«Sono vivo per miracolo». Spuntano alcune testimonianze dopo la sparatoria in discoteca

I quattro colpi sarebbero stati esplosi in un’area particolarmente affollata e avrebbero potuto causare più vittime

domenica 19 aprile 2026 12.00
Spuntano alcune testimonianze dopo la sparatoria avvenuta nella discoteca biscegliese, in via Ponte Lama, nella notte tra sabato 18 e domenica 19 aprile intorno alle ore 4. In base a quanto emerso da alcune persone presenti all'interno nel locale, negli istanti in cui si è verificata la vicenda, i quattro colpi d'arma da fuoco sarebbero stati esplosi in un'area particolarmente affollata e avrebbero potuto causare più di una vittima: «Poteva colpire chiunque. Era pieno di gente, bastava poco perché ci fosse una strage. Se non colpivano lui, potevano prendere altre dieci o venti persone sulla stessa linea di tiro» ha riferito all'Agi.

Un testimone ha raccontato di essersi trovato a pochi metri dalla scena: «Sono vivo per miracolo. Chi ha sparato era appena salito dalle scale d'ingresso e ha fatto fuoco alle spalle di quell'uomo». Secondo le prime ricostruzioni, la sparatoria sarebbe stata innescata da una lite tra due gruppi piuttosto numerosi: l'aggressore (in compagnia di un'altra persona, a quanto pare) si sarebbe allontanato e avrebbe recuperato l'arma dall'auto, utilizzando l'uscita di emergenza per evitare i controlli con il metal detector attivo e minacciando chi si trovava all'ingresso. «Erano in due, entrambi armati: a uno si sarebbe inceppata l'arma, l'altro invece ha sparato con precisione» ha dichiarato un altro testimone.

L'ipotesi di un regolamento di conti prende piede: il 42enne Filippo Scavo, ucciso, era ritenuto un esponente del clan mafioso Strisciuglio di Bari e il suo nome risulta in numerosi atti giudiziari della Dda (fra cui in informative confluite nell'inchiesta sull'omicidio di Antonella Lopez, la 19enne uccisa per errore a Molfetta nel settembre 2024).