j.jpg)
Territorio
Via Cala Arciprete e verde urbano, Legambiente: «Continua la mattanza, i lecci seccano. Il depaving è solo un ricordo!»
«La sicurezza dei cittadini è la priorità, ma distruggere il patrimonio arboreo senza il parere degli esperti è un errore inaccettabile. Gli alberi si salvano coniugando marciapiedi sicuri e tecniche moderne come il depaving»
Bisceglie - mercoledì 1 luglio 2026
12.08 Comunicato Stampa
Non si ferma la preoccupazione di Legambiente Bisceglie di fronte a quella che viene definita una vera e propria "mattanza" degli alberi cittadini. Da un lato abbattimenti sistematici che appaiono privi di una reale pianificazione scientifica; dall'altro, l'abbandono e il progressivo disseccamento dei lecci urbani e della stessa quercia monumentale dell'ex piazza del pesce, lasciati morire non per il caldo, ma per la totale assenza di cure mirate.
L'associazione respinge con forza le retoriche da social che tentano di colpevolizzare gli ambientalisti sia in caso di tagli che di mancati interventi: «La salute e l'incolumità dei cittadini sono da sempre al primo posto — dichiara Legambiente Bisceglie —. Proprio per questo siamo allarmati. La pericolosità o lo stato di salute di una pianta non si decidono sulla base di un disegno geometrico di un marciapiede, ma devono essere sanciti da perizie agronomiche specializzate. Quando l'esperto interviene e decreta che un albero va abbattuto, come accadde al Parco delle Beatitudini, noi siamo i primi a difendere la scelta. Ma qui si sta procedendo al buio».
L'associazione ricorda l'esperienza di via Di Vittorio (quartiere San Pietro), dove grazie all'impegno economico dei cittadini, di Libera il futuro, di Pro Natura venne finanziata una perizia di parte che salvò circa 25 pini destinati all'abbattimento, dimostrando nei fatti che è possibile conciliare la sicurezza dei marciapiedi con la tutela della natura.
Nonostante i tavoli tecnici e le rassicurazioni, quella lezione sembra essere andata perduta a Palazzo San Domenico. Anni di mancate potature e soffocamento radicale hanno creato disagi evidenti, ma la soluzione non può essere la desertificazione della città.
Di fronte al silenzio dell'Amministrazione e agli accessi agli atti rimasti inevasi, Legambiente Bisceglie pone pubblicamente 7 domande cruciali alla cittadinanza e alle istituzioni:
L'associazione respinge con forza le retoriche da social che tentano di colpevolizzare gli ambientalisti sia in caso di tagli che di mancati interventi: «La salute e l'incolumità dei cittadini sono da sempre al primo posto — dichiara Legambiente Bisceglie —. Proprio per questo siamo allarmati. La pericolosità o lo stato di salute di una pianta non si decidono sulla base di un disegno geometrico di un marciapiede, ma devono essere sanciti da perizie agronomiche specializzate. Quando l'esperto interviene e decreta che un albero va abbattuto, come accadde al Parco delle Beatitudini, noi siamo i primi a difendere la scelta. Ma qui si sta procedendo al buio».
L'associazione ricorda l'esperienza di via Di Vittorio (quartiere San Pietro), dove grazie all'impegno economico dei cittadini, di Libera il futuro, di Pro Natura venne finanziata una perizia di parte che salvò circa 25 pini destinati all'abbattimento, dimostrando nei fatti che è possibile conciliare la sicurezza dei marciapiedi con la tutela della natura.
Nonostante i tavoli tecnici e le rassicurazioni, quella lezione sembra essere andata perduta a Palazzo San Domenico. Anni di mancate potature e soffocamento radicale hanno creato disagi evidenti, ma la soluzione non può essere la desertificazione della città.
Di fronte al silenzio dell'Amministrazione e agli accessi agli atti rimasti inevasi, Legambiente Bisceglie pone pubblicamente 7 domande cruciali alla cittadinanza e alle istituzioni:
- Chi decide, nello specifico, quale albero debba essere abbattuto e quale no?
- Esistono perizie agronomiche ufficiali e specializzate a sostegno di questi interventi drastici?
- Se si agisce in stato di urgenza per l'incolumità pubblica, perché un albero viene dichiarato pericoloso e quello immediatamente adiacente no? Qual è il criterio scientifico?
- I marciapiedi verranno rifatti con le solite formelle che soffocano le radici o si provvederà al depaving (la de-impermeabilizzazione del suolo)?
- Se si ricorresse al depaving — come già avvenuto in parte nella Villa Comunale per salvare un albero centenario — perché allora continuare ad abbattere le piante?
- Cosa si sta facendo per i lecci e la quercia monumentale che stanno progressivamente seccando? Ci saranno interventi mirati o si attenderà la loro decimazione?
- È previsto un piano rapido di sostituzione e ripiantumazione o la città sarà lasciata per anni con tronconi a vista, erbacce e marciapiedi divelti?
.jpg)

Ricevi aggiornamenti e contenuti da Bisceglie 





