.jpg)
Il Ponte dell'Almà
Capitolo ventisettesimo
"Il Ponte dell'Almà", il nuovo romanzo a puntate del dott. Antonio Marzano
domenica 22 marzo 2026
11.20
Mi sveglio di soprassalto.
Sono anni ormai che i miei sogni sono particolarmente vissuti, ed hanno bisogno di qualche minuto per essere metabolizzai. Le prime volte mi era capitato che al risveglio non realizzassi subito che appunto mi fossi risvegliato.
Ora mi sono abituato; eppure in alcune occasioni come questa di questa mattina la condizione emotiva me la sento appiccicata addosso,cosi come le mani rimangono appiccicose dopo aver mangiato un cornetto alla marmellata.
Beh.. è ancora buio fuori,mi rimbocco la coperta e gli occhi si chiudono,mentre si affaccia in studio la giovane signora Elena con la figliola Emilia.
Tutte le volte che la vedo in studio,mi accorgo che la mia frequenza cardiaca aumenta. Cerco di tenere sotto controllo il mio stato emotivo eppure sono certo che la signora Elena abbia capito qualcosa e ci marcia anche cosi,giusto per ottenere dal suo pediatra una maggiore compliance.
Tuttavia questa mattina Elena ha una espressione sofferente,non riesce a riferirmi nulla del motivo della visita e dopo pochi minuti si alza dalla sedia e mentre è in piedi davanti a me,inizia a muoversi nervosamente. I suoi capelli le ricadono sulle spalle,con il suo sorriso malizioso prova a mascherare il disagio,ma..dottore..mi da uno sguardo ad Emilia..ho bisogno di andare in bagno. .per un attimo avevo pensato che volesse dirmi qualcosa di personale..
si muove flessuosa,ed agita la testa in modo che la chioma bionda e vaporosa catturi ancora di più il mio sguardo.
Si chiude la porta alle spalle ed io per non metterla in soggezione aumento il volume della Settima Sinfonia di Beethoven.
Sento lo sciaqquone subito in azione,ma cerco di distrarmi.
Per fortuna squilla il cellulare ed io sono tutto preso dall' ascolto e poi dalla risposta. La comunicazione si chiude,mi alzo osservo Emilia che dorme profondamente e ripiombo nella poltrona.
Poi la porta del bagno si apre, Elena ancora più conturbante del solito mi dice un grazie che mi fa tremare i polsi.
Il tempo di visitare la piccola per un banale raffredore e la mamma guadagna la porta dicendo «grazie dottore e buon lavoro». Sono inebriato dalla sua bellezza. Era così che immaginavo Beatrice la Musa di Dante Alighieri. È un Angelo!!
La porta si riapre subito e Agnese,la mia segretaria mi dice.. «dottore devo andare in bagno...mi scappa»
«vai vai Agnese tranquilla è appena andata la signora Elena ..la seducente mamma»
Agnese apre la porta del bagno e si catapulta dentro..tempo un minuto sento lo sciaqquone in funzione e vedo Agnese uscire dal bagno.
Ha gli occhi rossi che sembrano uscire dalle orbite,uno sguardo terrorizzato,un gigno di disprezzo sulle labbra e cerca di tenere sotto controllo un conato di vomito.
«Agnese..che è successo?»
«dottore ma è la sua Pura Beatrice che è stata in bagno?»
«si certo»
«e allora per favore venga un attimo»
la raggiungo ed appena metto la testa nel bagno,un fetore trafittivo e mortifero mi colpisce in pieno viso»
La puzza è cosi violenta da non appartenere al genere umano e neanche al genere animale. È una puzza che mi penetra le narici , raggiunge il centro cerebrale dell' olfatto e arriva nello stomaco. Cazzo..dico.. «Elena ma cosa ti sei mangiato?»
Apriamo tutte le finestre,metto in funzione le pale del ventilatore a soffitto al massimo..ma il fetore ha trapanato i muri,ha occupato il lettino,si è stratificato sul fasciatoio..: è proprio una puzza di cadavere in putrefazione.
Aspetto con Agnese qualche minuto,fino a quando bussano alla porta. Una mamma entra spingendo il passeggino..e tempo un minuto esplode..dottore..ma cosa avete combinato ..si sente una puzza di merda!
E mentre Agnese si allontana ancora con una espressione schifata e sgomenta, io penso: Beatrice Beatrice,ma che schifo..e ce da!!!
