
Tennis
Il cammino di Andrea Pellegrino al Challenger di Perugia si ferma in semifinale
Il tennista biscegliese eliminato in tre set dallo spagnolo numero 86 del mondo Daniel Merida. Da lunedì best ranking al 109° posto
Mondo - domenica 7 giugno 2026
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Niente bis agli Internazionali di Perugia. Andrea Pellegrino si è arreso in semifinale al Challenger 125 umbro, salutando la competizione che aveva vinto lo scorso anno a un passo dalla finale. A eliminarlo la testa di serie numero 3 del tabellone Daniel Merida (86 del mondo), capace di spuntarla in tre set dopo una dura battaglia di quasi due ore e mezza. Pochi rimpianti per il tennista biscegliese che ha combattuto fino in fondo ma non ha trovato le sensazioni dei giorni migliori, forse anche a causa di un po' di stanchezza per la cavalcata di cui si è reso protagonista in queste settimane.
Un equilibratissimo primo set, con entrambi molto attenti a conservare i rispettivi turni di servizio, è stato deciso nell'unico game che si è allungato ai vantaggi e in cui ci sono state chances in risposta. Si tratta del quarto gioco, con l'azzurro che ha vanificato due palle game e ha ceduto il break alla prima opportunità concessa all'avversario. Un passaggio a vuoto che ha pagato a carissimo prezzo (6-3). Nel secondo parziale l'atleta allenato da coach Andrea Trono è partito forte con un break in apertura (0-3), sfruttando dei doppi falli e alcuni gratuiti del rivale. Vantaggio che l'iberico ha saputo rimontare dopo un lungo quinto game, riportandosi subito sul 3-3. Pellegrino ha annullato una palla break sul 4-4, prima di prendersi di forza il set grazie a un break arrivato nel dodicesimo game (7-5). Il terzo parziale si è deciso nella fase centrale: Merida ha piazzato il break sul 3-2 e lo ha difeso con le unghie in un lunghissimo game successivo, in cui ha concesso due occasioni del contro-break. Le chances sfumate hanno demoralizzato il biscegliese, che ha rimediato un altro break che ha sancito la sua uscita di scena dal torneo (6-3).
Andrea ha sofferto il servizio estremamente efficace dello spagnolo (65% di prime palle messe in campo) e un dritto che lo ha portato spesso a giocare dietro la linea di fondo campo. L'azzurro è riuscito a trovare le contromisure per essere aggressivo in risposta da dietro e allo stesso tempo profondo nei colpi da fondo campo, ma nella lotta Merida ha avuto qualcosa in più che ha fatto la differenza. Lo si nota nel dato delle palle break: 13 per l'iberico, solo 4 per il biscegliese che ha avuto una resa migliore ma non è bastato.
Nonostante il rammarico di aver mancato per poco l'atto conclusivo, che gli avrebbe consentito di giocarsi il titolo e l'ingresso tra i migliori 100 della classifica, Pellegrino può ritenersi soddisfatto di una nuova settimana positiva in cui si è espresso a buonissimi livelli. Da lunedì il suo best ranking si aggiornerà ulteriormente al numero 109.
Un equilibratissimo primo set, con entrambi molto attenti a conservare i rispettivi turni di servizio, è stato deciso nell'unico game che si è allungato ai vantaggi e in cui ci sono state chances in risposta. Si tratta del quarto gioco, con l'azzurro che ha vanificato due palle game e ha ceduto il break alla prima opportunità concessa all'avversario. Un passaggio a vuoto che ha pagato a carissimo prezzo (6-3). Nel secondo parziale l'atleta allenato da coach Andrea Trono è partito forte con un break in apertura (0-3), sfruttando dei doppi falli e alcuni gratuiti del rivale. Vantaggio che l'iberico ha saputo rimontare dopo un lungo quinto game, riportandosi subito sul 3-3. Pellegrino ha annullato una palla break sul 4-4, prima di prendersi di forza il set grazie a un break arrivato nel dodicesimo game (7-5). Il terzo parziale si è deciso nella fase centrale: Merida ha piazzato il break sul 3-2 e lo ha difeso con le unghie in un lunghissimo game successivo, in cui ha concesso due occasioni del contro-break. Le chances sfumate hanno demoralizzato il biscegliese, che ha rimediato un altro break che ha sancito la sua uscita di scena dal torneo (6-3).
Andrea ha sofferto il servizio estremamente efficace dello spagnolo (65% di prime palle messe in campo) e un dritto che lo ha portato spesso a giocare dietro la linea di fondo campo. L'azzurro è riuscito a trovare le contromisure per essere aggressivo in risposta da dietro e allo stesso tempo profondo nei colpi da fondo campo, ma nella lotta Merida ha avuto qualcosa in più che ha fatto la differenza. Lo si nota nel dato delle palle break: 13 per l'iberico, solo 4 per il biscegliese che ha avuto una resa migliore ma non è bastato.
Nonostante il rammarico di aver mancato per poco l'atto conclusivo, che gli avrebbe consentito di giocarsi il titolo e l'ingresso tra i migliori 100 della classifica, Pellegrino può ritenersi soddisfatto di una nuova settimana positiva in cui si è espresso a buonissimi livelli. Da lunedì il suo best ranking si aggiornerà ulteriormente al numero 109.
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