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Politica
PIRU, Angelo Consiglio: «Da Francesco Spina solo annunci privi di riscontro e accuse senza alcun fondamento»
L’Assessore all’Urbanistica e Vice Sindaco risponde alle parole del consigliere comunale
Bisceglie - lunedì 31 agosto 2026
14.20 Comunicato Stampa
«Le parole hanno un peso, tanto più quando a pronunciarle è un consigliere comunale e quando i termini utilizzati - "opacità amministrativa" e "speculazione urbanistica" - non descrivono un'opinione politica ma alludono a condotte gravemente scorrette di un'intera struttura amministrativa e dei professionisti che vi hanno lavorato. Su questo non è più possibile sorvolare: il consigliere Francesco Spina dimostri quanto afferma, con atti e riscontri, oppure ritiri pubblicamente accuse che a oggi non trovano alcun fondamento nella documentazione agli atti», così l'Assessore all'Urbanistica e Vice Sindaco Angelo Consiglio.
«Prima di entrare nel merito di queste accuse, è doveroso rendere merito alla Ripartizione Tecnica del Comune e, in particolare, all'Arch. Giacomo Losapio, per il grande e professionale lavoro svolto in questi anni sugli strumenti di rigenerazione urbana: un lavoro rigoroso, puntuale e trasparente, frutto di competenza e dedizione, che merita rispetto pubblico e non sospetti gratuiti. Parlare di opacità a proposito di procedimenti istruiti per anni, con pareri dei soggetti competenti in materia ambientale, verifiche di assoggettabilità a VAS, contributi della Regione Puglia, pareri tecnici firmati e motivati dal Dirigente della Ripartizione Tecnica, discussione e voto in un Consiglio comunale pubblico e verbalizzato, non è un'imprecisione: è una distorsione della realtà. Non esiste un solo passaggio di questi PIRU che non sia rintracciabile, consultabile e verificabile da chiunque, a partire dallo stesso consigliere Spina, che infatti nella sua nota gli atti li ha letti e citati. Definire "opaco" un procedimento che si può ricostruire riga per riga significa usare la parola sbagliata per l'effetto giusto: gettare un sospetto senza doverlo sostenere con un solo elemento concreto. Se il consigliere ritiene che manchi un atto, che un passaggio istruttorio non sia stato compiuto, che un parere sia mancante o irregolare, lo indichi con precisione: sfida aperta, che accettiamo volentieri, perché la trasparenza si dimostra con i fatti, non si nega con gli aggettivi».
«È ancora più grave l'uso disinvolto dell'espressione "speculazione urbanistica", che nel linguaggio comune e in quello giuridico evoca operazioni compiute a esclusivo vantaggio privato e a danno dell'interesse collettivo. Chi la pronuncia senza fornire un solo riscontro non sta facendo opposizione politica: sta gettando fango su cittadini, professionisti e uffici comunali, senza assumersene la responsabilità. Le carte dicono l'opposto di quanto insinuato: parco pubblico con pista ciclabile e dog-park, bacino di laminazione per la messa in sicurezza idraulica di un'area classificata a pericolosità idraulica dal PAI, cessione di un intero suolo per la realizzazione di un asilo nido, aree a standard superiori al minimo di legge. Se questo per il consigliere Spina è "speculazione", allora ogni intervento di rigenerazione urbana che restituisce servizi, verde e sicurezza a un quartiere andrebbe bollato allo stesso modo: una posizione che, semplicemente, non regge. Non è la prima volta che da quella parte politica arrivano annunci allarmistici privi di riscontro, costruiti più per occupare uno spazio sui giornali che per fare opposizione nel merito. È un metodo che, ripetuto, produce un solo risultato concreto: scoraggiare investimenti, gettare discredito su chi lavora onestamente negli uffici comunali e restituire ai cittadini un'immagine distorta e ingiustamente allarmante della propria città. Chi fa opposizione seria studia le carte, entra nel merito tecnico, propone alternative; chi si limita a evocare "opacità" e "speculazione" senza portare un solo elemento a sostegno sceglie la scorciatoia della delegittimazione. Ce ne rammarichiamo, per il livello del confronto politico cittadino».
«Lo ribadiamo senza ambiguità: gli atti di rigenerazione urbana già adottati da questa Amministrazione sono legittimi, istruiti nel rispetto della legge e troveranno piena ed efficace attuazione. Nessun atto verrà ritirato, né per pressioni politiche né per accuse non suffragate da prove. Continueremo a tutelare il lavoro e la professionalità degli uffici tecnici comunali. Spina parla di "sgretolamento" e di "fuggi-fuggi". I verbali del Consiglio Comunale certificano una realtà diversa: la delibera è stata approvata con undici voti favorevoli di maggioranza. Non è un numero risicato: è una maggioranza che ha deliberato su un atto urbanistico complesso, istruito in anni di lavoro, sottoscritto dalla Regione Puglia. Invocare il crollo di una coalizione a fronte di undici voti favorevoli richiede una disinvoltura retorica che, ormai, non sorprende più».
«Sul consigliere Gigi Di Tullio è doveroso essere precisi, perché Spina ne fa il simbolo di un presunto sfaldamento che nei fatti non esiste. Di Tullio non ha disertato l'aula: era presente, ha partecipato al dibattito, ha sollevato questioni specifiche. Ha scelto di non votare quella specifica delibera, senza mai mettere in discussione l'appartenenza alla maggioranza né la fiducia nell'azione di governo. La sua posizione non è uno strappo: non è portata sui giornali, con comunicati stampa o con colpi di mano. L'interlocuzione all'interno della coalizione è aperta e in corso. Quanto all'accusa di "maggioranza ad assetto variabile": in ogni assemblea elettiva i voti si contano al momento della votazione. La legittimità di un atto amministrativo non si misura sulla composizione della platea in aula, ma sulla conformità delle procedure alle norme, conformità qui certificata dalla Regione Puglia. Vale infine ricordare che negli anni in cui Spina era sindaco di Bisceglie il Consiglio Comunale ha attraversato stagioni ben più turbolente di quelle che oggi si vorrebbe descrivere come una crisi. Chi vive in case di vetro dovrebbe astenersi dal lanciare pietre».
