
Cultura
Walter Veltroni presenta "Il bar di Cinecittà" alle Vecchie Segherie Mastrototaro - L'INTERVISTA
La rassegna "Stregherie" proseguirà mercoledì 17 giugno con Niccolò Ammaniti
Bisceglie - mercoledì 17 giugno 2026
14.20
Un osservatorio privilegiato, quello di un bar, su quella che si potrebbe definire una vera e propria fabbrica dei sogni, Cinecittà, da dove i personaggi della penna di Veltroni osservano l'evolversi di un Paese che pian piano cambia i suoi connotati. Questo e molto altro nel nuovo libro "Il bar di Cinecittà" del regista e scrittore Walter Veltroni presentato nella serata di martedì 16 giugno alle Vecchie Segherie Mastrototaro, in occasione della seconda serata della rassegna letteraria "Stregherie".
Sul palco Veltroni ha dialogato con la giornalista Anna Puricella e con il Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
«Mi piace l'idea di un unico luogo che si propone da questo punto di vista, di un unico luogo nel quale passino le cose, le persone, la storia, la grande storia. E certo, il Bar di Cinecittà è per molte ragioni un osservatorio meraviglioso perché da lì il protagonista, questo ragazzo di 16 anni che è entrato per raccomandazione di un gerarca fascista nella Cinecittà che sta nascendo, vede tutto quello che accade: il fascismo nel suo momento di maggiore consenso, poi la fine di Mussolini, poi l'8 settembre, poi la Guerra, l'arrivo dei nazisti poi degli americani, fino alla metà degli anni 80. E Giovanni vede tutto questo mentre incontra Fellini, Mastroianni, Anna Magnani - ha commentato lo scrittore -. Sicuramente è l'idea di raccontare tre storie insieme che mi piace: la storia del personaggio, la storia del cinema e di Cinecittà e la grande storia».
Fulcro narrativo del romanzo le caratteristiche squisitamente umane dei personaggi, in particolare del protagonista Giovanni che, pur attraversando un epoca storia ben precisa, sembrano sospesi in una dimensione atemporale. E mentre sullo sfondo la notte della dittatura mussoliniana si dispiega sull'Italia, le vicende del piccolo bar proseguono: arriva la guerra, la ricostruzione, poi di nuovo il benessere e i primi successi per i grandi nomi del cinema, da Fellini a Mastroianni.
«Oltre al cinema, anche la storia dei luoghi ci dice molto della storia di un paese. La storia delle persone, delle famiglie, di un medico, di un postino, di un maestro. Ciascuno di noi è in qualche modo una spugna che racconta una vicenda nazionale. Siamo tutti esposti ad essere in un modo o nell'altro testimoni del nostro tempo» ha poi concluso Veltroni.
«Si tratta ormai di un appuntamento fisso: nella nostra regione ci sono tanti festival, tanti dialoghi, tante possibilità di incontrarsi come qui a Bisceglie. Questo è diventato un appuntamento al quale partecipo da tanto tempo: soltanto l'anno scorso è toccato anche a me presentare un libro. Sono qui per accompagnare Veltroni in questo percorso di un romanzo che ripercorre la storia di Cinecittà e del nostro paese, ma anche il legame con il lavoro. È un modo bello per ascoltare gli autori, ma anche per fare comunità» ha aggiunto Antonio Decaro.
La rassegna "Stregherie" proseguirà mercoledì 17 giugno. Ospiti Niccolò Ammaniti e Antonella Lattanzi in dialogo su "Il custode".
Sul palco Veltroni ha dialogato con la giornalista Anna Puricella e con il Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
«Mi piace l'idea di un unico luogo che si propone da questo punto di vista, di un unico luogo nel quale passino le cose, le persone, la storia, la grande storia. E certo, il Bar di Cinecittà è per molte ragioni un osservatorio meraviglioso perché da lì il protagonista, questo ragazzo di 16 anni che è entrato per raccomandazione di un gerarca fascista nella Cinecittà che sta nascendo, vede tutto quello che accade: il fascismo nel suo momento di maggiore consenso, poi la fine di Mussolini, poi l'8 settembre, poi la Guerra, l'arrivo dei nazisti poi degli americani, fino alla metà degli anni 80. E Giovanni vede tutto questo mentre incontra Fellini, Mastroianni, Anna Magnani - ha commentato lo scrittore -. Sicuramente è l'idea di raccontare tre storie insieme che mi piace: la storia del personaggio, la storia del cinema e di Cinecittà e la grande storia».
Fulcro narrativo del romanzo le caratteristiche squisitamente umane dei personaggi, in particolare del protagonista Giovanni che, pur attraversando un epoca storia ben precisa, sembrano sospesi in una dimensione atemporale. E mentre sullo sfondo la notte della dittatura mussoliniana si dispiega sull'Italia, le vicende del piccolo bar proseguono: arriva la guerra, la ricostruzione, poi di nuovo il benessere e i primi successi per i grandi nomi del cinema, da Fellini a Mastroianni.
«Oltre al cinema, anche la storia dei luoghi ci dice molto della storia di un paese. La storia delle persone, delle famiglie, di un medico, di un postino, di un maestro. Ciascuno di noi è in qualche modo una spugna che racconta una vicenda nazionale. Siamo tutti esposti ad essere in un modo o nell'altro testimoni del nostro tempo» ha poi concluso Veltroni.
«Si tratta ormai di un appuntamento fisso: nella nostra regione ci sono tanti festival, tanti dialoghi, tante possibilità di incontrarsi come qui a Bisceglie. Questo è diventato un appuntamento al quale partecipo da tanto tempo: soltanto l'anno scorso è toccato anche a me presentare un libro. Sono qui per accompagnare Veltroni in questo percorso di un romanzo che ripercorre la storia di Cinecittà e del nostro paese, ma anche il legame con il lavoro. È un modo bello per ascoltare gli autori, ma anche per fare comunità» ha aggiunto Antonio Decaro.
La rassegna "Stregherie" proseguirà mercoledì 17 giugno. Ospiti Niccolò Ammaniti e Antonella Lattanzi in dialogo su "Il custode".


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