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Cultura
Piero Marrazzo a Bisceglie: indagare sé stessi per raccontare la storia di tutti
La presentazione del libro "Storia senza eroi" al festival "Libri nel Borgo Antico"
Bisceglie - domenica 31 agosto 2025
11.34
Ci sono incontri che vanno oltre la semplice presentazione di un libro, trasformandosi in una profonda riflessione collettiva. È accaduto ieri sera, sabato 30 agosto, al festival "Libri nel Borgo Antico", durante il dialogo con Piero Marrazzo sul suo ultimo, toccante lavoro, "Storia senza eroi" (Rizzoli 2024). Più che un racconto, l'evento è stato un'analisi lucida di come una caduta pubblica possa diventare il motore per la più difficile delle indagini: quella su sé stessi.
La genesi del libro è un punto cruciale. La ferita dello scandalo di via Gradoli, come emerso dal dialogo, non è stata una scelta narrativa, ma una necessità esistenziale. La frattura pubblica ha costretto l'autore a guardare indietro, a indagare le zone d'ombra della sua famiglia per capire le proprie. È emersa con forza la figura della madre e la sua vita segreta in America, una scoperta dolorosa ma rivelatrice. Affrontare i segreti privati della famiglia si è rivelato un viaggio molto più arduo che gestire i demoni pubblici, perché ha significato scoprire le fondamenta stesse su cui, inconsapevolmente, poggiava la sua intera esistenza. Il titolo del libro è una dichiarazione d'intenti. "Storia senza eroi" riflette una visione del mondo che rifiuta le categorie nette di "buoni" e "cattivi". Come ha sottolineato Marrazzo, gli eroi e i mostri esistono nelle favole; la vita reale è popolata da persone complesse, un impasto di luce e ombra. Il libro è un invito a guardare la realtà senza giudizi manichei, ad accettare la fragilità e le contraddizioni che ci rendono, semplicemente, umani.
Cosa succede quando un cronista abituato a indagare le vite dell'altra punta la lente d'ingrandimento su se stesso? Il risultato è un'operazione "vertiginosa e a tratti brutale". Marrazzo ha raccontato la difficoltà di dover trattare sé stesso e la sua famiglia con la stessa distanza critica di un'inchiesta giornalistica, senza fare sconti. È stata, per sua stessa ammissione, l'indagine più difficile e importante della sua carriera, un atto di onestà necessario prima di tutto verso sé stesso, e poi verso i suoi lettori. Un percorso che trasforma una caduta in un potente atto di verità.
La genesi del libro è un punto cruciale. La ferita dello scandalo di via Gradoli, come emerso dal dialogo, non è stata una scelta narrativa, ma una necessità esistenziale. La frattura pubblica ha costretto l'autore a guardare indietro, a indagare le zone d'ombra della sua famiglia per capire le proprie. È emersa con forza la figura della madre e la sua vita segreta in America, una scoperta dolorosa ma rivelatrice. Affrontare i segreti privati della famiglia si è rivelato un viaggio molto più arduo che gestire i demoni pubblici, perché ha significato scoprire le fondamenta stesse su cui, inconsapevolmente, poggiava la sua intera esistenza. Il titolo del libro è una dichiarazione d'intenti. "Storia senza eroi" riflette una visione del mondo che rifiuta le categorie nette di "buoni" e "cattivi". Come ha sottolineato Marrazzo, gli eroi e i mostri esistono nelle favole; la vita reale è popolata da persone complesse, un impasto di luce e ombra. Il libro è un invito a guardare la realtà senza giudizi manichei, ad accettare la fragilità e le contraddizioni che ci rendono, semplicemente, umani.
Cosa succede quando un cronista abituato a indagare le vite dell'altra punta la lente d'ingrandimento su se stesso? Il risultato è un'operazione "vertiginosa e a tratti brutale". Marrazzo ha raccontato la difficoltà di dover trattare sé stesso e la sua famiglia con la stessa distanza critica di un'inchiesta giornalistica, senza fare sconti. È stata, per sua stessa ammissione, l'indagine più difficile e importante della sua carriera, un atto di onestà necessario prima di tutto verso sé stesso, e poi verso i suoi lettori. Un percorso che trasforma una caduta in un potente atto di verità.