
«Sarà emozionante». Le parole di Andrea Pellegrino in vista della sfida con Jannik Sinner
Il tennista biscegliese ha commentato la bellissima affermazione su Tiafoe e l'attesissimo incrocio con il numero 1 sul centrale
Come celebrato dal canale ufficiale degli Internazionali d'Italia, Andrea è diventato il terzo giocatore con il ranking più basso a raggiungere gli ottavi dal 2000, dopo Stan Wawrinka (numero 361) e Lorenzo Musetti (249).
Il 29enne ha commentato in mixed zone la splendida affermazione (la quinta della settimana) sull'americano: «È stata una partita incredibile, molto dura fisicamente, le condizioni erano un po' difficili. Sono veramente contento di quello che sto facendo, del livello che sto esprimendo e di tutto quello che mi sta accadendo in questo torneo. Nel tie-break non ero preoccupato: ero talmente stanco che pensavo solo a giocare il punto».Don't wake this guy up ❤️✨
— Internazionali BNL d'Italia (@InteBNLdItalia) May 11, 2026
Qualifier Andrea Pellegrino is 3rd lowest-ranked man to reach R16 in Rome in this century after No. 361 Wawrinka (2022) and No. 249 Musetti (2020).
His next opponent? Jannik Sinner or Alexei Popyrin. 👀#IBI26 | @bnlbnpparibas_ pic.twitter.com/vw2yte06Ig
Pellegrino ricorda il precedente nella finale dell'Itf di Santa Margherita Di Pula 2019: «Ho preso una bella stesa (sorridendo, perché finì 6-1 6-1). Lui era giovanissimo e aveva appena vinto il primo Challenger, ma era già un giocatore fortissimo. Quello che sta facendo ora è una una cosa fuori dal normale. Spero di andare in campo e di divertirmi. Se ci penso, mi emoziono parecchio: giocare di fronte a tantissime persone sul Centrale sarà un'emozione incredibile e spero di godermela. Sfiderò Sinner con lo spirito con cui affronto tutte le altre gare, nel senso di andare in campo e dare il massimo. Ovviamente è un avversario diverso rispetto a tutti gli altri, perché è di una categoria superiore in questo momento. So che si tratta di un'impresa molto complicata, credo che sarà un'esperienza incredibile che ti rimane poi per tutta la vita».
Un pensiero anche rivolto ai suoi genitori e alle persone a lui più care: «La spinta è venuta sia dalla mia famiglia che mi vuole bene e poi da me stesso. Quando ero piccolo, ho sempre avuto un sogno e mi sono sempre promesso di arrivare dove sarei voluto arrivare. Questo mi ha dato la forza anche nei momenti di difficoltà, di provarci fino alla fine, perché alla fine voglio terminare la carriera senza rimpianti».
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