Zio Vanja. <span>Foto Pietro Losciale</span>
Zio Vanja. Foto Pietro Losciale
Cultura

Al Garibaldi la prima di una produzione tutta pugliese: la storia di Zio Vanja e del suo non lieto fine

Uno spettacolo della compagnia tranese Marluna Teatro diretto da Roberto e Massimo Marafante

Non tutto è bene ciò che finisce bene. Se davvero non fosse così, diverso destino avrebbe avuto Zio Vanja: una vita, quella sua, inesorabilmente rovinata da quel colpo di pistola mancato, da quel bersaglio per poco non colpito qual era il terribile dottore Serebrijakov, diventato un incubo per lui da quando aveva messo piede nella sua tenuta di campagna.
Non è un caso se l'associazione culturale Marluna Teatro, in collaborazione con lo scenografo e architetto Massimo Marafante, abbia scelto come spettacolo proprio il capolavoro di Anton Čechov: una storia complessa e intrigante che, confezionata con una sceneggiatura perfetta e con recitazioni impeccabili, ha tenuto davvero tutti incollati alle poltrone.
Uno spettacolo, quello messo in scena per la prima volta venerdì 22 dicembre presso il teatro Garibaldi, particolarmente impreziosito dalla scelta deI casting, formato interamente da professionisti pugliesi: Marianna di Pinto, Marisa Eugeni, Mariella Parlato, Pino Fusco, Maria Elena Germinario, Marco Grossi, William Volpicella, Enzo Toma e Alessandro Anglani, giovani talentuosi capaci di rendere al meglio il difficile e drammatico volto della letteratura russa ottocentesca.
Eppure dietro a 'Zio Vanja' c'è molto più di una semplice storia: 'c'è un momento giusto per mettere in scena un classico, questo è il momento di Čechov', ha affermato il regista Roberto Marafante, 'tantissime tematiche inserite nel racconto, dal programma ecologico alla distruzione della natura, sono estremamente attuali. Non è un caso: l'autore ha creato una meccanismo tra la sua generazione e quella dopo, cioè la nostra', ha aggiunto.
Rilevante il fatto che la prima assoluta dello spettacolo si sia tenuta a Bisceglie: 'Abbiamo pensato di portare questo spettacolo in un teatro, per poi metterlo in scena la prossima estate in qualche masseria, in modo da renderlo più itinerante e realistico. Bisceglie ha da subito abbracciato il nostro progetto', ha commentato il regista, rimasto ampiamente soddisfatto del lavoro fin qua svolto.
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