Palazzi storici al cimitero, annullata la determina che prevedeva nuove costruzioni
La soddisfazione di Bisceglie Vecchia Extramoenia, Forum Ambientalista e Fai: «È un segnale importante: quando le istituzioni ascoltano, la città vince»
martedì 12 maggio 2026
9.40
«La ripartizione pianificazione, programmi e infrastrutture del Comune di Bisceglie ha annullato in autotutela la determinazione dirigenziale numero 400 relativa al Piru (piani integrati di rigenerazione urbana) previsto nei pressi del cimitero. È il provvedimento che avevamo chiesto, segnalando l'illegittima mancata considerazione del parere della commissione locale per il paesaggio e la demolizione di immobili di inizi Ottocento». A renderlo noto le tre associazioni che si sono interessate da aprile 2025 alla vicenda: Bisceglie Vecchia Extramoenia, Forum Ambientalista e la delegazione Bat del Fai.
«Rivendichiamo il merito di questa battaglia civile. Abbiamo documentato punto per punto perché quel progetto tradiva il senso stesso della "rigenerazione": nuovo consumo di suolo in una città che ne è già carente e cancellazione di edilizia storica identitaria con valore storico-documentale. L'annullamento dimostra che le nostre osservazioni erano fondate nel merito e nel diritto. Prendiamo atto che, anche a seguito del ricorso al Tar presentato da alcuni proprietari, l'ente ha scelto la strada del ravvedimento operoso. È un segnale importante: quando le istituzioni ascoltano, la città vince».
«Non è una vittoria "contro", ma "per". Per Bisceglie, per i suoi angoli e scorci che la rendono unica, per un'idea di urbanistica che rimetta al centro identità, paesaggio, memoria storica e stop al consumo di suolo. Rigenerare non può significare cementificare i vuoti e abbattere la storia. Questo risultato ci spinge a essere ancora più attenti e presenti. Vigileremo su ogni prossimo atto e continueremo a offrire contributi tecnici e proposte. Perché la città si cambia con le regole, con la cultura e con il confronto, non con le ruspe».
«Rivendichiamo il merito di questa battaglia civile. Abbiamo documentato punto per punto perché quel progetto tradiva il senso stesso della "rigenerazione": nuovo consumo di suolo in una città che ne è già carente e cancellazione di edilizia storica identitaria con valore storico-documentale. L'annullamento dimostra che le nostre osservazioni erano fondate nel merito e nel diritto. Prendiamo atto che, anche a seguito del ricorso al Tar presentato da alcuni proprietari, l'ente ha scelto la strada del ravvedimento operoso. È un segnale importante: quando le istituzioni ascoltano, la città vince».
«Non è una vittoria "contro", ma "per". Per Bisceglie, per i suoi angoli e scorci che la rendono unica, per un'idea di urbanistica che rimetta al centro identità, paesaggio, memoria storica e stop al consumo di suolo. Rigenerare non può significare cementificare i vuoti e abbattere la storia. Questo risultato ci spinge a essere ancora più attenti e presenti. Vigileremo su ogni prossimo atto e continueremo a offrire contributi tecnici e proposte. Perché la città si cambia con le regole, con la cultura e con il confronto, non con le ruspe».