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Il Ponte dell'Almà
Capitolo undicesimo
"Il Ponte dell'Almà", il nuovo romanzo a puntate del dott. Antonio Marzano
domenica 30 novembre 2025
La notte si snoda tra un pensiero
confuso ed una tensione innaturale.
Chissà, probabilmente anche la fame della notte ,con la sua assoluta mancanza nella sera precedente,ha innescato pensieri irrefrenabili ed un alone di angoscia.
La mattina ,all' alba ,mi ritrovo ancora più incerto,eppure non posso e non devo condividere questa storia con nessuno.
« E tu cosa fai? »
Ma ora non posso lasciarmi andare a vacue fantasie. Ora è il momento di prendere decisioni. Potrebbero far male,come potrebbero far bene.
Ma Ottavio è stato sincero?
Sarà vero il suo dubbio o ancora confuso,si è inventato tutto?
Non credo proprio che abbia potuto stipulare una assicurazione sulla vita della moglie. Non credo proprio. E poi a che scopo? Se lui ne è il beneficiario,lui ed i suoi figli,certo non avrebbe nessun interesse a far venire fuori una realtà diversa da quello che è stato messo agli atti subito: suicidio. In caso di omicidio l' assicurazione non paga il premio assicurativo? È troppo complicato ed è troppo inverosimile per la mia città. Comunque proverò a contattare il mio amico Avvocato Mariano. Ho bisogno quanto meno di escludere questa possibilità.
Ciao Satir..mi squilla il telefono. « che si dice? »
« »
« a casa..tra poco esco; vengo a prederti? »
« »
Durante il breve tragitto penso che ne parlerò con lui..
Pasquale devo dirtelo..mi vedo con una donna sposata! Arrivano cosi questi pensieri,questi ricordi. Riaffiorano da una palude in cui ormai pensavo di averli fatti definitivamente affogare,ma non è cosi!
Il mio caro amico della seconda giovinezza mi aveva invitato ad una festa in cui avevo conosciuto alcune donne che allora erano più grandi di me. Il mio amico mi aveva consigliato di non essere molto esigente,di mettere da parte per qualche tempo l'amore platonico. Era arrivato il momento in cui ci veniva data la possibilità,dopo tanta attesa di mettere il naso in un mondo a noi del tutto sconosciuto. « ti farà bene,vedrai..sono coppie che hanno raggiunto un altro equilibro, esiste tra di loro un tacito consenso..entrambi fanno finta di non sapere,ma la realtà è un'altra. Entrambi sanno ed ad entrambi fa bene cosi. »
L' incontro avvenne in una villa fuori città e fu li che mi ritrovai catapultato in una realtà indefinibile.
Marcello mi osservava,mentre lui sembrava che parlasse con una sua amica. Poi mentre una invitata si avvicinò ed iniziò a farmi qualche domanda,mi accorsi che Marcello con un gran sorriso sulle labbra si allontanava con la sua amica sottobraccio e che tra l'altro riconobbi.
Marcello ed io l'avevamo incontrata in un'altra occasione ed in un'altra villa in piena estate. Ci aveva raggiunto in bicicletta,dicendo che non sapeva che fossimo lì e che era per puro caso che ci avesse visti.
« va bene signora,come sta? »
Lei mi guardò quasi infastidita e rispose con una domanda: « perché mi chiami signora? »
Ed io non seppi rispondere.
Dopo aver scambiato qualche parola con Marcello, si allontanò senza neanche un saluto.
Trascorsero poche ore e la sera Marcello mi diceva, sazio come un ex affamato,che Giulia ci era rimasta male: voleva stare con entrambi! Io con la mia dabbenaggine non intesi subito,fino a quando Marcello disse: « nel pomeriggio ci siamo visti,mi ha detto cosi come ti ho riferito. E poi « Marcello ora devi fare come dico io..visto che sono una signora!, » »
« »
« No,risposi,non lo so e non lo voglio sapere »
Ma dopo quella risposta piccata,ero all' oscuro di ciò che il destino mi aveva riservato.
Mentre vedo Satir,con due mani sprofondo questo ricordo nella palude. Lo spingo così forte che inizio a sudare.
« Ciao Satir »
« ciao dottore,come va? »
« »
Gli racconto tutto per fila e per segno,mentre lui mi ascolta attentamente ; siamo seduti davanti ad un bel cornetto ed una buona tazza di espressino .Non tralascio nulla,anche del ricordo che inaspettatamente, è riaffiorato alla mia mente, e di cui non gli avevo mai accennato.
« I brutti ricordi, » mi dice « riaffiorano quando si iniziano a vivere brutte storie »
« in che senso Satir? »
« Mi hai raccontato una storia, sì datata,ma che racconta molto bene delle miserie umane. »
« Se decidi di non fermarti e di andare avanti, dovrai fare i conti,non solo con ciò che scoprirai,ma anche con tutte le altre brutte storie che non solo hai vissuto tu,ma anche di tutte quelle di cui sei venuto a conoscenza . Te la senti? »
Non rispondo non so proprio cosa dire,fino a quando : « Satir ,ma tu ne sai qualcosa di questa storia? »
« si dottore,ne so qualcosa »
confuso ed una tensione innaturale.
