
Attualità
Presidio spiagge libere, Spazio Civico: «Disparità di trattamento tra Ponente e Levante»
«Chiediamo all'amministrazione di non fare discriminazioni tra spiagge, cittadini e turisti, garantendo pari servizi e diritti
Bisceglie - lunedì 13 luglio 2026
14.00
«Ci duole evidenziare per l'ennesima volta, come abbiamo sollevato già lo scorso anno, la disparità di trattamento tra le spiagge biscegliesi di Ponente rispetto a quelle di Levante». È la segnalazione di Spazio Civico in merito al servizio di presidio e salvamento in mare sulla costa biscegliese. «II capitolato pubblicato dal Comune distingue le spiagge in cui il fornitore deve offrire il servizio in "obbligatorie" e "opzionali". Tutte le spiagge obbligatorie sono a Ponente: Conca dei Monaci, Salsello - I faraglioni, Salsello-IV Scala, lido delle Vergini e Trullo Verde. Tutte le spiagge di Levante sono opzionali, come il Macello e quella del Pretore» ha rivelato il movimento di cittadinanza attiva, come già aveva documentato BisceglieViva in un approfondimento sul tema.
«Ancora una volta, con questa sarebbe la terza consecutiva, questa amministrazione fa "figli e figliastri" tra le spiagge sulle quali garantire il servizio di salvamento. Eppure il servizio è pagato da tutti i cittadini, levantini e ponentini. Chiediamo all'amministrazione di non fare discriminazioni tra spiagge, cittadini e turisti, garantendo pari servizi e diritti a prescindere dalla loro collocazione geografica» sono le proposte elencate dal portavoce del gruppo Leonardo Di Molfetta.
«Un'altra riflessione vogliamo farla sull'orario del servizio, che da capitolato sarebbe solo dalle 10 alle 13:30 e dalle 15 alle 17:30, salvo "estensioni" che garantirebbero l'intera fascia oraria giornaliera dalle 8 alle 18. Non vogliamo entrare nel merito tecnico, ma se già il servizio parte il 15 luglio (in ritardo rispetto all'estate) e finisce il 31 agosto (in anticipo rispetto alla fine dell'estate), non è meglio assicurarlo per tutta la fascia oraria giornaliera (8-18) almeno ad agosto? Se dobbiamo assicurare il servizio, almeno lo si faccia per bene» ha puntualizzato Spazio Civico.
«Se poi l'attuale amministrazione considera questo servizio non effettivamente utile, ma solo propedeutico all'ottenimento della bandiera blu ("il servizio è una condizione per il mantenimento del titolo" come riportato nella determina 879 e anche nel capitolato), il discorso cambia, ma in tal caso chiediamo: è possibile che a decidere quali servizi offrire, dove e quando, debba esser un vessillo dato da un ente terzo, e non invece le reali esigenze dei cittadini, sui quali i costi di quei servizi ricadono?» ha concluso il movimento.
«Ancora una volta, con questa sarebbe la terza consecutiva, questa amministrazione fa "figli e figliastri" tra le spiagge sulle quali garantire il servizio di salvamento. Eppure il servizio è pagato da tutti i cittadini, levantini e ponentini. Chiediamo all'amministrazione di non fare discriminazioni tra spiagge, cittadini e turisti, garantendo pari servizi e diritti a prescindere dalla loro collocazione geografica» sono le proposte elencate dal portavoce del gruppo Leonardo Di Molfetta.
«Un'altra riflessione vogliamo farla sull'orario del servizio, che da capitolato sarebbe solo dalle 10 alle 13:30 e dalle 15 alle 17:30, salvo "estensioni" che garantirebbero l'intera fascia oraria giornaliera dalle 8 alle 18. Non vogliamo entrare nel merito tecnico, ma se già il servizio parte il 15 luglio (in ritardo rispetto all'estate) e finisce il 31 agosto (in anticipo rispetto alla fine dell'estate), non è meglio assicurarlo per tutta la fascia oraria giornaliera (8-18) almeno ad agosto? Se dobbiamo assicurare il servizio, almeno lo si faccia per bene» ha puntualizzato Spazio Civico.
«Se poi l'attuale amministrazione considera questo servizio non effettivamente utile, ma solo propedeutico all'ottenimento della bandiera blu ("il servizio è una condizione per il mantenimento del titolo" come riportato nella determina 879 e anche nel capitolato), il discorso cambia, ma in tal caso chiediamo: è possibile che a decidere quali servizi offrire, dove e quando, debba esser un vessillo dato da un ente terzo, e non invece le reali esigenze dei cittadini, sui quali i costi di quei servizi ricadono?» ha concluso il movimento.


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