Crollo ponte sul Trigno. <span>Foto Vigili del Fuoco</span>
Crollo ponte sul Trigno. Foto Vigili del Fuoco
Cronaca

Mino Racanati scomparso, dal tavolo tecnico spunta l'incognita ordigni bellici

Il procuratore capo di Larino: «C'è l'impegno a lavorare per la rimozione dei resti del ponte Trigno». Le parole dei familiari che hanno partecipano all'incontro

Si è finalmente tenuto il tavolo tecnico preannunciato dalle autorità competenti per discutere del caso Mino Racanati, l'operatore marittimo 53enne di Bisceglie disperso dallo scorso 2 aprile nel fiume Trigno a causa della caduta del ponte sulla statale 16 Adriatica, al confine tra il Molise e la Basilicata. «C'è l'impegno a lavorare per la rimozione dei resti del ponte crollato, tenendo presente le esigenze della Procura di comprendere perché è caduto e quelle dell'Anas di ricostruire il viadotto»: sono state queste le parole divulgate dalla procuratrice capo di Larino Elvira Antonelli a conclusione della riunione nel palazzo di giustizia di Campobasso, alla presenza di tutti gli enti coinvolti (Regione Molise, Prefettura di Campobasso, sindaci, forze dell'ordine, Capitaneria di porto di Termoli, Vigili del Fuoco, Anas e i familiari dell'uomo, che avevano richiesto a gran voce un anticipo quando è emersa la volontà di effettuare questo incontro a metà giugno).

Dall'analisi tecnica degli interventi da mettere in campo per la rimozione dell'auto e il conseguente recupero del corpo, rimasto intrappolato con tutta probabilità nelle macerie del ponte, è emersa una problematica di estrema delicatezza: l'area fu interessata da operazioni durante la seconda guerra mondiale, di conseguenza potrebbero essere presenti ordigni dell'epoca. «Questa zona fu interessata dalla battaglia del Trigno - ha ricordato Antonelli -. Non si può escludere la presenza di residui bellici. Questa evidenza ha di fatto posticipato i tempi per la rimozione del ponte. Sono, però, ottimista che entro la fine dell'estate sarà pronto il progetto relativo agli interventi». La presenza di una massa metallica sarebbe stata intercettata a 70 metri dalla foce. Secondo quanto riportato dall'Ansa, i familiari di Racanati, pur ribadendo la necessità di trovare il corpo di Mino, si sono resi conto delle difficoltà esistenti.

Le testate giornalistiche del Molise hanno intercettato le reazioni della famiglia Racanati al termine del tavolo tecnico. «100 giorni sono tanti, abbiamo perso completamente la pazienza. Viviamo senza un padre, senza un marito, con la casa vuota e senza nessuno che ci dica cosa intenda fare. Spero che prendano subito una decisione e non facciano passare altri giorni. Tutto quello che verrà dopo, in questo momento, non mi interessa. Voglio soltanto riportare mio marito a casa» ha dichiarato la moglie Vanessa. L'appello di Angela, la madre di Mino: «Le ricerche devono essere fatte presto, basta aspettare. Abbiamo atteso troppo tempo. Mio figlio deve tornare a casa, dalla moglie, dai fratelli e dalla mamma».
  • Domenico Racanati
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