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Il Ponte dell'Almà
Capitolo Ventiseiesimo
"Il Ponte dell'Almà", il nuovo romanzo a puntate del dott. Antonio Marzano
domenica 15 marzo 2026
Sono circa le 8 e 40 quando, sistemati gli zaini nel portabagagli ,accendo il motore dell'Audi.
La temperatura è di soli 2 gradi. Il parabrezza è ghiacciato e i tergicristalli pattinano sul vetro senza risultato. Il lunotto posteriore è del tutto coperto. Non si vede niente.
Sono costretto a lasciare il motore acceso, ad inserire la ventola calda del tergilunotto e ad accendere la resistenza del lunotto posteriore.
Torno fuori dall' auto attento a non chiudere lo sportello...non si sa mai, sarebbe capace, una volta chiuso, con il motore acceso, di non riaprirsi più.
È già successo una volta all' auto di un mio caro amico. Era il gennaio dell' dell'anno della grande nevicata. Lui tornava dall' azienda a tarda ora. Nonostante il riscaldamento acceso in auto, un bisogno fisiologico impellente iniziò a torturarlo. Decise così di fermarsi, lasciando il motore acceso, ai bordi della carreggiata. Spinse lo sportello dell'auto che si chiuse automaticamente.
Una volta conclusa la diuresi, rinfrancato, girò intorno all' auto, ma lo sportello non si aprì .Mauro lo ritrovarono il giorno dopo imprigionato in un blocco di ghiaccio. E per fortuna che una volta spaccata con un martello la spessa lastra, lui riprese a respirare sia pure con difficolta.
Trascorrono circa 5 minuti quando finalmente rientro in auto. Le spazzole rimuovono ciò che resta dello strato
di ghiaccio ; cosi il lunotto posteriore si è quasi sbrinato: posso ripartire.
Una volta entrato in autostrada, come sempre mi fermo al primo autogrill per fare il pieno di gasolio e per consumare una piccola colazione.
Una volta varcata la vetrata di ingresso mi si presenta davanti agli occhi una scena apocalittica: dietro al bancone c'è una inserviente obesa che nonostante l' impegno e la solerzia, non è in grado di tenere sotto controllo le quattro file di avventori, che si agitano davanti a lei. Ed ognuno di loro, donne anziane, uomini anziani, bambini con mamme in sovrappeso, che si sbracciano in richieste ed ordini sempre più asfissianti e perentori per la banconista.
Le squilla il cellulare e lei lascia tutto e risponde iniziando la conversazione. A questo punto un gruppo di quattro, cinque anziani, particolarmente facinorosi, come cinghiali affamati si lanciano sulla donna: lei cade rovinosamente. Arrivano le signore anziane che dando man forte agli uomini, immobilizzano la donna ed iniziano a picchiarla selvaggiamente, mentre altre, si tuffano nel vano espositore e afferrano cornetti, brioches, panini imbottiti, ciambelle, muffin... Gli uomini evidentemente esperti si lanciano verso la macchina del caffè e sfornano caffè, cappuccini, latti macchiati, espressini che i cinghiali ringhianti tracannano con voracità, masticando con indecente ardore, tutto ciò che possono raggiungere con gli artigli. Dalle cucine arrivano altre donne che accerchiate, vengono prese a pedate dagli uomini ormai fuori controllo.
Conto almeno cento persone che sbarcate dai due pullman in gita al santuario della Madonna di Pompei, trasformatesi da pii pellegrini della Madonna, si sono trasformati in saccheggiatori e picchiatori seriali.
Il tutto dura circa dieci minuti, quando messa a tacere la fame e con le borse strapiene di cornetti e brioches, non prima di aver svuotato il contenitore delle bottiglie di birre e di acque minerali, ruttando alla Fantozzi, guadagnano l' uscita e raggiungino gli autobus, lasciandosi alle spalle un autigrill devastato.
