.jpg)
Il Ponte dell'Almà
Capitolo ventiquattresimo
"Il Ponte dell'Almà", il nuovo romanzo a puntate del dott. Antonio Marzano
domenica 1 marzo 2026
Attraverso la grande finestra vedo la neve che continua copiosa a cadere; io ho gli occhi sbarrati e mi viene in mente l'aggettivo che nell'imbuto buio del corridoio del piano terra della pediatria mi ha detto Ottavio: Franca era una donna ingenua...
tanto ingenua da essere stata circuita da qualcuno e poi istigata a suicidarsi?
Posso io andare a parlare di questo sospetto del tutto campato in aria al Tenente dei Carabinieri?
Non credo proprio: mi prenderebbero per uno fuori di testa.
Senza prove, senza telefono della vittima, senza testimoni, senza niente: impossibile!
Gli occhi mi si chiudono, ho le palpebre pesanti, ma il mio cervello mi dice di stare in allerta... da un momento all'altro può squillare il telefono.
«Lino, Lino, ma non ti rendi conto... lo fanno solo per soldi». È il volto di mia madre che affiora dall'inconscio... «lo fanno solo per soldi...», urla, «ma tu non sei così, tu non devi essere così, tu sei un bravo medico, non immischiarti in queste storie».
«Dottore in sala parto, è a termine a 39 settimane, ma la gestante è esausta: la ginecologa deve utilizzare il kiwi».
Arrivo... ma cosa sarà questo kiwi..?!
Arrivo in sala parto e mi rivolgo alla mia infermiera della pediatria. «Michela ma cos'è il kiwi?»
«È il sostituto della vecchia ventosa, ma più piccolo, meno invasivo...»
La ginecologa ascolta ed apprezza la mia sincerità. «Vieni, avvicinati collega... tu sei il gettonista?»
«Sì».
«Tranquillo, ti faccio vedere, eccolo» e mi spiega come si applica sulla testa del bambino... poi con mani esperte e sapienti, mentre sembra operare su questo apparecchio, lo applica sulla testa e tempo un minuto Fabio viene al mondo.
«Brava, sei bravissima».
«Collega, ho fatto solo ciò che andava fatto... ora tocca a te!»
L'ostetrica prima pone il neonato che ha subito emesso il primo vagito, poi un urlo, sul petto della neo-mamma, per il skin to skin... avvolto in un telo bianco. Poi tempo 4 minuti lo riprende e lo pone sull'isola neonatale.
Lei per quanto possibile rimuove il sangue materno dal volto del bambino e la vernice caseosa.
Il neonato è sano, ha un Apgar ad un minuto di nove e a cinque minuti di dieci.
La cartella è compilata, il neonato torna dalla mamma ed io e l'infermiera torniamo in pediatria.
Tutto bene.
«Ora cerca di dormire... la notte è lunga... e sei solo all'inizio» mi dice mio padre.
Sprofondo nelle braccia di Morfeo...
«Lino, Lino» mi urla Ottavio... «Ottavio non urlare... tua cognata è lì con te?»
«Quando torno avrò bisogno di parlare con lei... da solo...»
«Certo Lino, certo».
tanto ingenua da essere stata circuita da qualcuno e poi istigata a suicidarsi?
Posso io andare a parlare di questo sospetto del tutto campato in aria al Tenente dei Carabinieri?
Non credo proprio: mi prenderebbero per uno fuori di testa.
Senza prove, senza telefono della vittima, senza testimoni, senza niente: impossibile!
Gli occhi mi si chiudono, ho le palpebre pesanti, ma il mio cervello mi dice di stare in allerta... da un momento all'altro può squillare il telefono.
«Lino, Lino, ma non ti rendi conto... lo fanno solo per soldi». È il volto di mia madre che affiora dall'inconscio... «lo fanno solo per soldi...», urla, «ma tu non sei così, tu non devi essere così, tu sei un bravo medico, non immischiarti in queste storie».
«Dottore in sala parto, è a termine a 39 settimane, ma la gestante è esausta: la ginecologa deve utilizzare il kiwi».
Arrivo... ma cosa sarà questo kiwi..?!
Arrivo in sala parto e mi rivolgo alla mia infermiera della pediatria. «Michela ma cos'è il kiwi?»
«È il sostituto della vecchia ventosa, ma più piccolo, meno invasivo...»
La ginecologa ascolta ed apprezza la mia sincerità. «Vieni, avvicinati collega... tu sei il gettonista?»
«Sì».
«Tranquillo, ti faccio vedere, eccolo» e mi spiega come si applica sulla testa del bambino... poi con mani esperte e sapienti, mentre sembra operare su questo apparecchio, lo applica sulla testa e tempo un minuto Fabio viene al mondo.
«Brava, sei bravissima».
«Collega, ho fatto solo ciò che andava fatto... ora tocca a te!»
L'ostetrica prima pone il neonato che ha subito emesso il primo vagito, poi un urlo, sul petto della neo-mamma, per il skin to skin... avvolto in un telo bianco. Poi tempo 4 minuti lo riprende e lo pone sull'isola neonatale.
Lei per quanto possibile rimuove il sangue materno dal volto del bambino e la vernice caseosa.
Il neonato è sano, ha un Apgar ad un minuto di nove e a cinque minuti di dieci.
La cartella è compilata, il neonato torna dalla mamma ed io e l'infermiera torniamo in pediatria.
Tutto bene.
«Ora cerca di dormire... la notte è lunga... e sei solo all'inizio» mi dice mio padre.
Sprofondo nelle braccia di Morfeo...
«Lino, Lino» mi urla Ottavio... «Ottavio non urlare... tua cognata è lì con te?»
«Quando torno avrò bisogno di parlare con lei... da solo...»
«Certo Lino, certo».

.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
Ricevi aggiornamenti e contenuti da Bisceglie