
Attualità
Rimozione sepolture storiche, Bisceglie Vecchia Extramoenia diffida il Comune
Sasso e Ruggieri: «Un'operazione che definiamo un vero e proprio saccheggio con la conseguente distruzione di pezzi della storia della città»
Bisceglie - mercoledì 27 maggio 2026
12.55 Comunicato Stampa
Un nuovo bando pubblico per l'affidamento di servizi di estumulazione nel cimitero storico-monumentale di Bisceglie riaccende la protesta dei cittadini. L'associazione Bisceglie Vecchia Extramoenia, attraverso una formale e dettagliata istanza a firma della presidente Agnese Sasso e del vicepresidente Peppo Ruggieri, ha formalmente diffidato il Comune di Bisceglie e investito della questione la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio di Foggia, il nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri di Bari e il ministero della cultura.
Al centro della denuncia vi è il recente avviso per la rimozione di sepolture risalenti a fine Ottocento e inizio Novecento, appartenenti alla fase fondativa del camposanto. Si tratta della replica di quanto già accaduto a partire dal 2018, quando - per far fronte alla carenza di loculi - l'Amministrazione avviò una prima campagna di estumulazioni centenarie, pensiamo in violazione di legge nelle modalità sia di esecuzione che di successiva osservazione delle intervenute prescrizione della Soprintendenza. Infatti, i manufatti centenari rimossi giacciono oggi abbandonati, distrutti o semidistrutti, ammassati in punti di stoccaggio degradati alla stregua di una discarica, con la conseguente perdita, tra l'altro, di preziose fotoceramiche d'epoca, prime fotografie di biscegliesi. Inoltre, inizialmente le rimozioni sarebbero state affidate a manodopera non qualificata e anche nelle fasi successive senza la supervisione di archeologi o antropologi, disperdendo informazioni storiche e corredi funerari. Tra le tombe già eliminate in passato figurano anche quelle di illustri personaggi locali, come il pittore Santoro e il politico Vito Siciliani.
«Un'operazione che definiamo un vero e proprio saccheggio con la conseguente distruzione di pezzi della Storia della città, compiuta riducendo il nostro cimitero, progettato nell'Ottocento da illustri architetti come Luigi Castellucci e Giuseppe Albrizio, a uno spazio "usa e getta" senza rispetto né lungimiranza. La parte più antica del cimitero, quella delle mura ottocentesche oggetto di queste scellerate decisioni, è una porzione di paesaggio urbano, un grande libro storico in pietra che custodisce la nostra identità e non può essere considerato un fatto "a scadenza". Riteniamo questa condotta non solo inadeguata e irrispettosa del sentimento di pietà per i defunti, ma evidentemente incompatibile con il Codice dei Beni Culturali, il Codice Penale e la Costituzione» ha sottolineato il gruppo.
«La strada da seguire è quella dell'ampliamento nel terreno nei pressi dell'isola ecologica, per cui a gennaio 2025 il Tar avrebbe sbloccato l'iter (dichiarando inammissibile il ricorso di alcuni proprietari) per la costruzione di un nuovo fabbricato. Cos'è accaduto da allora? Nel frattempo, bisogna proseguire con i moduli prefabbricati, nelle numerose aree vuote come la zona di ampliamento a ovest del cimitero. Tra l'altro, il sindaco Angarano, nel consiglio comunale del 11 aprile 2022, parlando di "scelte coraggiose" vantò il blocco delle estumulazioni ultranovantanovennali. Com'è possibile questo avviso, alla luce di quella posizione? Cosa si è fatto da allora per affrontare e risolvere l'emergenza?».
