Omicidio Lino Pizzi, tre le armi usate nell'agguato. Disposta l'autopsia
Una quindicina i bossoli repertati dai carabinieri della sezione scientifica
sabato 2 maggio 2026
16.00
Sono tre le armi usate nell'agguato in cui è morto Lino Pizzi, il 62enne responsabile di sala ucciso lo scorso 30 aprile mentre era a lavoro nel ristorante "Spaghetteria n.1" di Bisceglie Si tratta di due pistole e un'arma a canna lunga, forse una mitraglietta. Il dettaglio emerge dall'inchiesta sul delitto, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari. Sono una quindicina i bossoli repertati dai carabinieri della sezione scientifica e di calibro differente, su cui sono in corso esami balistici. Gli accertamenti dovranno stabilire se a sparare siano state tre persone o se uno dei sicari impugnasse due armi.
Le prime risposte potrebbero arrivare dall'autopsia. L'incarico è stato conferito questa mattina a Maricla Marrone, dell'istituto di medicina legale del Policlinico di Bari. Gli accertamenti autoptici infatti, chiariranno se a premere il grilletto siano state due o tre persone che poi sono fuggite a bordo di una utilitaria di colore scuro.
I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Trani e della tenenza di Bisceglie hanno già ascoltato i dipendenti del ristorante e il titolare, un 40enne con diversi precedenti penali, ritenuto vicino a uno dei clan della criminalità organizzata barese (i Capriati). L'uomo avrebbe riferito di essere convinto che i colpi non erano destinati al 62enne. Nel ristorante, al momento dell'agguato, c'erano cinque clienti che si trovavano in una saletta attigua: hanno sentito il rumore dei colpi ma non hanno assistito al delitto. Il ristorante è stato messo sotto sequestro. Utile agli accertamenti investigativi, sarà anche l'analisi dei sistemi di videosorveglianza del ristorante e della zona, che aiuteranno a ricostruire l'esatta dinamica dell'omicidio.
Le prime risposte potrebbero arrivare dall'autopsia. L'incarico è stato conferito questa mattina a Maricla Marrone, dell'istituto di medicina legale del Policlinico di Bari. Gli accertamenti autoptici infatti, chiariranno se a premere il grilletto siano state due o tre persone che poi sono fuggite a bordo di una utilitaria di colore scuro.
I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Trani e della tenenza di Bisceglie hanno già ascoltato i dipendenti del ristorante e il titolare, un 40enne con diversi precedenti penali, ritenuto vicino a uno dei clan della criminalità organizzata barese (i Capriati). L'uomo avrebbe riferito di essere convinto che i colpi non erano destinati al 62enne. Nel ristorante, al momento dell'agguato, c'erano cinque clienti che si trovavano in una saletta attigua: hanno sentito il rumore dei colpi ma non hanno assistito al delitto. Il ristorante è stato messo sotto sequestro. Utile agli accertamenti investigativi, sarà anche l'analisi dei sistemi di videosorveglianza del ristorante e della zona, che aiuteranno a ricostruire l'esatta dinamica dell'omicidio.