fame nel mondo ed i conflitti di classe».

E allora loro, che in consiglio comunale non ci sono mai stati, dicono basta, rivolgendosi agli elettori:«Badate bene a chi accordare un voto. Chi è l'unica compagine nuova, con volti mai prestatisi a mascherare interessi privati nella gestione della cosa pubblica, aperta ad ogni confronto perché sempre presente nelle piazze, che ha evidenziato l'inopportuno alle volte agire dei politicanti di professione, che non stringe accordi per raggiungere il potere, che si presenta sulla scena politica per il solo piacere di rendere un servigio, lontana sempre da interessi personali di carattere prettamente economico? Poste queste domande, la risposta la conoscete».