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Il Ponte dell'Almà
Capitolo trentesimo
"Il Ponte dell'Almà", il nuovo romanzo a puntate del dott. Antonio Marzano
domenica 12 aprile 2026
Erano trascorsi sei mesi da quel giorno di luglio in cui Ottavio mi aveva raccontato la storia della moglie.
Tra l' altro avevo anche parlato allora con la cognata, ma in quella occasione, era così affranta dal dolore che non era stata in grado di raccontarmi nulla di interessante. Non ne parliamo poi di Ottavio che allora si era mostrato disponibile, collaboratore,sinceramente desideroso di sapere la verità : tuttavia nonostante la sua richiesta di aiuto, anche lui non mi aveva suggerito nessuna pista da seguire, nessun indizio.
I suoi figli in particolare Sergio, il piccolo, aveva confessato che sua madre gli aveva chiesto di tenere stretto il segreto che lei non fosse felice; in una occasione la aveva sorpresa mentre piangeva. Ma io in quel momento fui convinto che Sergio fosse suggestionato dalla tragica morte della madre ed avesse visto e sentito ciò che lui voleva vedere e sentire,senza che corrispondesse alla verità.
Avevo parlato con i nuovi amici della coppia i cui figli erano compagni di classe e di giochi di Mauro e Sergio .
Non erano a conoscenza di nulla della solita routine della vita di ogni giorno di Franca. Loro stessi mi erano sembrati persone cosi comuni,semplici,genuine. Operaio l' uno, carroziene l' altro, commerciante un altro,negoziante l' ultimo. Tutte faccie pulite e così altrettanto pulite le faccie delle rispettive mogli.
I carabinieri, nonostante la presenza dell' amico Emanuele, ex maresciallo in pensione ,mi avevano congedato senza molti complimenti ed infine il giudice,nonostante il suo ruolo professionale così importante ed influente, non aveva saputo dirmi nulla di interessante.
A fine estate avevo esaurito il mio entusiasmo ed ero certo che la tragica morte di Franca sarebbe stata dal marito Ottavio, accettata come suicidio, anche senza un movente.
Guido preoccupato dopo la telefonata di Elena. Molto preoccupato ora a distanza di sei mesi quando ormai era tutto nel dimenticatoio,arriva questa telefonata.
Avevo tralasciato qualcuno con cui parlare? Avrei dovuto essere più insistente? Avrei dovuto farmi aiutare da un investigatore privato? Non avevo risposte a tutte queste dimande.
Ero preoccupato ed ad un certo punto sperai che Elena volesse solo sfogarsi perché stanca della gestione quotidiana dei suoi nipotini..
e se non fosse stato così!?
Tra l' altro avevo anche parlato allora con la cognata, ma in quella occasione, era così affranta dal dolore che non era stata in grado di raccontarmi nulla di interessante. Non ne parliamo poi di Ottavio che allora si era mostrato disponibile, collaboratore,sinceramente desideroso di sapere la verità : tuttavia nonostante la sua richiesta di aiuto, anche lui non mi aveva suggerito nessuna pista da seguire, nessun indizio.
I suoi figli in particolare Sergio, il piccolo, aveva confessato che sua madre gli aveva chiesto di tenere stretto il segreto che lei non fosse felice; in una occasione la aveva sorpresa mentre piangeva. Ma io in quel momento fui convinto che Sergio fosse suggestionato dalla tragica morte della madre ed avesse visto e sentito ciò che lui voleva vedere e sentire,senza che corrispondesse alla verità.
Avevo parlato con i nuovi amici della coppia i cui figli erano compagni di classe e di giochi di Mauro e Sergio .
Non erano a conoscenza di nulla della solita routine della vita di ogni giorno di Franca. Loro stessi mi erano sembrati persone cosi comuni,semplici,genuine. Operaio l' uno, carroziene l' altro, commerciante un altro,negoziante l' ultimo. Tutte faccie pulite e così altrettanto pulite le faccie delle rispettive mogli.
I carabinieri, nonostante la presenza dell' amico Emanuele, ex maresciallo in pensione ,mi avevano congedato senza molti complimenti ed infine il giudice,nonostante il suo ruolo professionale così importante ed influente, non aveva saputo dirmi nulla di interessante.
A fine estate avevo esaurito il mio entusiasmo ed ero certo che la tragica morte di Franca sarebbe stata dal marito Ottavio, accettata come suicidio, anche senza un movente.
Guido preoccupato dopo la telefonata di Elena. Molto preoccupato ora a distanza di sei mesi quando ormai era tutto nel dimenticatoio,arriva questa telefonata.
Avevo tralasciato qualcuno con cui parlare? Avrei dovuto essere più insistente? Avrei dovuto farmi aiutare da un investigatore privato? Non avevo risposte a tutte queste dimande.
Ero preoccupato ed ad un certo punto sperai che Elena volesse solo sfogarsi perché stanca della gestione quotidiana dei suoi nipotini..
e se non fosse stato così!?

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