Lavoratori stranieri in agricoltura, presto una cittadella dell'accoglienza a Bisceglie

Ad agosto prevista la scadenza dei lavori finanziati dal Pnrr. Mininni (segretario nazionale Flai Cgil): «Un'opportunità simile non tornerà più». Angarano: «Progetto unico nella Bat»

lunedì 15 giugno 2026 19.30
A cura di Luca Ferrante
Il contributo e la tutela dei lavoratori stranieri, il contrasto al caporalato e agli insediamenti informali. Sono stati i temi principali affrontati nella sala degli specchi di Palazzo Tupputi in un convegno promosso dal Comune di Bisceglie e dalla Flai Cgil, con il patrocinio dell'assessorato all'agricoltura della Regione Puglia. L'occasione è stata propizia per fare il punto sui lavori al complesso dell'ex convento dei Cappuccini per una cittadella dell'accoglienza che sorgerà grazie a un finanziamento Pnrr di oltre 2 milioni di euro. I lavori procedono secondo la tabella di marcia prestabilita: nel mese di agosto è prevista la scadenza dei fondi e gli interventi di riqualificazione dovranno necessariamente ultimarsi entro quella data.

«Un finanziamento importante per il nostro territorio. Bisceglie è l'unico Comune della Bat che oggi sta portando avanti questo progetto così ambizioso, che istituisce dignità ai lavoratori stagionali in agricoltura eliminando gli odiosi ghetti. Un percorso vero e proprio di integrazione sociale e culturale: è l'innovazione forte di questo bando, in cui siamo particolarmente orgogliosi di essere tra i pochissimi Comuni che ha avuto il coraggio di partecipare a quella famosa manifestazione di interesse del ministero del lavoro di qualche anno» ha rimarcato il sindaco Angelantonio Angarano, intervenuto all'evento insieme all'assessore regionale all'agricoltura Francesco Paolicelli (in collegamento), il segretario generale Flai Cgil Bat Dora Lacerenza e il segretario generale Cgil Bat Michele Valente.

Fiducia nella consegna dell'opera entro i tempi prefissati: «Le aziende stanno lavorando e ci stanno consentendo di essere più che ottimisti per la fine in tempo dei lavori. Poi ci sono i servizi, importantissimi per i lavoratori stagionali e soprattutto per i migranti, che sono stati già appaltati e che vedono la compartecipazione di tutte le associazioni del territorio attivi in questo settore. Sebbene tante volte queste associazioni hanno sensibilità diverse e operano su campi continui ma diversi, per l'occasione stanno lavorando insieme su questo ambizioso progetto» ha sottolineato il primo cittadino.

Convegno a Bisceglie sui lavoratori stranieri nell'agricoltura pugliese
Convegno a Bisceglie sui lavoratori stranieri nell'agricoltura pugliese
Convegno a Bisceglie sui lavoratori stranieri nell'agricoltura pugliese
Convegno a Bisceglie sui lavoratori stranieri nell'agricoltura pugliese

Al tavolo dei relatori il segretario nazionale della Federazione italiana lavoratori agroindustriali Cgil Giovanni Mininni: «Vorremmo partire dalla necessità che c'è nel Paese e in tutta la Regione di richiamare le istituzioni a una maggiore attenzione su quanto riguarda l'agricoltura, alla luce del fatto che la grande maggioranza dei fondi Pnrr sono stati sostanzialmente rimandati indietro. Circa 180 milioni di euro non sono stati utilizzati, saranno spesi dai 15 ai 21 milioni. Noi pensiamo che un'opportunità di questo tipo non tornerà mai più».

La tutela dei lavoratori riporta alla mente la storica di Paola Clemente, bracciante andriese deceduta mentre lavorava nei campi il 13 luglio 2015. Mininni, ai microfoni di BisceglieViva, ha espresso una riflessione su questo delicato quanto attuale argomento: «Non dimentichiamo sicuramente il sacrificio di Paola, e la citiamo spesso per ricordare che in realtà i lavoratori migranti stanno diventando sempre più determinanti per il comparto produttivo agricolo. Ma ancora oggi molte italiane e italiani sono sotto sfruttamento: l'illegalità diffusa dovuta ai bassi salari e alla violazione dei contratti prende in pieno anche i lavoratori italiani. Questo è un aspetto che, anche al nord Italia, noi riscontriamo come un problema legato al modello di sviluppo agricolo. Abbiamo sempre detto che non tutte le imprese agricole, ci mancherebbe, sfruttano le persone, perché altrimenti sarebbe una cosa drammatica per il nostro Paese. Purtroppo, di fronte alle difficoltà dei mercati, alle difficoltà della competizione che c'è sui mercati, spesso dura, è chiaro che questo problema si può estendere sempre di più se non si interviene».

«In Italia abbiamo anche la fortuna di avere una legge che contrasta lo sfruttamento sul caporalato, che abbiamo conquistato dieci anni fa (proprio a seguito della vicenda di Paola Clemente). Quest'anno sarà il decennale della legge 199. Non si tratta quindi di fare nuove leggi, oppure pensare come contrastare questo problema. Si tratta di applicare le leggi che ci sono, lo Stato lo deve fare con solerzia, attivamente e soprattutto in occasione delle campagne di raccolta dove si muovono centinaia di migliaia di persone, tutte insieme in un tempo molto ristretto» ha aggiunto e concluso il segretario nazionale Flai Cgil.