
Cultura
BiComix, venerdì si inaugura la grande mostra dedicata a "La fine del mondo"
A Bisceglie, nelle stanze di Palazzo Tupputi, il vernissage della mostra con 130 tavole originali di Zerocalcare, Altan, Manuele Fior e tanti altri fumettisti
Bisceglie - martedì 18 agosto 2026
18.10 Comunicato Stampa
A Bisceglie la settima edizione del festival del fumetto BiComix sarà inaugurata con la prima grande mostra dedicata a "La fine del mondo", la rivista tuttofumetto ideata e curata da Maicol & Mirco e in edicola ogni mese con il manifesto. L'appuntamento è per venerdì 21 agosto, alle ore 11:30, alla presenza del curatore Maicol & Mirco.
Palazzo Tupputi, l'edificio più rappresentativo del centro storico biscegliese, ospiterà centotrenta tavole originali di Zerocalcare, Altan, Manuele Fior, Shintaro Kago, Zuzu, Eliana Albertini, Martina Sarritzu, Lise e Talami, Vitt Moretta, Kalina Muhova, Maicol & Mirco, Alice Socal, Juta, Dottor Pira e Bruno Bozzetto. La mostra rimarrà visitabile gratuitamente fino al 20 settembre. Si tratta di uno dei più grandi progetti espositivi che quest'anno in Italia vengono dedicati al fumetto, nato dalla stessa voglia che anima il progetto editoriale curato da Maicol & Mirco per il manifesto, ovvero quella di celebrare in un unico luogo i "maestri" riconosciuti del fumetto, accanto ad autori più underground e a giovani artisti che hanno cominciato in questi anni, per comunicare al pubblico che non esiste un solo tipo di fumetto ma tanti tipi di fumetto quanti sono gli autori e le autrici che lo fanno.
"La fine del mondo" è una rivista popolare, che contiene il meglio del fumetto italiano (e non solo). Di quelle che vedi leggere a qualcuno sulla metro o su bus, spuntare da una borsa, di quelle che vengono sequestrate a lezione durante l'ora di greco. Di riviste a fumetti ce ne sono state tante, in passato, in Italia, alcune gloriose, nate proprio in un periodo in cui questo mezzo espressivo veniva considerato minore, di nessun valore culturale. Oggi che il fumetto è ovunque, riconosciuto come la "nona arte", celebrato da cinema, televisione e stampa, ecco che mancava proprio una rivista di fumetto. O meglio, una rivista di solo fumetto.
«Se le mostre, per loro natura, tendono a guardare indietro, a raccogliere, ordinare, celebrare percorsi ormai compiuti, dedicare una mostra a "La fine del mondo" significa confrontarsi con qualcosa in piena evoluzione e in costante crescita. Rinunciando alla distanza rassicurante rispetto alle cose già accadute per confrontarci con qualcosa che sta accadendo in questo momento, sotto i nostri occhi, ogni mese in edicola. Una rivista che sta riabituando decine di migliaia di lettori rispetto a un tipo di fruizione con cui avevano perso familiarità e che invece offre loro la possibilità di scoprire con ogni numero nuovi nomi, ampliare la propria idea di "cos'è il fumetto" e soprattutto instaurare con quei fumetti un rapporto di amicizia diverso, tornando a frequentarli più assiduamente», scrivono gli organizzatori.
Non crea alcun disorientamento trovare sulle stesse pagine - e nelle stesse sale espositive - Juta e Shintaro Kago, Altan e Martina Sarritzu, Zerocalcare e Alice Socal. Perché "La fine del mondo" è uno spazio per autori e autrici, liberi di serializzare le proprie narrazioni fuori dai formati canonici - caroselli social o graphic novel che siano - ma è soprattutto uno spazio per le storie, che crescono e maturano insieme a chi le scrive e a chi le legge.
«Un'esposizione nata in modo naturale ma che a ben riflettere è probabilmente una delle mostre più importanti del 2026. Oltre 120 tavole originali (mai esposte prima) di 15 grandi autrici e autori, a ingresso gratuito. Per farvi un banale esempio, abbiamo in mostra ben 21 tavole di Shintaro Kago. Ma potete trovare il lavoro originale di Zerocalcare come quello di Zuzu o di Manuele Fior. Se siete amanti del fumetto o addirittura autori in erba non potete non passare a visitarla. Conoscere come vengono costruite le tavole dei vostri autori preferiti è una materia di studio rara e irrinunciabile. Sapete che Eliana Albertini le disegna tutte con la penna blu? Che le tavole di Fior sono enormi? Che Altan disegna su dei semplici A4? Che non c'è traccia alcuna di AI? Vi aspettiamo per inaugurare assieme questo miracolo. Troverete tutti i numeri de La fine del mondo e nei giorni del festival tanti autori e aurici della rivista potranno dedicarveli», aggiunge Maicol & Mirco, curatore della mostra e della rivista.
