
Politica
Ospedale di Bisceglie, Spaccavento: «Salvaguardia fino all'apertura del nuovo»
Il presidente della commissione regionale: «Il consiglio comunale ha fatto bene ad accendere un riflettore sulla sanità del territorio»
Bisceglie - martedì 6 ottobre 2026
20.45 Comunicato Stampa
«Il consiglio comunale di Bisceglie ha fatto bene ad accendere un riflettore sulla sanità del territorio. Ma il confronto è appena iniziato e dobbiamo muoverci su due binari: salvaguardare e rafforzare ciò che oggi funziona e, contemporaneamente, vigilare perché il nuovo Ospedale del Nord Barese venga realizzato rispettando tempi e impegni». Lo ha dichiarato Felice Spaccavento, consigliere regionale di Prossima e presidente della terza commissione sanità, intervenendo al consiglio comunale monotematico di Bisceglie "Nessuno tocchi l'ospedale di Bisceglie", convocato dopo i timori sollevati in città su un possibile ridimensionamento del presidio "Vittorio Emanuele II" e al futuro Ospedale del Nord Barese.
«Su questi temi preferisco partire dagli atti, non dalle parole. La programmazione regionale vigente tiene conto espressamente dei nuovi ospedali in fase di realizzazione per raggiungere la dotazione di posti letto prevista. Fino a quando il nuovo Ospedale del Nord Barese non sarà concretamente operativo, dobbiamo quindi mantenere le funzioni esistenti a Bisceglie e, dove possibile, migliorarle. Sarebbe un errore indebolire oggi strutture necessarie al territorio in attesa di un presidio che richiederà ancora anni per essere completato».
Spaccavento ha però richiamato anche la necessità di non ridurre il dibattito sanitario ai soli ospedali. «La sanità non può essere ospedalocentrica. La maggior parte dei bisogni dei cittadini trova risposta sul territorio, attraverso assistenza domiciliare, servizi intermedi, PTA e presa in carico. Dobbiamo far crescere insieme ospedali e sanità territoriale, valorizzando ciò che funziona e riorganizzando ciò che produce meno risultati».
«Questa non deve diventare una battaglia tra Bisceglie, Trani, Molfetta, Corato o Andria. Gli ospedali servono un intero territorio, non un singolo Comune. Serve lavorare tutti nella stessa direzione: più risorse nazionali per la sanità, percorsi regionali più efficienti e un controllo rigoroso sul cronoprogramma del nuovo ospedale. Su questo, come presidente della Commissione Sanità, continuerò a vigilare».
«Su questi temi preferisco partire dagli atti, non dalle parole. La programmazione regionale vigente tiene conto espressamente dei nuovi ospedali in fase di realizzazione per raggiungere la dotazione di posti letto prevista. Fino a quando il nuovo Ospedale del Nord Barese non sarà concretamente operativo, dobbiamo quindi mantenere le funzioni esistenti a Bisceglie e, dove possibile, migliorarle. Sarebbe un errore indebolire oggi strutture necessarie al territorio in attesa di un presidio che richiederà ancora anni per essere completato».
Spaccavento ha però richiamato anche la necessità di non ridurre il dibattito sanitario ai soli ospedali. «La sanità non può essere ospedalocentrica. La maggior parte dei bisogni dei cittadini trova risposta sul territorio, attraverso assistenza domiciliare, servizi intermedi, PTA e presa in carico. Dobbiamo far crescere insieme ospedali e sanità territoriale, valorizzando ciò che funziona e riorganizzando ciò che produce meno risultati».
«Questa non deve diventare una battaglia tra Bisceglie, Trani, Molfetta, Corato o Andria. Gli ospedali servono un intero territorio, non un singolo Comune. Serve lavorare tutti nella stessa direzione: più risorse nazionali per la sanità, percorsi regionali più efficienti e un controllo rigoroso sul cronoprogramma del nuovo ospedale. Su questo, come presidente della Commissione Sanità, continuerò a vigilare».


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