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Politica

Docenti diplomati magistrali esclusi da insegnamento: consiglio regionale approva mozione

Si richiede la revisione della normativa sulle graduatorie a esaurimento. Interventi del Movimento 5 Stelle e di Nino Marmo

Il consiglio regionale ha approvato a maggioranza la mozione relativa all'accesso all'insegnamento per i docenti diplomati magistrali e graduatorie ad esaurimento (Gae).

Il consiglio regionale impegna quindi la giunta, anche per il tramite della Conferenza Stato-Regioni, a chiedere la revisione sostanziale delle normativa vigente in materia di Gae per evitare che i docenti diplomati e abilitati entro l'anno scolastico 2001/2002 siano ingiustamente esclusi dall'insegnamento scolastico nonostante siano in servizio da diverso tempo.

L'esecutivo regionale dovrà sottoporre all'attenzione del Governo e della Conferenza Stato-Regioni le proposte normative avanzate dalle sigle sindacali "che eviterebbero applicazioni e interpretazioni inique della normativa oggi vigente".

La regione, infine, si farà promotrice nell'ambito della Conferenza Stato Regioni di un tavolo tecnico permanente tra Governo e sindacati "al fine di risolvere la questione in tempi rapidi e senza provocare ulteriori discriminazioni tra i cosiddetti 'docenti diplomati' e quelli 'laureati'".

Il Movimento 5 Stelle ha depositato un ordine del giorno per chiedere alla giunta di adoperarsi in tutte le sedi istituzionali per tutelare tutti quei docenti in possesso del diploma magistrale conseguito entro l'anno 2001 - 2002, esclusi dalle Graduatorie a Esaurimento per effetto di una sentenza del Consiglio di Stato dello scorso 20 dicembre. In particolare nell'ordine del giorno s'impegna la giunta regionale a di fare tutto quanto il possibile in tutte le sedi parlamentari, governative e ministeriali, affinché si trovi una soluzione che tuteli i diritti dei docenti in possesso del diploma magistrale che non vada in conflitto con la presenza di quelli in possesso di una laurea".

«Abbiamo votato contro la mozione urgente presentata dagli altri gruppi - spiegano Gianluca Bozzetti e Grazia Di Bari - perché la ritenevamo incompleta, in quanto non teneva conto anche degli insegnanti in possesso della laurea. Per questo abbiamo presentato il nostro ordine del giorno, come avevamo preannunciato ieri in commissione dopo l'audizione dei docenti esclusi dalle Gae».

Il diploma magistrale è titolo abilitante dal 1993 al 2002, come confermato dal parere del Consiglio di Stato dell'11 settembre 2013, in base al quale diversi docenti hanno vinto i ricorsi presentati per l'esclusione dalle Gae del 2014 e hanno ottenuto l'immissione in ruolo negli anni 2015 -2016.

«La sentenza del 20 dicembre - incalzano i pentastellati - rischierebbe di cancellare i contratti stipulati a tempo indeterminato, con il conseguente licenziamento di migliaia di lavoratori anche in Puglia. Insegnanti che retrocederebbero nella graduatoria d'istituto di II Fascia, non utile all'immissione in ruolo. Una sentenza i cui effetti si ripercuoterebbero sul diritto degli alunni alla continuità didattica».

«Il consiglio regionale oggi ha approvato una mozione che ho presentato, insieme agli altri gruppi, per superare la secca delle discriminazioni tra docenti laureati e diplomai inseriti nelle graduatorie ad esaurimento. Abbiamo impegnato la giunta a farsi promotrice di un tavolo tecnico tra Governo e sindacati per risolvere la questione. Sono soddisfatto». Così il presidente del gruppo consiliare di Forza Italia, l'andriese Nino Marmo. «Si tratta di un annoso problema che interessa circa 43.600 docenti e di questi circa 6000 insegnanti erano già assunti in ruolo da tempo. Però, con sentenza del Consiglio di Stato del dicembre 2017, come è noto, sono state respinte le richieste dei diplomati magistrali, abilitati entro il 2001/2002, di essere inseriti nelle Gae per l'accesso diretto al 50% dei ruoli assegnati annualmente. Oggi, la Puglia ha dato un primo ed importante segnale di attenzione e sensibilità. Naturalmente, vigileremo per verificare l'operato della giunta regionale che, in sede di Conferenza Stato-Regioni, dovrà far valere la richiesta di revisione della normativa vigente» ha concluso.
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