ON: «Molfetta apre le porte al confronto, Bisceglie resta ferma agli annunci»

La nota del movimento civico di Italo Innocenti

venerdì 6 novembre 2026 12.00
«C'è una cosa che spesso si dimentica quando si amministra una città: ascoltare i cittadini non dovrebbe essere un'eccezione, ma una buona abitudine. A dimostrarlo è anche l'iniziativa promossa dal Comune di Molfetta, "Voce ai giovani, costruiamo il futuro insieme", un momento di confronto con le associazioni e le realtà giovanili per raccogliere idee, esigenze e proposte a livello locale. A questo si aggiungono gli incontri di quartiere, occasioni per confrontarsi direttamente con chi vive ogni giorno le diverse zone della città. Guardando a pochi chilometri di distanza, viene spontaneo chiedersi perché a Bisceglie non si sia riusciti a fare altrettanto». È la nota diffusa dal movimento civico ON Bisceglie di Italo Innocenti.

«In questi anni non ricordiamo un vero programma di incontri nei quartieri, né un percorso di confronto con le associazioni e i gruppi giovanili. Eppure se ne sarebbe sentito il bisogno, soprattutto in una città dove tante realtà associative continuano a lavorare e dove tanti giovani avrebbero probabilmente qualcosa da dire, se solo trovassero qualcuno disposto ad ascoltarli. Una delle poche iniziative, tra l'altro promossa a livello regionale e ospitata nel nostro Comune è "Puglia ti vorrei" peccato che però ha riguardato la definizione delle politiche giovanili regionali per il periodo 2026-2029 e non direttamente la nostra Città».

«C'è poi una promessa che merita di essere ricordata: il tanto annunciato consiglio comunale dei ragazzi. Un progetto presentato come un'importante occasione di partecipazione e avvicinamento dei più giovani alle istituzioni, ma che, alla fine, non è mai partito. Non si è mai trasformato in uno strumento concreto. È rimasto un annuncio privo di risvolto pratico. Ed è proprio questo il punto: a Bisceglie si è parlato tanto di partecipazione, ma sono mancati i fatti. I giovani sono stati spesso al centro dei discorsi, soprattutto quando si trattava di presentare programmi e raccogliere consenso elettorale, ma poi non si è riusciti a dare continuità a quelle promesse».

«Ora che l'amministrazione si avvia verso la conclusione del mandato, qualche domanda è inevitabile. Perché non sono mai stati organizzati incontri periodici nei quartieri? Perché il consiglio comunale dei ragazzi non è mai diventato realtà? Perché non si è costruito un confronto stabile con i giovani e con i cittadini? Non servivano grandi investimenti per cominciare. Servivano soprattutto volontà e organizzazione. L'iniziativa di Molfetta merita un plauso proprio per questo. Non perché sia tutto risolto, ma perché dimostra che si può almeno provare a costruire un rapporto diverso con i cittadini, partendo dall'ascolto delle problematiche della città. A Bisceglie, invece, rischiamo di arrivare alla fine di un mandato con tante belle parole e poche occasioni concrete di ascolto, facendo passare l'idea che tanto "va tutto bene". E i giovani, così come i cittadini dei quartieri, non possono essere ricordati soltanto quando si avvicinano le elezioni».