"Timbe condra Timbe": Ieva e Mastropirro incantano il pubblico con il loro concerto poetico - L'INTERVISTA
Una simbiosi indissolubile tra fotografia e musica per rievocare lo scorrere del tempo
sabato 17 gennaio 2026
11.00
"Timbe condra Timbe" per indicare quel tempo che scorre incessante, quel tempo che anche se sembra non passare prima o dopo passa, oppure quel tempo che invece passa troppo veloce. Il conflitto, il paradosso di questo sillogismo è indagato nella sua interezza da Vincenzo Mastropirro nella raccolta di poesie dialettali "Timbe condra Timbe", che restituisce il lato più umano della lotta con-contro il tempo, tracciando i profili di un sorriso che seppur amaro nasconde speranza.
Ad accompagnare il pubblico in questa esperienza uditiva le fotografie di Ieva, capaci di immortalare momenti d'arte irripetibili e unici nel loro genere. Ed è in questo dialogo, in quello che Mastropirro chiama "gesto" che nasce l'arte, l'arte collettiva che insieme alla condivisione con il pubblico diviene arte d'insieme.
«Lo spettacolo nasce da una sinergia tra la lingua scritta di Vincenzo e la mia foto e questo ci ha messo nelle condizioni di provare a ragionare su come due linguaggi possono stare assieme o possono essere contrastanti, speculari e meno didascalici per poter esprimere non solo il background dei nostri vissuti ma anche quello che il mondo ci offre» ha commentato Ieva.
«La mia poesia è intenzionalmente non didascalica rispetto alla fotografia di Mauro, che a sua volta è una sovrapposizione di più fotogrammi sino a raffigurare veri e propri quadri. È da lì che ho preso ispirazione per la poesia dialettale. Il dialetto è una forma di resistenza di rivoluzione rispetto alla normalità. Non volevo solo raccontare la fotografia, ma ricercare e mettere insieme parole che stanno ai margini di quello che poi è l'immagine. Il tutto scandito dalla improvvisazione con i miei flauti, che sottolinea il "gesto" di Ieva che diventa a questo punto teatrale».
Proprio dalla volontà di restituire non un'opera completa ma un'arte per così dire "del divenire", dello scorrere del tempo, nasce l'idea di una scatola poetica da poter completare, che oltre ai materiali iniziali, vale a dire le poesie di Mastropirro e le fotografie di Ieva, lascia a ciascuno ancora spazio alla possibilità di proseguire questa opera con la propria esperienza di vita.
«Lo scopo della scatola, del nostro lavoro, è appunto iniziare a mettere già i primi oggetti che sono il risultato dei nostri lavori, ma chi lo acquista può aggiungerne altri. Sempre con quella dimensione, sempre con quello sguardo, sempre con quella poesia» ha aggiunto Ieva.
Sul palco sin dall'inizio dell'esibizione diverse bandiere della pace: «Lo facciamo sempre, specialmente in questo periodo storico abbastanza complicato. L'unico appiglio è quell'arcobaleno colorato che purtroppo sembra si stia scolorendo sempre di più in questo periodo orribile a livello mondiale che però bisogna tenere vivo. Noi cerchiamo di tenerlo vivo con questo concerto poetico "Timbe condra Timbe", il tempo contro il tempo ma è un tempo che deve andare avanti, che deve evolvere. Sciom nanz» ha poi concluso Mastropirro.
Il calendario degli eventi in libreria riprenderà sabato 17 gennaio alle 18.30 con Alberto Pellai e Barbara Tamborlini con "Esci da quella stanza".
Ad accompagnare il pubblico in questa esperienza uditiva le fotografie di Ieva, capaci di immortalare momenti d'arte irripetibili e unici nel loro genere. Ed è in questo dialogo, in quello che Mastropirro chiama "gesto" che nasce l'arte, l'arte collettiva che insieme alla condivisione con il pubblico diviene arte d'insieme.
«Lo spettacolo nasce da una sinergia tra la lingua scritta di Vincenzo e la mia foto e questo ci ha messo nelle condizioni di provare a ragionare su come due linguaggi possono stare assieme o possono essere contrastanti, speculari e meno didascalici per poter esprimere non solo il background dei nostri vissuti ma anche quello che il mondo ci offre» ha commentato Ieva.
«La mia poesia è intenzionalmente non didascalica rispetto alla fotografia di Mauro, che a sua volta è una sovrapposizione di più fotogrammi sino a raffigurare veri e propri quadri. È da lì che ho preso ispirazione per la poesia dialettale. Il dialetto è una forma di resistenza di rivoluzione rispetto alla normalità. Non volevo solo raccontare la fotografia, ma ricercare e mettere insieme parole che stanno ai margini di quello che poi è l'immagine. Il tutto scandito dalla improvvisazione con i miei flauti, che sottolinea il "gesto" di Ieva che diventa a questo punto teatrale».
Proprio dalla volontà di restituire non un'opera completa ma un'arte per così dire "del divenire", dello scorrere del tempo, nasce l'idea di una scatola poetica da poter completare, che oltre ai materiali iniziali, vale a dire le poesie di Mastropirro e le fotografie di Ieva, lascia a ciascuno ancora spazio alla possibilità di proseguire questa opera con la propria esperienza di vita.
«Lo scopo della scatola, del nostro lavoro, è appunto iniziare a mettere già i primi oggetti che sono il risultato dei nostri lavori, ma chi lo acquista può aggiungerne altri. Sempre con quella dimensione, sempre con quello sguardo, sempre con quella poesia» ha aggiunto Ieva.
Sul palco sin dall'inizio dell'esibizione diverse bandiere della pace: «Lo facciamo sempre, specialmente in questo periodo storico abbastanza complicato. L'unico appiglio è quell'arcobaleno colorato che purtroppo sembra si stia scolorendo sempre di più in questo periodo orribile a livello mondiale che però bisogna tenere vivo. Noi cerchiamo di tenerlo vivo con questo concerto poetico "Timbe condra Timbe", il tempo contro il tempo ma è un tempo che deve andare avanti, che deve evolvere. Sciom nanz» ha poi concluso Mastropirro.
Il calendario degli eventi in libreria riprenderà sabato 17 gennaio alle 18.30 con Alberto Pellai e Barbara Tamborlini con "Esci da quella stanza".