"La fine del mondo in mostra" è un progetto curato da Maicol & Mirco con Associazione URCA per il BiComix. Con il sostegno del Ministero della Cultura, Comune di Bisceglie, Fondazione Puglia e Camera di Commercio di Bari. Il disegno utilizzato per la locandina è di Zerocalcare, con colori di Alberto Madrigal.
Palazzo Tupputi, l'edificio più rappresentativo del centro storico biscegliese, ospiterà centotrenta tavole originali di Zerocalcare, Altan, Manuele Fior, Shintaro Kago, Zuzu, Eliana Albertini, Martina Sarritzu, Lise e Talami, Vitt Moretta, Kalina Muhova, Maicol & Mirco, Alice Socal, Juta, Dottor Pira e Bruno Bozzetto. La mostra rimarrà visitabile gratuitamente fino al 20 settembre. Si tratta di uno dei più grandi progetti espositivi che quest'anno in Italia vengono dedicati al fumetto, nato dalla stessa voglia che anima il progetto editoriale curato da Maicol & Mirco per il manifesto, ovvero quella di celebrare in un unico luogo i "maestri" riconosciuti del fumetto, accanto ad autori più underground e a giovani artisti che hanno cominciato in questi anni, per comunicare al pubblico che non esiste un solo tipo di fumetto ma tanti tipi di fumetto quanti sono gli autori e le autrici che lo fanno.
"La fine del mondo" è una rivista popolare, che contiene il meglio del fumetto italiano (e non solo). Di quelle che vedi leggere a qualcuno sulla metro o su bus, spuntare da una borsa, di quelle che vengono sequestrate a lezione durante l'ora di greco. Di riviste a fumetti ce ne sono state tante, in passato, in Italia, alcune gloriose, nate proprio in un periodo in cui questo mezzo espressivo veniva considerato minore, di nessun valore culturale. Oggi che il fumetto è ovunque, riconosciuto come la "nona arte", celebrato da cinema, televisione e stampa, ecco che mancava proprio una rivista di fumetto. O meglio, una rivista di solo fumetto.
«Se le mostre, per loro natura, tendono a guardare indietro, a raccogliere, ordinare, celebrare percorsi ormai compiuti, dedicare una mostra a "La fine del mondo" significa confrontarsi con qualcosa in piena evoluzione e in costante crescita. Rinunciando alla distanza rassicurante rispetto alle cose già accadute per confrontarci con qualcosa che sta accadendo in questo momento, sotto i nostri occhi, ogni mese in edicola. Una rivista che sta riabituando decine di migliaia di lettori rispetto a un tipo di fruizione con cui avevano perso familiarità e che invece offre loro la possibilità di scoprire con ogni numero nuovi nomi, ampliare la propria idea di "cos'è il fumetto" e soprattutto instaurare con quei fumetti un rapporto di amicizia diverso, tornando a frequentarli più assiduamente», scrivono gli organizzatori.
Non crea alcun disorientamento trovare sulle stesse pagine - e nelle stesse sale espositive - Juta e Shintaro Kago, Altan e Martina Sarritzu, Zerocalcare e Alice Socal. Perché "La fine del mondo" è uno spazio per autori e autrici, liberi di serializzare le proprie narrazioni fuori dai formati canonici - caroselli social o graphic novel che siano - ma è soprattutto uno spazio per le storie, che crescono e maturano insieme a chi le scrive e a chi le legge.
«Un'esposizione nata in modo naturale ma che a ben riflettere è probabilmente una delle mostre più importanti del 2026. Oltre 120 tavole originali (mai esposte prima) di 15 grandi autrici e autori, a ingresso gratuito. Per farvi un banale esempio, abbiamo in mostra ben 21 tavole di Shintaro Kago. Ma potete trovare il lavoro originale di Zerocalcare come quello di Zuzu o di Manuele Fior. Se siete amanti del fumetto o addirittura autori in erba non potete non passare a visitarla. Conoscere come vengono costruite le tavole dei vostri autori preferiti è una materia di studio rara e irrinunciabile. Sapete che Eliana Albertini le disegna tutte con la penna blu? Che le tavole di Fior sono enormi? Che Altan disegna su dei semplici A4? Che non c'è traccia alcuna di AI? Vi aspettiamo per inaugurare assieme questo miracolo. Troverete tutti i numeri de La fine del mondo e nei giorni del festival tanti autori e aurici della rivista potranno dedicarveli», aggiunge Maicol & Mirco, curatore della mostra e della rivista.
"La fine del mondo in mostra" è un progetto curato da Maicol & Mirco con Associazione URCA per il BiComix. Con il sostegno del Ministero della Cultura, Comune di Bisceglie, Fondazione Puglia e Camera di Commercio di Bari. Il disegno utilizzato per la locandina è di Zerocalcare, con colori di Alberto Madrigal.



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