«Chiediamo al Comune di Bisceglie di abbandonare definitivamente la campagna di estumulazione storica, di sbloccare i progetti di ampliamento e stanziare fondi per il restauro delle lapidi danneggiate e abbandonate, patrimonio cittadino che merita di essere tutelato così come avvenuto l'anno scorso nella vicina Andria, dove nell'aprile 2025 è nato il progetto "Echi di Pietra", volto a valorizzare la memoria del cimitero monumentale tramite QR code e percorsi culturali. Bisceglie è una città che deve riconciliarsi con il passato, con il quale sembra in perenne guerra. Perché la memoria degli altri impone il massimo rispetto e neanche la morte può scalfirla» hanno concluso Sasso e Ruggieri di Bisceglie Vecchia Extramoenia.
Al centro della denuncia vi è il recente avviso per la rimozione di sepolture risalenti a fine Ottocento e inizio Novecento, appartenenti alla fase fondativa del camposanto. Si tratta della replica di quanto già accaduto a partire dal 2018, quando - per far fronte alla carenza di loculi - l'Amministrazione avviò una prima campagna di estumulazioni centenarie, pensiamo in violazione di legge nelle modalità sia di esecuzione che di successiva osservazione delle intervenute prescrizione della Soprintendenza. Infatti, i manufatti centenari rimossi giacciono oggi abbandonati, distrutti o semidistrutti, ammassati in punti di stoccaggio degradati alla stregua di una discarica, con la conseguente perdita, tra l'altro, di preziose fotoceramiche d'epoca, prime fotografie di biscegliesi. Inoltre, inizialmente le rimozioni sarebbero state affidate a manodopera non qualificata e anche nelle fasi successive senza la supervisione di archeologi o antropologi, disperdendo informazioni storiche e corredi funerari. Tra le tombe già eliminate in passato figurano anche quelle di illustri personaggi locali, come il pittore Santoro e il politico Vito Siciliani.
«Un'operazione che definiamo un vero e proprio saccheggio con la conseguente distruzione di pezzi della Storia della città, compiuta riducendo il nostro cimitero, progettato nell'Ottocento da illustri architetti come Luigi Castellucci e Giuseppe Albrizio, a uno spazio "usa e getta" senza rispetto né lungimiranza. La parte più antica del cimitero, quella delle mura ottocentesche oggetto di queste scellerate decisioni, è una porzione di paesaggio urbano, un grande libro storico in pietra che custodisce la nostra identità e non può essere considerato un fatto "a scadenza". Riteniamo questa condotta non solo inadeguata e irrispettosa del sentimento di pietà per i defunti, ma evidentemente incompatibile con il Codice dei Beni Culturali, il Codice Penale e la Costituzione» ha sottolineato il gruppo.
«La strada da seguire è quella dell'ampliamento nel terreno nei pressi dell'isola ecologica, per cui a gennaio 2025 il Tar avrebbe sbloccato l'iter (dichiarando inammissibile il ricorso di alcuni proprietari) per la costruzione di un nuovo fabbricato. Cos'è accaduto da allora? Nel frattempo, bisogna proseguire con i moduli prefabbricati, nelle numerose aree vuote come la zona di ampliamento a ovest del cimitero. Tra l'altro, il sindaco Angarano, nel consiglio comunale del 11 aprile 2022, parlando di "scelte coraggiose" vantò il blocco delle estumulazioni ultranovantanovennali. Com'è possibile questo avviso, alla luce di quella posizione? Cosa si è fatto da allora per affrontare e risolvere l'emergenza?».
«Chiediamo al Comune di Bisceglie di abbandonare definitivamente la campagna di estumulazione storica, di sbloccare i progetti di ampliamento e stanziare fondi per il restauro delle lapidi danneggiate e abbandonate, patrimonio cittadino che merita di essere tutelato così come avvenuto l'anno scorso nella vicina Andria, dove nell'aprile 2025 è nato il progetto "Echi di Pietra", volto a valorizzare la memoria del cimitero monumentale tramite QR code e percorsi culturali. Bisceglie è una città che deve riconciliarsi con il passato, con il quale sembra in perenne guerra. Perché la memoria degli altri impone il massimo rispetto e neanche la morte può scalfirla» hanno concluso Sasso e Ruggieri di Bisceglie Vecchia Extramoenia.


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