
Cronaca
Mino Racanati scomparso, segnalate anomalie dal magnetometro
L’origine potrebbe essere dovuta alla presenza di corpi metallici
Italia - mercoledì 17 giugno 2026
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Le ricerche di Mino Racanati, l'operatore marittimo biscegliese scomparso il 2 aprile scorso nel crollo del ponte sul Trigno sulla statale 16, sono concentrate su una zona dove il magnetometro ha rilevato anomalie del campo magnetico. L'origine potrebbe anche, ma non esclusivamente, essere dovuta alla presenza di corpi metallici. A renderlo noto la procuratrice di Larino Elvira Antonelli.
Il capo degli inquirenti annuncia la convocazione di un tavolo tecnico per il 15 luglio prossimo. «Per indagare i punti di interesse emersi, situati a 70 metri dalla foce del fiume - afferma in una nota -, sono necessarie mirate operazioni di dragaggio del corso d'acqua con l'impiego di strumentazione tecnica appropriata».
Dopo una prima fase operativa, caratterizzata dal dispiego di numerose unità di personale altamente specializzato, le ricerche sono proseguite mediante l'uso di metal-dector e di un magnetometro terrestre in dotazione ai carabinieri forestali dell'Aquila. Attivato anche il Nucleo operativo subacqueo della Guardia Costiera con un "Side Scan Sonar" e innovativi sistemi sonar insieme a un magnetometro marino ed areo, messi a disposizione gratuitamente dalla società Codevintec Italia.
«È ritenuta prioritaria e improcrastinabile la prosecuzione delle attività di ricerca dello scomparso - aggiunge la procuratrice -. L'attenzione della Procura è rivolta all'esigenza di agevolare le attività necessarie al consulente tecnico dell'Ufficio per la redazione della relazione di consulenza, dall'esito delle quali dipende il definitivo dissequestro dell'area oltre che alla necessità di assicurare il ripristino della viabilità interrotta e dell'ecosistema, comunque, compromesso dalle macerie e dai detriti accumulati».
Il capo degli inquirenti annuncia la convocazione di un tavolo tecnico per il 15 luglio prossimo. «Per indagare i punti di interesse emersi, situati a 70 metri dalla foce del fiume - afferma in una nota -, sono necessarie mirate operazioni di dragaggio del corso d'acqua con l'impiego di strumentazione tecnica appropriata».
Dopo una prima fase operativa, caratterizzata dal dispiego di numerose unità di personale altamente specializzato, le ricerche sono proseguite mediante l'uso di metal-dector e di un magnetometro terrestre in dotazione ai carabinieri forestali dell'Aquila. Attivato anche il Nucleo operativo subacqueo della Guardia Costiera con un "Side Scan Sonar" e innovativi sistemi sonar insieme a un magnetometro marino ed areo, messi a disposizione gratuitamente dalla società Codevintec Italia.
«È ritenuta prioritaria e improcrastinabile la prosecuzione delle attività di ricerca dello scomparso - aggiunge la procuratrice -. L'attenzione della Procura è rivolta all'esigenza di agevolare le attività necessarie al consulente tecnico dell'Ufficio per la redazione della relazione di consulenza, dall'esito delle quali dipende il definitivo dissequestro dell'area oltre che alla necessità di assicurare il ripristino della viabilità interrotta e dell'ecosistema, comunque, compromesso dalle macerie e dai detriti accumulati».


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