«Prima di entrare nel merito di queste accuse, è doveroso rendere merito alla Ripartizione Tecnica del Comune e, in particolare, all'Arch. Giacomo Losapio, per il grande e professionale lavoro svolto in questi anni sugli strumenti di rigenerazione urbana: un lavoro rigoroso, puntuale e trasparente, frutto di competenza e dedizione, che merita rispetto pubblico e non sospetti gratuiti. Parlare di opacità a proposito di procedimenti istruiti per anni, con pareri dei soggetti competenti in materia ambientale, verifiche di assoggettabilità a VAS, contributi della Regione Puglia, pareri tecnici firmati e motivati dal Dirigente della Ripartizione Tecnica, discussione e voto in un Consiglio comunale pubblico e verbalizzato, non è un'imprecisione: è una distorsione della realtà. Non esiste un solo passaggio di questi PIRU che non sia rintracciabile, consultabile e verificabile da chiunque, a partire dallo stesso consigliere Spina, che infatti nella sua nota gli atti li ha letti e citati. Definire "opaco" un procedimento che si può ricostruire riga per riga significa usare la parola sbagliata per l'effetto giusto: gettare un sospetto senza doverlo sostenere con un solo elemento concreto. Se il consigliere ritiene che manchi un atto, che un passaggio istruttorio non sia stato compiuto, che un parere sia mancante o irregolare, lo indichi con precisione: sfida aperta, che accettiamo volentieri, perché la trasparenza si dimostra con i fatti, non si nega con gli aggettivi».
«È ancora più grave l'uso disinvolto dell'espressione "speculazione urbanistica", che nel linguaggio comune e in quello giuridico evoca operazioni compiute a esclusivo vantaggio privato e a danno dell'interesse collettivo. Chi la pronuncia senza fornire un solo riscontro non sta facendo opposizione politica: sta gettando fango su cittadini, professionisti e uffici comunali, senza assumersene la responsabilità. Le carte dicono l'opposto di quanto insinuato: parco pubblico con pista ciclabile e dog-park, bacino di laminazione per la messa in sicurezza idraulica di un'area classificata a pericolosità idraulica dal PAI, cessione di un intero suolo per la realizzazione di un asilo nido, aree a standard superiori al minimo di legge. Se questo per il consigliere Spina è "speculazione", allora ogni intervento di rigenerazione urbana che restituisce servizi, verde e sicurezza a un quartiere andrebbe bollato allo stesso modo: una posizione che, semplicemente, non regge. Non è la prima volta che da quella parte politica arrivano annunci allarmistici privi di riscontro, costruiti più per occupare uno spazio sui giornali che per fare opposizione nel merito. È un metodo che, ripetuto, produce un solo risultato concreto: scoraggiare investimenti, gettare discredito su chi lavora onestamente negli uffici comunali e restituire ai cittadini un'immagine distorta e ingiustamente allarmante della propria città. Chi fa opposizione seria studia le carte, entra nel merito tecnico, propone alternative; chi si limita a evocare "opacità" e "speculazione" senza portare un solo elemento a sostegno sceglie la scorciatoia della delegittimazione. Ce ne rammarichiamo, per il livello del confronto politico cittadino».
«Lo ribadiamo senza ambiguità: gli atti di rigenerazione urbana già adottati da questa Amministrazione sono legittimi, istruiti nel rispetto della legge e troveranno piena ed efficace attuazione. Nessun atto verrà ritirato, né per pressioni politiche né per accuse non suffragate da prove. Continueremo a tutelare il lavoro e la professionalità degli uffici tecnici comunali. Spina parla di "sgretolamento" e di "fuggi-fuggi". I verbali del Consiglio Comunale certificano una realtà diversa: la delibera è stata approvata con undici voti favorevoli di maggioranza. Non è un numero risicato: è una maggioranza che ha deliberato su un atto urbanistico complesso, istruito in anni di lavoro, sottoscritto dalla Regione Puglia. Invocare il crollo di una coalizione a fronte di undici voti favorevoli richiede una disinvoltura retorica che, ormai, non sorprende più».
«Sul consigliere Gigi Di Tullio è doveroso essere precisi, perché Spina ne fa il simbolo di un presunto sfaldamento che nei fatti non esiste. Di Tullio non ha disertato l'aula: era presente, ha partecipato al dibattito, ha sollevato questioni specifiche. Ha scelto di non votare quella specifica delibera, senza mai mettere in discussione l'appartenenza alla maggioranza né la fiducia nell'azione di governo. La sua posizione non è uno strappo: non è portata sui giornali, con comunicati stampa o con colpi di mano. L'interlocuzione all'interno della coalizione è aperta e in corso. Quanto all'accusa di "maggioranza ad assetto variabile": in ogni assemblea elettiva i voti si contano al momento della votazione. La legittimità di un atto amministrativo non si misura sulla composizione della platea in aula, ma sulla conformità delle procedure alle norme, conformità qui certificata dalla Regione Puglia. Vale infine ricordare che negli anni in cui Spina era sindaco di Bisceglie il Consiglio Comunale ha attraversato stagioni ben più turbolente di quelle che oggi si vorrebbe descrivere come una crisi. Chi vive in case di vetro dovrebbe astenersi dal lanciare pietre».

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