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Il Ponte dell'Almà
Capitolo diciassettesimo
"Il Ponte dell'Almà", il nuovo romanzo a puntate del dott. Antonio Marzano
martedì 13 gennaio 2026
9.18
Hai ragione Ottavio. Non so se sia il metodo più corretto di cercare una informazione, un appiglio. Forse non è il modo più corretto, ma a me, caro amico, non mi viene in mente altro.
«e tu Lino che hai seguito per parecchi anni i nostri figli?»
Eccola finalmente la domanda che mi avrebbe destabilizzato.
«hai capito cosa intendo?»
«mi fa male ciò che dici e mi sento in parte responsabile. Franca in studio non era mai cambiata, sempre sorridente, attenta, corretta. Mai una parola fuori posto. Anche nell'ultimo bilancio di salute fatto al piccolo in studio e che risale a non più di dieci giorni prima…»
«no niente Ottavio, niente. E non perché non sia stato attento, ma niente, niente di niente.»
«e allora mi sa che la dobbiamo chiudere qui. Non vale la pena rinvangare la vita di mia moglie, anche perché non avrei poi la forza di iniziare una procedura giudiziaria.»
«Una doppia vita»
«come dici?»
«una doppia vita!»
«Lino vuoi dire che Franca può aver avuto una doppia vita?»
«a che ora prendi servizio sul Comune?»
«alle 8.30»
«a che ora smonti?»
«alle 14»
«e molto spesso ho il rientro pomeridiano dalle 16 alle 18»
«sono tante le ore»
«Franca aveva una occupazione?»
«no!»
«l'aveva mai cercata?»
«non in maniera ossessiva!»
«e allora Ottavio, Franca può aver avuto una doppia vita?»
«ne vogliamo parlare o ti senti offeso per questo mio pensiero?»
«dimmi tu Lino, dimmi tu»
«sì, ma tu devi darmi qualche elemento nuovo»
«avevate stretto nuove amicizie?»
«sì, avevamo nuove amicizie, genitori i cui figli andavano in classe con i nostri figli»
«genitori con i quali si facevano le feste di compleanno dei figli… sì questo è vero»
«e mi fai qualche nome?»
«certo, certo, li scrivo su di un foglio del blok notes»
e così mi accorgo che Ottavio scrive non meno di 5 nominativi…
e mentre inizia a fare nome e cognome, la porta di casa si apre, i bambini corrono dal padre e la cognata mi saluta con un buongiorno ed un sorriso forzato!
«e tu Lino che hai seguito per parecchi anni i nostri figli?»
Eccola finalmente la domanda che mi avrebbe destabilizzato.
«hai capito cosa intendo?»
«mi fa male ciò che dici e mi sento in parte responsabile. Franca in studio non era mai cambiata, sempre sorridente, attenta, corretta. Mai una parola fuori posto. Anche nell'ultimo bilancio di salute fatto al piccolo in studio e che risale a non più di dieci giorni prima…»
«no niente Ottavio, niente. E non perché non sia stato attento, ma niente, niente di niente.»
«e allora mi sa che la dobbiamo chiudere qui. Non vale la pena rinvangare la vita di mia moglie, anche perché non avrei poi la forza di iniziare una procedura giudiziaria.»
«Una doppia vita»
«come dici?»
«una doppia vita!»
«Lino vuoi dire che Franca può aver avuto una doppia vita?»
«a che ora prendi servizio sul Comune?»
«alle 8.30»
«a che ora smonti?»
«alle 14»
«e molto spesso ho il rientro pomeridiano dalle 16 alle 18»
«sono tante le ore»
«Franca aveva una occupazione?»
«no!»
«l'aveva mai cercata?»
«non in maniera ossessiva!»
«e allora Ottavio, Franca può aver avuto una doppia vita?»
«ne vogliamo parlare o ti senti offeso per questo mio pensiero?»
«dimmi tu Lino, dimmi tu»
«sì, ma tu devi darmi qualche elemento nuovo»
«avevate stretto nuove amicizie?»
«sì, avevamo nuove amicizie, genitori i cui figli andavano in classe con i nostri figli»
«genitori con i quali si facevano le feste di compleanno dei figli… sì questo è vero»
«e mi fai qualche nome?»
«certo, certo, li scrivo su di un foglio del blok notes»
e così mi accorgo che Ottavio scrive non meno di 5 nominativi…
e mentre inizia a fare nome e cognome, la porta di casa si apre, i bambini corrono dal padre e la cognata mi saluta con un buongiorno ed un sorriso forzato!

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