Asilo nido Padre kolbe
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Spettacoli

Bisceglie rinuncia all'asilo nido nel quartiere Seminario, l'intervento di Spazio Civico Bisceglie

«Una scelta che inevitabilmente inciderà in modo crescente»

Si riporta la nota integrale del gruppo di cittadinanza attiva Spazio Civico Bisceglie relativo alla rinuncia dal Comune a realizzare un asilo nido del quartiere Seminario: «Nello scorso consiglio comunale (27/01/2026) è emerso che il Comune di Bisceglie non realizzerà più l'asilo nido comunale di 60 posti previsto nel quartiere Seminario, a causa della rinuncia al finanziamento PNRR da 1,5 milioni di euro che pare non copra l'intero costo di realizzazione stimato in 2,5 milioni di euro».

«Per inquadrare la necessità di "nidi" della nostra città possiamo dire che Bisceglie ha circa 500 nascite annuali, creando una "popolazione nido" potenziale di 1400 bambini nella fascia di età 3-36 mesi. L'asilo nido comunale oggi è uno solo, nella zona ovest della città (Via Di Vittorio), con circa 60 posti suddivisi tra lattanti, semidivezzi e divezzi. Tutti gli altri bimbi, circa 1300, devono rivolgersi a soluzioni alternative e private».

«Con i fondi PNRR sembrava si potesse colmare questa carenza realizzando altri 3 nidi: 1 ancora ad ovest in Via Padre Kolbe di 60 posti, 1 al centro nel quartiere Salnitro di 45 posti ed 1 a Levante nel quartiere Seminario di 60 posti; ma proprio quest'ultimo è venuto meno», prosegue.

«Ora, alla luce di questa situazione, la domanda che poniamo ai politici al governo della nostra città è:
vista la rinuncia al nido nel quartiere Seminario,
visto il divario tra nati e posti nido pubblici offerti,
Vista la collocazione territoriale del nido pubblico esistente e dei 2 in corso di realizzazione che escludono la zona di Levante,
l'attuale Amministrazione ha pensato a delle soluzioni alternative per non penalizzare le famiglie che vivono nella zona est della città?
Una zona fatta da genitori che, oggi, hanno come unica possibilità quella di rivolgersi a strutture private oppure attraversare ogni mattina l'intera città con tutti gli svantaggi economici, di traffico e di stress che ne conseguono».

«Una scelta, quella di non realizzare nidi comunali a Levante, che inevitabilmente inciderà in modo crescente: sulle scelte di insediamento delle giovani coppie, sulla popolosità del quartiere, sulla sua vitalità e, a catena, sul suo sviluppo (oltre ad essere in palese contrasto con la scelta, sempre politica, fatta anni orsono di aver indirizzato le giovani coppie nel quartiere 167 a est della città). Se il problema era solo finanziario, non si poteva ridurre la dimensione del nido, e quindi il suo costo, piuttosto che rinunciarvi totalmente? Oppure, non si potevano trovare risorse alternative nel bilancio comunale, così come è stato fatto prontamente per altri interventi come la piscina comunale? Chiedere è lecito, rispondere è cortesia... ma per le famiglie che abitano a Levante è, soprattutto, una necessità», concludono.
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