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Il Ponte dell'Almà
Capitolo ventesimo
"Il Ponte dell'Almà", il nuovo romanzo a puntate del dott. Antonio Marzano
domenica 1 febbraio 2026
«Ho bisogno di prendere una boccata d'aria»
L'espressione innocente e tenera di Sergio mi ha colpito.
Non ho più parole perché possa continuare a fare domande ai bambini né tanto meno una conversazione vera e propria.
Scendo le scale velocemente, salgo sulla moto e mi dirigo verso casa.
Non so se ciò che ha detto Sergio siano le parole di una madre veramente depressa o di una mamma che, entrata in un mondo diverso dal suo o piuttosto invogliata o costretta ad entrare in un mondo pericoloso, abbia poi, o da sola o spinta da qualcuno, deciso di farla finita.
Ma di tutto questo ora io ho bisogno di parlarne con qualcuno, e qualcuno del mestiere. Ma poi mi viene in mente il termine plagio!
Può essere stata plagiata la povera signora Franca, può aver subito comportamenti prima melliflui e poi minatori da parte di persone rimaste nell'ombra?
Sono combattuto se andare dai carabinieri e raccontare questi fatti, se parlarne con il mio amico Questore in pensione o accettare l'idea che la storia di Franca si apra e si chiuda con una sola parola: depressione.
Ed ogni volta che capita una tragedia così assurda, così terribile, così inaspettata, abbiamo bisogno di trovare un motivo, un perché, ma non sempre esiste un perché e magari è ancora più complesso chiarire le cause di un suicidio.
«Caro dottore, mi sono informato del caso di cui mi ha parlato ed effettivamente i Carabinieri allora non hanno ritenuto opportuno fare nessuna indagine. È stato un comportamento inusuale, ma mi diceva il Tenente che il Ponte dell'Almà è ormai da molti anni tristemente famoso perché scelto da chi vuole farla finita. Lei forse sa che la signora Franca è stata l'ultima vittima ad aver scelto il ponte. Tra l'altro non più di un mese fa un ragazzo è stato salvato dal pronto intervento di una pattuglia di carabinieri, prima che si lanciasse giù»
«Sì, l'ho letto»
«Inoltre il marito che ora, a distanza di un paio d'anni, si è rivolto a lei, in quel tragico frangente non manifestò nessun dubbio, per cui la storia si chiuse così come spesso succede, con una necessità di procedere»
«Mi chiedo cosa sia cambiato o, meglio, cosa abbia fatto cambiare idea al marito, così come è strano che si sia rivolto a lei che è stato un suo compagno di scuola ed il pediatra dei suoi figli»
«Francamente questo non lo so. Forse perché al pediatra dei figli non deve nulla, e perché forse mi sarei sentito anche se in minima parte responsabile di non aver notato in studio un comportamento strano della moglie»
«E lei ha notato qualcosa di diverso?»
«No, assolutamente no, e più ci penso e più non mi do pace della mia poca attenzione»
«Io non la vedo così, tuttavia posso capire il suo senso di colpa»
«E allora secondo lei cosa devo fare?»
«Questa è una decisione che spetta a lei… se vuole continuare ad indagare, può farlo liberamente e se, indagando, dovesse venire a conoscenza di qualcosa che non la convince, non esiti a chiamarmi: questo è il mio numero»
«Ora che ne dice di andare giù in spiaggia e fare un bel bagno? Il sole picchia»
Il giudice mi aspettava presso lo stabilimento balneare, ma nonostante il suo lungo discorso non mi aveva dato nessun indizio, non aveva aggiunto niente alla storia. Anzi, pensandoci bene, credo che non avesse chiesto niente a nessuno e che non ne sapesse proprio niente.
L'espressione innocente e tenera di Sergio mi ha colpito.
Non ho più parole perché possa continuare a fare domande ai bambini né tanto meno una conversazione vera e propria.
Scendo le scale velocemente, salgo sulla moto e mi dirigo verso casa.
Non so se ciò che ha detto Sergio siano le parole di una madre veramente depressa o di una mamma che, entrata in un mondo diverso dal suo o piuttosto invogliata o costretta ad entrare in un mondo pericoloso, abbia poi, o da sola o spinta da qualcuno, deciso di farla finita.
Ma di tutto questo ora io ho bisogno di parlarne con qualcuno, e qualcuno del mestiere. Ma poi mi viene in mente il termine plagio!
Può essere stata plagiata la povera signora Franca, può aver subito comportamenti prima melliflui e poi minatori da parte di persone rimaste nell'ombra?
Sono combattuto se andare dai carabinieri e raccontare questi fatti, se parlarne con il mio amico Questore in pensione o accettare l'idea che la storia di Franca si apra e si chiuda con una sola parola: depressione.
Ed ogni volta che capita una tragedia così assurda, così terribile, così inaspettata, abbiamo bisogno di trovare un motivo, un perché, ma non sempre esiste un perché e magari è ancora più complesso chiarire le cause di un suicidio.
«Caro dottore, mi sono informato del caso di cui mi ha parlato ed effettivamente i Carabinieri allora non hanno ritenuto opportuno fare nessuna indagine. È stato un comportamento inusuale, ma mi diceva il Tenente che il Ponte dell'Almà è ormai da molti anni tristemente famoso perché scelto da chi vuole farla finita. Lei forse sa che la signora Franca è stata l'ultima vittima ad aver scelto il ponte. Tra l'altro non più di un mese fa un ragazzo è stato salvato dal pronto intervento di una pattuglia di carabinieri, prima che si lanciasse giù»
«Sì, l'ho letto»
«Inoltre il marito che ora, a distanza di un paio d'anni, si è rivolto a lei, in quel tragico frangente non manifestò nessun dubbio, per cui la storia si chiuse così come spesso succede, con una necessità di procedere»
«Mi chiedo cosa sia cambiato o, meglio, cosa abbia fatto cambiare idea al marito, così come è strano che si sia rivolto a lei che è stato un suo compagno di scuola ed il pediatra dei suoi figli»
«Francamente questo non lo so. Forse perché al pediatra dei figli non deve nulla, e perché forse mi sarei sentito anche se in minima parte responsabile di non aver notato in studio un comportamento strano della moglie»
«E lei ha notato qualcosa di diverso?»
«No, assolutamente no, e più ci penso e più non mi do pace della mia poca attenzione»
«Io non la vedo così, tuttavia posso capire il suo senso di colpa»
«E allora secondo lei cosa devo fare?»
«Questa è una decisione che spetta a lei… se vuole continuare ad indagare, può farlo liberamente e se, indagando, dovesse venire a conoscenza di qualcosa che non la convince, non esiti a chiamarmi: questo è il mio numero»
«Ora che ne dice di andare giù in spiaggia e fare un bel bagno? Il sole picchia»
Il giudice mi aspettava presso lo stabilimento balneare, ma nonostante il suo lungo discorso non mi aveva dato nessun indizio, non aveva aggiunto niente alla storia. Anzi, pensandoci bene, credo che non avesse chiesto niente a nessuno e che non ne sapesse proprio niente.

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