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Territorio
Rifiuti abbandonati selvaggiamente a Bisceglie, individuato un responsabile
L'appello delle Guardie per l’Ambiente: «Non è solo degrado: i cumuli possono diventare bombe ambientali»
Bisceglie - martedì 15 settembre 2026
10.01 Comunicato Stampa
Prosegue nel territorio comunale di Bisceglie l'attività di controllo e contrasto all'abbandono incontrollato dei rifiuti delle Guadie per l'Ambiente. Nel corso dei controlli effettuati sul territorio sono state individuate numerose aree interessate da consistenti abbandoni di rifiuti, con la presenza di materiali di diversa natura, tra cui plastica, sacchi, rifiuti ingombranti, frigoriferi, scarti di lavorazioni e altri materiali abbandonati indiscriminatamente.
Una situazione che, come documentato anche dalle immagini, non rappresenta soltanto un problema di decoro urbano e degrado ambientale, ma può trasformarsi in una questione ben più grave.
Il fenomeno degli abbandoni, infatti, tende ad alimentarsi nel tempo. Infatti un primo deposito incontrollato diventa spesso il richiamo per ulteriori abbandoni, fino alla formazione di veri e propri cumuli. Ed è proprio in presenza di questi cumuli che aumenta il rischio che qualcuno decida, illegalmente, di darvi fuoco.
"Il problema non finisce quando il rifiuto viene abbandonato. Può diventare molto più grave." Spiega, Pasquale Laterza, presidente delle Guardie per l'Ambiente.La combustione incontrollata di rifiuti eterogenei, soprattutto quando sono presenti plastiche, materiali sintetici e altri materiali contenenti sostanze clorurate, può determinare l'emissione di sostanze inquinanti e pericolose, tra cui diossine e furani, oltre a particolato e altri prodotti della combustione.
Per questo motivo la tempestiva rimozione dei rifiuti abbandonati non dovrebbe essere considerata esclusivamente come un intervento di pulizia, ma di tutela della salute pubblica. Bonificare significa anche prevenire. Significa anche impedire che un piccolo abbandono si trasformi in un enorme cumulo e che quel cumulo possa diventare, successivamente, il bersaglio di chi decide di incendiarlo. Non farlo potrebbe portare colposamente a parteciparne agli effetti.
L'obiettivo è chiaro: individuare chi sporca, accertare le responsabilità e applicare le sanzioni previste.
"Non possiamo continuare a considerare normale – continua Laterza - che qualcuno scarichi rifiuti sul territorio e che, dopo qualche giorno, qualcun altro sia costretto a spendere denaro pubblico per rimuoverli. E non possiamo aspettare che quei cumuli diventino roghi."
Il contrasto all'abbandono dei rifiuti passa quindi necessariamente attraverso una strategia fatta di prevenzione, controllo, individuazione dei responsabili e collaborazione tra gli organi preposti. Le attività di controllo proseguiranno anche nei prossimi giorni, con particolare attenzione alle aree maggiormente interessate dal fenomeno o e con un monitoraggio con droni e fototrappole.
Il territorio non è una discarica. E chi lo tratta come tale deve sapere che può essere individuato e chiamato a rispondere delle proprie azioni.
Una situazione che, come documentato anche dalle immagini, non rappresenta soltanto un problema di decoro urbano e degrado ambientale, ma può trasformarsi in una questione ben più grave.
Il fenomeno degli abbandoni, infatti, tende ad alimentarsi nel tempo. Infatti un primo deposito incontrollato diventa spesso il richiamo per ulteriori abbandoni, fino alla formazione di veri e propri cumuli. Ed è proprio in presenza di questi cumuli che aumenta il rischio che qualcuno decida, illegalmente, di darvi fuoco.
"Il problema non finisce quando il rifiuto viene abbandonato. Può diventare molto più grave." Spiega, Pasquale Laterza, presidente delle Guardie per l'Ambiente.La combustione incontrollata di rifiuti eterogenei, soprattutto quando sono presenti plastiche, materiali sintetici e altri materiali contenenti sostanze clorurate, può determinare l'emissione di sostanze inquinanti e pericolose, tra cui diossine e furani, oltre a particolato e altri prodotti della combustione.
Per questo motivo la tempestiva rimozione dei rifiuti abbandonati non dovrebbe essere considerata esclusivamente come un intervento di pulizia, ma di tutela della salute pubblica. Bonificare significa anche prevenire. Significa anche impedire che un piccolo abbandono si trasformi in un enorme cumulo e che quel cumulo possa diventare, successivamente, il bersaglio di chi decide di incendiarlo. Non farlo potrebbe portare colposamente a parteciparne agli effetti.
Individuato anche un responsabile
In collaborazione con la Polizia Locale è stato individuato un soggetto responsabile dell'abbandono di rifiuti. Nei suoi confronti sono stati effettuati gli accertamenti e contestate le relative violazioni, secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Un risultato che dimostra quanto sia importante controllare il territorio e non limitarsi alla sola rimozione dei rifiuti una volta che il danno è già stato prodotto.L'obiettivo è chiaro: individuare chi sporca, accertare le responsabilità e applicare le sanzioni previste.
"Non possiamo continuare a considerare normale – continua Laterza - che qualcuno scarichi rifiuti sul territorio e che, dopo qualche giorno, qualcun altro sia costretto a spendere denaro pubblico per rimuoverli. E non possiamo aspettare che quei cumuli diventino roghi."
Il contrasto all'abbandono dei rifiuti passa quindi necessariamente attraverso una strategia fatta di prevenzione, controllo, individuazione dei responsabili e collaborazione tra gli organi preposti. Le attività di controllo proseguiranno anche nei prossimi giorni, con particolare attenzione alle aree maggiormente interessate dal fenomeno o e con un monitoraggio con droni e fototrappole.
Il territorio non è una discarica. E chi lo tratta come tale deve sapere che può essere individuato e chiamato a rispondere delle proprie azioni.
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