Bussano alla porta: «dottore è ora,la vogliono giù in ambulatorio»
«si si..arrivo subito!!»
Sono anni ormai che i miei sogni sono particolarmente vissuti, ed hanno bisogno di qualche minuto per essere metabolizzai. Le prime volte mi era capitato che al risveglio non realizzassi subito che appunto mi fossi risvegliato.
Ora mi sono abituato; eppure in alcune occasioni come questa di questa mattina la condizione emotiva me la sento appiccicata addosso,cosi come le mani rimangono appiccicose dopo aver mangiato un cornetto alla marmellata.
Beh.. è ancora buio fuori,mi rimbocco la coperta e gli occhi si chiudono,mentre si affaccia in studio la giovane signora Elena con la figliola Emilia.
Tutte le volte che la vedo in studio,mi accorgo che la mia frequenza cardiaca aumenta. Cerco di tenere sotto controllo il mio stato emotivo eppure sono certo che la signora Elena abbia capito qualcosa e ci marcia anche cosi,giusto per ottenere dal suo pediatra una maggiore compliance.
Tuttavia questa mattina Elena ha una espressione sofferente,non riesce a riferirmi nulla del motivo della visita e dopo pochi minuti si alza dalla sedia e mentre è in piedi davanti a me,inizia a muoversi nervosamente. I suoi capelli le ricadono sulle spalle,con il suo sorriso malizioso prova a mascherare il disagio,ma..dottore..mi da uno sguardo ad Emilia..ho bisogno di andare in bagno. .per un attimo avevo pensato che volesse dirmi qualcosa di personale..
si muove flessuosa,ed agita la testa in modo che la chioma bionda e vaporosa catturi ancora di più il mio sguardo.
Si chiude la porta alle spalle ed io per non metterla in soggezione aumento il volume della Settima Sinfonia di Beethoven.
Sento lo sciaqquone subito in azione,ma cerco di distrarmi.
Per fortuna squilla il cellulare ed io sono tutto preso dall' ascolto e poi dalla risposta. La comunicazione si chiude,mi alzo osservo Emilia che dorme profondamente e ripiombo nella poltrona.
Poi la porta del bagno si apre, Elena ancora più conturbante del solito mi dice un grazie che mi fa tremare i polsi.
Il tempo di visitare la piccola per un banale raffredore e la mamma guadagna la porta dicendo «grazie dottore e buon lavoro». Sono inebriato dalla sua bellezza. Era così che immaginavo Beatrice la Musa di Dante Alighieri. È un Angelo!!
La porta si riapre subito e Agnese,la mia segretaria mi dice.. «dottore devo andare in bagno...mi scappa»
«vai vai Agnese tranquilla è appena andata la signora Elena ..la seducente mamma»
Agnese apre la porta del bagno e si catapulta dentro..tempo un minuto sento lo sciaqquone in funzione e vedo Agnese uscire dal bagno.
Ha gli occhi rossi che sembrano uscire dalle orbite,uno sguardo terrorizzato,un gigno di disprezzo sulle labbra e cerca di tenere sotto controllo un conato di vomito.
«Agnese..che è successo?»
«dottore ma è la sua Pura Beatrice che è stata in bagno?»
«si certo»
«e allora per favore venga un attimo»
la raggiungo ed appena metto la testa nel bagno,un fetore trafittivo e mortifero mi colpisce in pieno viso»
La puzza è cosi violenta da non appartenere al genere umano e neanche al genere animale. È una puzza che mi penetra le narici , raggiunge il centro cerebrale dell' olfatto e arriva nello stomaco. Cazzo..dico.. «Elena ma cosa ti sei mangiato?»
Apriamo tutte le finestre,metto in funzione le pale del ventilatore a soffitto al massimo..ma il fetore ha trapanato i muri,ha occupato il lettino,si è stratificato sul fasciatoio..: è proprio una puzza di cadavere in putrefazione.
Aspetto con Agnese qualche minuto,fino a quando bussano alla porta. Una mamma entra spingendo il passeggino..e tempo un minuto esplode..dottore..ma cosa avete combinato ..si sente una puzza di merda!
E mentre Agnese si allontana ancora con una espressione schifata e sgomenta, io penso: Beatrice Beatrice,ma che schifo..e ce da!!!
Bussano alla porta: «dottore è ora,la vogliono giù in ambulatorio»
«si si..arrivo subito!!»

.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
Ricevi aggiornamenti e contenuti da Bisceglie