
Politica
Agricoltura, Tonia Spina: «Tracciabilità primo passo, ora servono interventi concreti»
L'intervento della consigliera regionale biscegliese e vicecapogruppo di Fratelli d'Italia
Puglia - venerdì 16 ottobre 2026
13.15 Comunicato Stampa
«Il rafforzamento della tracciabilità e l'introduzione della bolla elettronica rappresentano un primo passo importante per tutelare l'olio pugliese. La crisi dell'olivicoltura richiede però una risposta più ampia, capace di affrontare i costi di produzione, la remunerazione degli agricoltori e gli squilibri commerciali che penalizzano la filiera». Lo dichiara la consigliera regionale di Fratelli d'Italia Tonia Spina, componente della commissione agricoltura in Regione Puglia.
«Il percorso avviato in Conferenza Stato-Regioni, con l'impegno del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, riconosce la necessità di rafforzare gli strumenti a difesa della produzione nazionale. Occorre ora rendere operative le misure sulla documentazione elettronica e sulla tracciabilità, assicurando risorse e dotazioni adeguate ai controlli e al contrasto delle frodi. Un nodo centrale riguarda i rapporti con la grande distribuzione organizzata. Le richieste della filiera sulle vendite sottocosto, sulle offerte civetta e sulla scarsa valorizzazione dell'extravergine italiano meritano risposte concrete. Le politiche commerciali devono riconoscere il valore del prodotto e del lavoro agricolo: la compressione dei prezzi lungo la filiera rischia di scaricare sulle imprese produttrici costi che non sono più in grado di sostenere. Non è possible una compressione del prezzo di oltre il 50% rispetto agli scorsi anni».
«È necessario aprire anche un confronto in sede europea sulle condizioni di ingresso degli oli provenienti dai Paesi terzi, a partire dalla Tunisia -prosegue la consigliera biscegliese di FdI-. Le questioni poste dagli operatori sui contingenti, sul regime dei dazi e sulle differenze nelle regole produttive devono essere affrontate con l'obiettivo di garantire condizioni di concorrenza eque, trasparenza sull'origine e controlli efficaci. La tutela della produzione italiana deve trovare spazio nelle scelte commerciali dell'Unione europea. E poi bisogna sanzionare e punire severamente i furbi, quelli che tagliano l'olio e lo rivendono come extravergine pugliese».
«L'urgenza resta la sostenibilità economica delle aziende. L'aumento dei costi, compreso quello del gasolio, e l'insufficiente remunerazione del prodotto mettono in difficoltà produttori, cooperative e frantoi -conclude la vicecapogruppo di FdI in Regione Puglia-. Le segnalazioni di possibili rinunce alla raccolta e alla molitura richiedono attenzione immediata: sono a rischio la continuità delle attività, l'occupazione e la cura di un patrimonio essenziale per la Puglia. Per questo la concertazione tra istituzioni e associazioni deve proseguire con un'agenda precisa, individuando interventi per la campagna olivicola e soluzioni ai problemi strutturali. Ben venga quanto fatto dall'assessore Paolicelli che ha ascoltato le istanze di Orgoglio Olivicolo e delle rappresentanze della filiera. È fondamentale in questo momento costruire misure condivise, verificarne l'efficacia e dare risposte alle esigenze degli agricoltori».
«Il percorso avviato in Conferenza Stato-Regioni, con l'impegno del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, riconosce la necessità di rafforzare gli strumenti a difesa della produzione nazionale. Occorre ora rendere operative le misure sulla documentazione elettronica e sulla tracciabilità, assicurando risorse e dotazioni adeguate ai controlli e al contrasto delle frodi. Un nodo centrale riguarda i rapporti con la grande distribuzione organizzata. Le richieste della filiera sulle vendite sottocosto, sulle offerte civetta e sulla scarsa valorizzazione dell'extravergine italiano meritano risposte concrete. Le politiche commerciali devono riconoscere il valore del prodotto e del lavoro agricolo: la compressione dei prezzi lungo la filiera rischia di scaricare sulle imprese produttrici costi che non sono più in grado di sostenere. Non è possible una compressione del prezzo di oltre il 50% rispetto agli scorsi anni».
«È necessario aprire anche un confronto in sede europea sulle condizioni di ingresso degli oli provenienti dai Paesi terzi, a partire dalla Tunisia -prosegue la consigliera biscegliese di FdI-. Le questioni poste dagli operatori sui contingenti, sul regime dei dazi e sulle differenze nelle regole produttive devono essere affrontate con l'obiettivo di garantire condizioni di concorrenza eque, trasparenza sull'origine e controlli efficaci. La tutela della produzione italiana deve trovare spazio nelle scelte commerciali dell'Unione europea. E poi bisogna sanzionare e punire severamente i furbi, quelli che tagliano l'olio e lo rivendono come extravergine pugliese».
«L'urgenza resta la sostenibilità economica delle aziende. L'aumento dei costi, compreso quello del gasolio, e l'insufficiente remunerazione del prodotto mettono in difficoltà produttori, cooperative e frantoi -conclude la vicecapogruppo di FdI in Regione Puglia-. Le segnalazioni di possibili rinunce alla raccolta e alla molitura richiedono attenzione immediata: sono a rischio la continuità delle attività, l'occupazione e la cura di un patrimonio essenziale per la Puglia. Per questo la concertazione tra istituzioni e associazioni deve proseguire con un'agenda precisa, individuando interventi per la campagna olivicola e soluzioni ai problemi strutturali. Ben venga quanto fatto dall'assessore Paolicelli che ha ascoltato le istanze di Orgoglio Olivicolo e delle rappresentanze della filiera. È fondamentale in questo momento costruire misure condivise, verificarne l'efficacia e dare risposte alle esigenze degli agricoltori».

.jpg)
Ricevi aggiornamenti e contenuti da Bisceglie 