Una delle donne urla... e quando ci vuole ci vuole. .e c'è da! E lascia cadere una banconota da cinquanta euro davanti alla cassiera esterefatta . "così non dite che siamo tirati"!!!".
La temperatura è di soli 2 gradi. Il parabrezza è ghiacciato e i tergicristalli pattinano sul vetro senza risultato. Il lunotto posteriore è del tutto coperto. Non si vede niente.
Sono costretto a lasciare il motore acceso, ad inserire la ventola calda del tergilunotto e ad accendere la resistenza del lunotto posteriore.
Torno fuori dall' auto attento a non chiudere lo sportello...non si sa mai, sarebbe capace, una volta chiuso, con il motore acceso, di non riaprirsi più.
È già successo una volta all' auto di un mio caro amico. Era il gennaio dell' dell'anno della grande nevicata. Lui tornava dall' azienda a tarda ora. Nonostante il riscaldamento acceso in auto, un bisogno fisiologico impellente iniziò a torturarlo. Decise così di fermarsi, lasciando il motore acceso, ai bordi della carreggiata. Spinse lo sportello dell'auto che si chiuse automaticamente.
Una volta conclusa la diuresi, rinfrancato, girò intorno all' auto, ma lo sportello non si aprì .Mauro lo ritrovarono il giorno dopo imprigionato in un blocco di ghiaccio. E per fortuna che una volta spaccata con un martello la spessa lastra, lui riprese a respirare sia pure con difficolta.
Trascorrono circa 5 minuti quando finalmente rientro in auto. Le spazzole rimuovono ciò che resta dello strato
di ghiaccio ; cosi il lunotto posteriore si è quasi sbrinato: posso ripartire.
Una volta entrato in autostrada, come sempre mi fermo al primo autogrill per fare il pieno di gasolio e per consumare una piccola colazione.
Una volta varcata la vetrata di ingresso mi si presenta davanti agli occhi una scena apocalittica: dietro al bancone c'è una inserviente obesa che nonostante l' impegno e la solerzia, non è in grado di tenere sotto controllo le quattro file di avventori, che si agitano davanti a lei. Ed ognuno di loro, donne anziane, uomini anziani, bambini con mamme in sovrappeso, che si sbracciano in richieste ed ordini sempre più asfissianti e perentori per la banconista.
Le squilla il cellulare e lei lascia tutto e risponde iniziando la conversazione. A questo punto un gruppo di quattro, cinque anziani, particolarmente facinorosi, come cinghiali affamati si lanciano sulla donna: lei cade rovinosamente. Arrivano le signore anziane che dando man forte agli uomini, immobilizzano la donna ed iniziano a picchiarla selvaggiamente, mentre altre, si tuffano nel vano espositore e afferrano cornetti, brioches, panini imbottiti, ciambelle, muffin... Gli uomini evidentemente esperti si lanciano verso la macchina del caffè e sfornano caffè, cappuccini, latti macchiati, espressini che i cinghiali ringhianti tracannano con voracità, masticando con indecente ardore, tutto ciò che possono raggiungere con gli artigli. Dalle cucine arrivano altre donne che accerchiate, vengono prese a pedate dagli uomini ormai fuori controllo.
Conto almeno cento persone che sbarcate dai due pullman in gita al santuario della Madonna di Pompei, trasformatesi da pii pellegrini della Madonna, si sono trasformati in saccheggiatori e picchiatori seriali.
Il tutto dura circa dieci minuti, quando messa a tacere la fame e con le borse strapiene di cornetti e brioches, non prima di aver svuotato il contenitore delle bottiglie di birre e di acque minerali, ruttando alla Fantozzi, guadagnano l' uscita e raggiungino gli autobus, lasciandosi alle spalle un autigrill devastato.
Una delle donne urla... e quando ci vuole ci vuole. .e c'è da! E lascia cadere una banconota da cinquanta euro davanti alla cassiera esterefatta . "così non dite che siamo tirati"!!!".

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