Alessandro Di Gregorio, presidente Legambiente Bisceglie
Alessandro Di Gregorio, presidente Legambiente Bisceglie
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Raccolta differenziata, Di Gregorio a BisceglieViva: «Non solo le isole ecologiche, il problema è culturale»

Il presidente di Legambiente Bisceglie commenta i dati che registrano la città sotto il 65%, spiega le principali criticità da risolvere e contesta il metodo per arginare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti

La città di Bisceglie, come annunciato da BisceglieViva in base alle informazioni raccolte, non avrebbe superato il 65% della raccolta differenziata nel 2025. Il dato - se confermato ufficialmente dall'osservatorio regionale con i restanti numeri mancati dei mesi di novembre e dicembre - provocherebbe un aumento del 20% sulla Tari del prossimo anno.

Alessandro Di Gregorio, presidente del circolo biscegliese di Legambiente, ha commentato la notizia ai microfoni di BisceglieViva, analizzando le principali criticità che hanno portato il territorio a scendere sotto la soglia limite. Uno dei temi non poteva che essere la chiusura delle due isole ecologiche dal 21 novembre scorso, con la riapertura parziale del centro di via Padre Kolbe dal 29 gennaio: «Mi risulta che il problema sia sorto per la mancanza di alcune autorizzazioni, obbligatorie per legge. Sulla questione sia il gestore che l'amministrazione comunale non si sono degnate di spiegare le motivazioni ai cittadini che pagano quei servizi. Se fossero quelle, ci sarebbe stata secondo me una leggerezza nella gestione da parte degli uffici, una responsabilità per il Comune, perché l'ente appaltatore deve verificare che tutto sia in regola per evitare brutte sorprese» ha sottolineato.

Per Di Gregorio non bisogna focalizzarsi esclusivamente su questa vicenda: «Una persona coscienziosa che vuole fare la raccolta differenziata e ci tiene trova una soluzione alternativa se ha qualcosa di voluminoso da conferire, chiamando l'azienda per esempio o conservandola ancora per un po' di tempo, in attesa che la situazione si ripristini. La chiusura, piuttosto, ha influenzato molto nell'abbandono dei rifiuti. Tutto nasce da un problema culturale» ha spiegato. Il presidente di Legambiente Bisceglie ha rimarcato l'importanza dell'informazione costante alla cittadinanza sulla corretta raccolta: «Nei capitolati di appalto è stato sempre incluso l'informazione da effettuare ai cittadini. Se negli ultimi tre anni si è svolta una sola iniziativa, non si possono ottenere risultati. Bisogna spiegare ai biscegliesi l'importanza di conferire correttamente l'immondizia e sanzionare realmente chi lo fa in modo errato o, peggio, abbandona nelle strade».

La piaga dell'abbandono dei rifiuti continua a essere argomento di discussione e va a influenzare sempre più negativamente la percentuale di raccolta, che (se alta) consentirebbe di avere incentivi sulla Tari: «Bisogna intervenire fermamente contro il fenomeno, e non solo con i manifesti. Ci sono posti che sistematicamente e quotidianamente sono luoghi di abbandono. I controlli e il presidio sul territorio sono importanti. L'abbandono si è allargato sempre più a macchia d'olio, era necessario intervenire fin dall'inizio per evitare l'espansione della problematica. È diventata una cosa pesante da gestire e da risolvere» ha ammesso Di Gregorio.

Un'altra criticità resta l'ingresso nell'Aro Bt 2, la cui gestione unitaria richiede ancora diverso tempo per essere avviata (a causa di un lungo iter amministrativo per la gara e non solo): «Se noi abbiamo un problema con un Aro che non funziona ma l'altro non parte, si sta commettendo un doppio sbaglio». «Noi facciamo una raccolta differenziata qualitativamente bassa. E, un aumento del 20% sulla Tari il prossimo anno, rischia di diventare un effetto boomerang e scoraggiare ancora più persone a conferire correttamente i rifiuti. Sono tante le accortezze sconosciute ai tanti: il blister dei farmaci non va nell'indifferenziato, ma nella plastica. E le bottiglie di plastica si schiacciano in orizzontale, non in verticale» ha aggiunto il referente del circolo biscegliese di Legambiente, che si è impegnato in più occasioni a promuovere iniziative di sensibilizzazione.

L'appello lanciato da Di Gregorio: «Noi siamo pronti e disponibili a contribuire per cercare di arginare questo fenomeno, ma dobbiamo essere chiamati dalle istituzioni».
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