Domenico Racanati
Domenico Racanati
Cronaca

«I miracoli accadono, ma abbiamo paura». Parla la moglie del biscegliese scomparso nel fiume Trigno

Un'intera comunità in apprensione per le sorti di Domenico Racanati. La famiglia teme sempre più il peggio con il passare del tempo

La targa dell'auto su cui viaggiava, una Fiat Bravo color champagne, incastrata tra un pilone e un albero, e il paraurti staccato. Sono i primi, e finora unici, elementi ritrovati nel fiume Trigno dai sommozzatori dei vigili del fuoco riconducibili a Domenico Racanati, il 53enne biscegliese scomparso a seguito del crollo di una parte del ponte sulla statale 16 Adriatica in Molise (al confine con l'Abruzzo). Sono giorni di forte apprensione e preoccupazione per i familiari, dopo l'appello sui social della figlia maggiore Angelica condiviso da migliaia di utenti che si sono interessati della vicenda. Un grido d'allarme purtroppo confermato, perché Domenico è rimasto coinvolto nel tragico episodio che si è registrato intorno alle 9 di giovedì 2 aprile.

L'uomo era al telefono con sua moglie Vanessa, poco prima che la comunicazione si interrompesse improvvisamente. La donna, consultando un'app che le consentiva di osservare la posizione dell'auto, ha notato come il viadotto sul fiume Trigno fosse l'ultimo rilevamento. Da quel momento, nessuna notizia. «È andato via alle 4 di mattina, io ancora dormivo e non ho potuto neppure salutarlo» la confessione all'Ansa in lacrime di Vanessa, sposata con lui da oltre vent'anni e mamma di due figlie (di 22 e 16 anni). «Sono a casa con me che sperano. lo so che i miracoli accadono, ma abbiamo paura» ha aggiunto condividendo il suo stato attuale e di tutti gli altri parenti, estremamente cari e legati al 53enne.

Domenico, chiamato e conosciuto da tutti come Mino, era un operatore marittimo che stava raggiungendo Ortona per lavoro. Secondo quanto raccontato dai familiari (alcuni dei quasi si sono precipitati sul luogo della tragedia per cercare verità su quanto accaduto), doveva consegnare dei documenti per un'imbarcazione che aveva acquistato per l'avvio di una nuova attività sempre riguardante la pesca. Tutti lo definiscono un grande lavoratore e uno splendido papà per quanto si dedicava alla famiglia.
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