Chissà, probabilmente anche la fame della notte ,con la sua assoluta mancanza nella sera precedente,ha innescato pensieri irrefrenabili ed un alone di angoscia.
La mattina ,all' alba ,mi ritrovo ancora più incerto,eppure non posso e non devo condividere questa storia con nessuno.
« E tu cosa fai? »
Ma ora non posso lasciarmi andare a vacue fantasie. Ora è il momento di prendere decisioni. Potrebbero far male,come potrebbero far bene.
Ma Ottavio è stato sincero?
Sarà vero il suo dubbio o ancora confuso,si è inventato tutto?
Non credo proprio che abbia potuto stipulare una assicurazione sulla vita della moglie. Non credo proprio. E poi a che scopo? Se lui ne è il beneficiario,lui ed i suoi figli,certo non avrebbe nessun interesse a far venire fuori una realtà diversa da quello che è stato messo agli atti subito: suicidio. In caso di omicidio l' assicurazione non paga il premio assicurativo? È troppo complicato ed è troppo inverosimile per la mia città. Comunque proverò a contattare il mio amico Avvocato Mariano. Ho bisogno quanto meno di escludere questa possibilità.
Ciao Satir..mi squilla il telefono. « che si dice? »
« »
« a casa..tra poco esco; vengo a prederti? »
« »
Durante il breve tragitto penso che ne parlerò con lui..
Pasquale devo dirtelo..mi vedo con una donna sposata! Arrivano cosi questi pensieri,questi ricordi. Riaffiorano da una palude in cui ormai pensavo di averli fatti definitivamente affogare,ma non è cosi!
Il mio caro amico della seconda giovinezza mi aveva invitato ad una festa in cui avevo conosciuto alcune donne che allora erano più grandi di me. Il mio amico mi aveva consigliato di non essere molto esigente,di mettere da parte per qualche tempo l'amore platonico. Era arrivato il momento in cui ci veniva data la possibilità,dopo tanta attesa di mettere il naso in un mondo a noi del tutto sconosciuto. « ti farà bene,vedrai..sono coppie che hanno raggiunto un altro equilibro, esiste tra di loro un tacito consenso..entrambi fanno finta di non sapere,ma la realtà è un'altra. Entrambi sanno ed ad entrambi fa bene cosi. »
L' incontro avvenne in una villa fuori città e fu li che mi ritrovai catapultato in una realtà indefinibile.
Marcello mi osservava,mentre lui sembrava che parlasse con una sua amica. Poi mentre una invitata si avvicinò ed iniziò a farmi qualche domanda,mi accorsi che Marcello con un gran sorriso sulle labbra si allontanava con la sua amica sottobraccio e che tra l'altro riconobbi.
Marcello ed io l'avevamo incontrata in un'altra occasione ed in un'altra villa in piena estate. Ci aveva raggiunto in bicicletta,dicendo che non sapeva che fossimo lì e che era per puro caso che ci avesse visti.
« va bene signora,come sta? »
Lei mi guardò quasi infastidita e rispose con una domanda: « perché mi chiami signora? »
Ed io non seppi rispondere.
Dopo aver scambiato qualche parola con Marcello, si allontanò senza neanche un saluto.
Trascorsero poche ore e la sera Marcello mi diceva, sazio come un ex affamato,che Giulia ci era rimasta male: voleva stare con entrambi! Io con la mia dabbenaggine non intesi subito,fino a quando Marcello disse: « nel pomeriggio ci siamo visti,mi ha detto cosi come ti ho riferito. E poi « Marcello ora devi fare come dico io..visto che sono una signora!, » »
« »
« No,risposi,non lo so e non lo voglio sapere »
Ma dopo quella risposta piccata,ero all' oscuro di ciò che il destino mi aveva riservato.
Mentre vedo Satir,con due mani sprofondo questo ricordo nella palude. Lo spingo così forte che inizio a sudare.
« Ciao Satir »
« ciao dottore,come va? »
« »
Gli racconto tutto per fila e per segno,mentre lui mi ascolta attentamente ; siamo seduti davanti ad un bel cornetto ed una buona tazza di espressino .Non tralascio nulla,anche del ricordo che inaspettatamente, è riaffiorato alla mia mente, e di cui non gli avevo mai accennato.
« I brutti ricordi, » mi dice « riaffiorano quando si iniziano a vivere brutte storie »
« in che senso Satir? »
« Mi hai raccontato una storia, sì datata,ma che racconta molto bene delle miserie umane. »
« Se decidi di non fermarti e di andare avanti, dovrai fare i conti,non solo con ciò che scoprirai,ma anche con tutte le altre brutte storie che non solo hai vissuto tu,ma anche di tutte quelle di cui sei venuto a conoscenza . Te la senti? »
Non rispondo non so proprio cosa dire,fino a quando : « Satir ,ma tu ne sai qualcosa di questa storia? »
« si dottore,ne so qualcosa »

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